(Articolo di Evelino M. del 2018; parte 3 di 4)
Il caffè, dopo l’avvento della macchina del caffè di marca Cimbali alla fine degli anni ’60, era fornito dalla ditta Hausbrandt di Trieste, il cui rappresentante girava per le Valli con una Fiat Giardiniera color marroncino e con le scritte pubblicitarie sui lati; forniva anche le bustine piccole e quasi trasparenti, marchiate, che venivano usate per la vendita delle sigarette sfuse. La marca di sigarette più venduta erano le Alfa, seguite dalle Nazionali, con o senza filtro e, per i più esigenti e benestanti, le Stop con filtro, che erano più lunghe; successivamente arrivarono, sempre per i benestanti, le Peter Stuyvesant. La concessione della licenza dei Tabacchi, molto ricercata in quei tempi, era arrivata alla mia famiglia quale riparazione della Prima Guerra Mondiale in quanto , mio nonno paterno morì sul San Gabriele, presso Gorizia, nel 1917, lasciando, oltre a mia nonna vedova e profuga sul lago di Bolsena, i due figli: Evelino di 9 anni e Amilcare di 4. Era una forma per dare lavoro e sussistenza a famiglie che ne erano rimaste prive per la morte del capofamiglia, privilegiando i caduti in guerra. L’osteria era ubicata al piano superiore del “last”, dietro la Cappella (ora abitazione di Marisa e Franco), entrando, a destra; sulla sinistra era ubicata un’ulteriore stanza poco utilizzata, confinante con la casa di Tonis. Sul retro del banco c’era un vano con un grande lavandino in pietra con l’acqua corrente (solo fredda) che scaricava direttamente sul retro dello stabile ed a fianco, delle ripide scale che scendevano in cantina (molto fresca) cui si accedeva anche dal lato strada a fianco della Cappella. Ricordo che quando aiutavo mia zia, lei mi insegnava a tenere sempre in ordine la cantina, con le casse delle bottiglie vuote da una parte e quelle piene dall’altra, facendo in modo che ci fosse sempre una rotazione delle merci. Ricordo inoltre che per un lungo periodo, mia zia si avvalse della collaborazione di Beput: una persona buona e mite, con una menomazione fisica, di cui ci si poteva fidare ciecamente e questo le permetteva di poter avere qualche momento di riposo o svolgete attività di acquisto.