06.09.2021, Ieri in paese

   Il Centro è rimasto chiuso. È mancato il luogo ormai consueto per il ritrovo, per l’aggregazione. Quella di ieri è stata una domenica molto tranquilla in paese. Riprenderemo con i turni domenica prossima. L’eccezionale giornata dai connotati estivi ha favorito certamente l’esodo, la gita, la puntata al mare o in montagna. Numerose persone si sono trattenute al Mulino per un pic-nic favorito dal bel tempo e dal terreno asciutto. Non sono mancate le nuotate nel fiume in magra, cosa piuttosto rara a settembre. Lungo la statale il traffico è stato vivace con molti turisti in transito in ambo i sensi di marcia. La settimana che inizia oggi ci porterà nel cuore del mese. Non ci sono eventi di rilievo, tranne l’ultimo saluto che domani daremo a Guido. Auguriamo giorni sereni a lettrici e lettori.

05.09.2021, Oggi è possibile salutare il vescovo

   In occasione dell’attesa somministrazione delle cresime, rimandate un anno fa a causa dell’emergenza sanitaria, alle 16:30 a San Pietro al Natisone arriverà il l’Arcivescovo di Udine. È ancora nella nostra memoria la sua visita pastorale effettuata a Ponteacco nell’aprile 2016. Sarà possibile salutarlo al termine della cerimonia. Siamo vicini al cresimandi, che riceveranno oggi il sacramento della confermazione.

 

04/09/2021, L’armadio della maestra Leni (2/2)

   Con gli occhi sgranati, osservavano il primo ripiano dell’armadio destinato al deposito dei quaderni già completati degli alunni, a sinistra dei bambini di prima, a destra dei bambini della seconda, divisi a seconda delle righe e dei quadretti; il secondo ripiano era utilizzato per il deposito di sussidiari e testi utilizzati dall’insegnante; il terzo ripiano era quello che ha affascinato tutti: erano riprodotti fedelmente, in piccola scala, tutti gli oggetti utilizzati dal contadino. Una piccola e stupenda collezione preparata e donata dai (numerosi) fratelli Serafini: c’erano le grabie, i rastrelli per il fieno, le vìle, il povìarak (arconcello) con i relativi ganci alle estremità, le sbrìnzie per portare il fieno, la kosà (falce), le varzè (corde), le piccole lìasanza (scale) a tre gambe per la raccolta dei frutti, il carro per il fieno, la sega, il kanjaz. Erano pochi i secondi a disposizione, per passarseli di mano in mano, per osservarli e riporli immediatamente al loro posto. L’ultimo ripiano custodiva i quaderni nuovi a righe e a quadretti destinati ai più bisognosi. C’era anche una scatola con della cancelleria. I primi quaderni avevano una copertina nera o di color verdolino. Le pagine erano giallognole, sembrava avessero dei peletti al loro interno. Si trattava di fogli molto fragili, che assorbivano volentieri l’inchiostro e che la correzione dell’errore con la gomma corrispondeva spesso a un enorme buco nella pagina. Chissà dove sarà finito quell’armadio, che oggi tutti rivedrebbero volentieri?

02.09.2021, La scomparsa di Guido

   L’ultima volta che l’abbiamo visto al Centro risale a un mese e mezzo fa. Accompagnato dalla figlia Francesca, era seduto al tavolo-panca del loggiato e si divertiva con le persone presenti. Ieri sera, poco prima delle 20:00, Guido Maion (90) se n’è andato a seguito di un improvviso malore. L’Avemaria tra poco suonerà per questo signore che tanto ha fatto per la propria casa e per il benessere dei suoi familiari. Fino a pochi anni fa guidava il suo trattorino colore blu, carico di legna, senza accorgersi che anche per lui, come per tutti noi, gli anni andavano avanti inesorabili. Guido se n’è andato in punta di piedi, senza disturbare alcuna persona, cosa che ha fatto in tutta la sua vita. La data e l’ora del funerale sarà comunicata appena possibile. Ci stringiamo con affetto a Francesca, Michela, al genero e ai nipoti.

01.09.2021, L’armadio della maestra Leni (1/2)

   Per un bambino o per una scolaresca, non c’è nulla di più misterioso di un armadio chiuso, in classe, posto alle spalle dei ragazzi, addossato al muro di fronte alla maestra. Unico mobile oltre alla cattedra, ai banchi e alla lavagna. Piccola premessa: l’aula di prima e seconda elementare della scuola di Ponteacco era al pian terreno. All’ingresso, sulla sinistra c’era la stufa di terracotta a tre elementi. La stanza aveva un pavimento in legno con molte fughe di varia ampiezza e dimensione. Prima dell’arrivo dell’insegnante, l’allegra comitiva si divertiva a saltare su questo pavimento malconcio, sollevando polvere per mezzo metro d’altezza. Un ragazzino di guardia avvisava i compagni dell’arrivo della maestra e in pochi secondi tutti prendevano posto al proprio banco, a coppia, con anta superiore ribaltabile, con il calamaio che la bidella riempiva di inchiostro. E c’era quest’armadio color verde-muschio, una vernice non lucida, ma opaca. La maestra lo utilizzava per riporre o prelevare gli oggetti destinati alla didattica e ogni volta che lo apriva, tutta la scolaresca osservava con curiosità il contenuto di questo mobile apparentemente immenso, forse di reali, normali dimensioni. Un giorno la maestra Leni lo lasciò distrattamente aperto e l’indomani i salti programmati sul pavimento si trasformarono in un’avventurosa esplorazione di questo suppellettile. Una distrazione davvero inconsueta per una maestra molto precisa e accorta. Chissà cosa c’era dentro? …

