20.02.2020, Sul clima, negare è impossibile.

   L’inverno 2019-2020 sarà ricordato come uno tra i più caldi della storia. La temperatura minima della stagione ha raggiunto qui a Ponteacco un modestissimo -2.5°C e l’andamento di questa stagione pazza è stato più volte l’argomento di discussione al Centro. Possiamo dire che il riscaldamento globale non è più un’invenzione degli scienziati: il ghiacciaio del Canin, sopra Sella Nevea, è sparito per non parlare dei macro-eventi che si sono registrati nel mondo: alluvioni a Venezia, incendi immensi in Australia, ondata di caldo in Norvegia. Insomma, tutto è stravolto e non manca la preoccupazione per le prossime stagioni, chissà se caratterizzate da eventi estremi. Eppure gli scettici, ad iniziare da Trump, non hanno cambiato le loro idee e continuano ad anteporre il profitto economico e lo sviluppo dell’industria agli sforzi internazionali (che costano a tutti noi europei) per scongiurare un ulteriore aumento della temperatura globale. Il primo ministro australiano Scott Morrison nega il cambiamento climatico e ben gli stanno gli incendi che hanno devastato il suo Paese, a discapito di koala e canguri. I roghi hanno causato almeno 26 vittime e la distruzione di duemila case, ma evidentemente non basta. L’Australia, ad esempio è uno degli Stati con le più alte emissioni di gas-serra pro capite, con ritardi incomprensibili rispetto agli accordi presi. Insomma i segnali d’allarme abbondano ed è ora che i politici riconoscano i propri gravissimi errori. Non nel nostro piccolo contribuiamo ad una corretta differenziazione dei rifiuti, abbiamo cambiato più della metà di lampadine, ci sono sempre più pannelli fotovoltaici. C’è una maggior consapevolezza e responsabilità verso l’ambiente.

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