29.02.2020, Maglia e uncinetto (1/2).

   Lo sferruzzare a maglia o ad uncinetto ha avuto in passato molta importanza quale contributo economico delle famiglie. Se da una parte poteva essere considerato un hobby, dall’altro è stato un importante apporto per le famiglie in termini di risparmio. Da Ponteacco sono usciti splendidi maglioni, cuffie, calzetti, centrini e anche copriletti. I cambiamenti sociali di questi ultimi decenni hanno fatto scomparire quest’importante occupazione fatta di un commercio minuto di gomitoli di lana o di matasse che i bambini erano tenuti a tenere tra le braccia affinché la mamma ricavasse la palla di lana con la quale fare il maglione. E sottoporsi a continue misure di braccia e dorso. Si trattava di autentica arte con una storia molto antica che vedeva sferruzzare le signore francesi in Place de la Concorde, ai piedi della ghigliottina, per passare il tempo, tra una testa mozzata e l’altra, oppure i maglioni e i calzettoni inviati al fronte, per far sentire il calore di casa a chi faceva la guerra. Fino agli anni ’60 il lavoro a maglia nelle Valli e nel nostro paese non ha segnato il passo. Se il marito lavorava pesantemente in campagna e nei cantieri, oppure era all’estero per il beneficio della famiglia, la compagna  viveva l’esperienza di magliaia come qualcosa di utile e rilassante…

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