31.08.2021, Il super-pulito fa male ai bambini

   Gli adulti del paese ricordano i giochi nel patòk, il fosso che scorreva prima dal Cral all’incrocio con la statale, poi dall’incrocio fino all’attraversamento della strada. In quel punto questo torrente non ben odorante presentava un piccolo muretto trasversale con due aperture. I bambini del tempo si divertivano a scavare il ghiaino di marna e liberare l’acqua del micro-laghetto. Che tipo di acqua era? Una parte pulita, una parte era costituita dagli scarichi dei pochi bagni del paese. Acqua di fogna, seppur un po’ … annacquata. Si è passati poi alle case iper-pulite e a bambini che non sanno cosa sia il fango. Oggi la scienza sostiene che la troppa pulizia nelle case limita l’esposizione ai microorganismi, favorendo così nei fanciulli più piccini allergie e malattie autoimmuni. Per crescere forti e sani, i bambini hanno bisogno di stimolare il sistema immunitario attraverso il contatto con i batteri, quelli con cui conviviamo da migliaia di anni. Ecco perché la scienza esorta i genitori e i nonni a far trascorrere ai pargoli molte ore all’aria aperta, a farli giocare con la ghiaia e a non inorridire se il piccolo mette le mani in bocca. Non solo eviteranno infezioni pericolose, ma abbasseranno il rischio di asma e allergie causate proprio da condizioni di super igiene.

30.08.2021, Ieri al Centro

   L’ultima domenica d’agosto 2021 si è confermata come l’ideale appuntamento del dopo-messa per un brindisi. Una discreta presenza di soci ha fatto da sfondo al turno. Turno che domenica prossima salterà in quanto la sala è stata affittata per consentire i festeggiamenti di una cresima. La giornata ha visto un traffico stradale piuttosto contenuto: poche bici, poche moto, molte meno vetture rispetto alle precedenti domeniche. Un improvviso temporale con grandine, proprio a metà pomeriggio, ha fatto rientrare velocemente chi era al fiume o a passeggio. Auguriamo una buona settimana a lettrici e lettori, ultimi scampoli d’agosto e autunno alle porte se non altro per le giornate che sono sempre più corte.

29.08.2021, L’incubo dei viaggi (3/3)

    Per superare le vallate dell’Isonzo e dell’Idria, fino alla piana di Vrhnika, si dovevano mettere in conto le slavine invernali, le piene dei fiumi che rovinavano i guadi, gli orsi e anche i lupi. Briganti senza scrupoli attaccavano le carrozze singole, i cui occupanti restavano non solo metaforicamente in mutande. Bastava un piccolo sacchetto di monete per finire massacrati. La stabilità politico-amministrativa dell’Impero dava certezze, ma nonostante questo, focolai di pestilenze rappresentavano un rischio. Viaggiare costava molto e il calcolo del tempo era solo immaginario: da Parigi a Vienna ci volevano tre mesi di cammino. Si dice di un mercante che partì da Udine alla volta di Vienna (via Val Natisone) con 1.000 sterline, corrispondenti agli attuali 91.000 Euro. Nessuna sorpresa, dunque, se a viaggiare “comodamente” erano solo i ricchi.

28.08.2021, L’incubo dei viaggi (2/3)

   Bastava una pioggia più abbondante, che dalle montagne si staccavano frane imponenti, capaci di cancellare tratti di quel po’ di strada che esisteva. Per raggiungere le odierne Stiria e l’Ungheria, regioni imperiali, ricche, dove la manodopera era richiesta e ben pagata, si affrontava l’incubo del viaggio, che per alcuni valligiani fu di sola andata. Fino alle fine del Settecento a nessun governo interessava investire cinque centesimi nel miglioramento delle vie di comunicazione. Alla Serenissima non interessava quest’argomento, essendo più concentrata sulle vie marittime e fluviali. Le poche carrozze erano scomode, si guastavano ogni momento e il viaggiatore concludeva la sua giornata sfinito, accolto se gli andava bene in qualche locanda o fienile, tenendo presente che altri ospiti infestavano i letti pubblici: cimici, pulci, piattole e pidocchi …

27.08.2021, L’incubo dei viaggi (1/3)

   Oggi è semplice: aereo e treno sono alla portata di tutti, ma come si viaggiava nel ‘600 attraverso le poche strade delle Valli? La principale di questa lambiva il nostro paese. I viandanti erano pochi, costretti a passare giorni e giorni su un carro, sopra un cavallo, tra continue scomodità, in pessime condizioni igieniche. Per raggiungere Lubiana da Udine ci volevano 3 giorni interi di viaggio, che diventavano quattro in inverno o con la pioggia. Lo raccontano i diari e le lettere dei giramondo dell’epoca, raramente esagerati nel descrivere l’infinita fatica di spostarsi. Si recavano nella valle della Sava per acquistare spezie più a buon mercato rispetto all’emporio veneziano e c’era anche del “turismo” religioso costituito da gruppi di pellegrini che raggiungevano i santuari della Stiria. Principalmente ci si spostava per lavoro. Quella che oggi è la strada statale 54, un tempo era solo un tracciato irto di pericoli e sorprese …