26.11.2022, Il Presepio 2022

   Nella sezione “Appuntamenti” pubblicata nel box “Agenda”, il prossimo 8 dicembre inaugureremo il Presepio che sarà allestito come ogni anno in cappella. Enzo ha già raccolto il muschio necessario e si passerà quanto prima alla fase creativa, ovvero la fase in cui si elabora concretamente il progetto. Se l’anno scorso il tema ha trovato fondamento sull’architettura vernacolare con la riproduzione di alcune tra le case più antiche del  paese, quest’anno la rappresentazione farà riferimento alle grotte e agli anfratti del nostro territorio inteso come Ponteacco, Tiglio e Mezzana. Sopra tutta l’installazione spiccherà la riproduzione della chiesa di santa Dorotea, ai cui piedi saranno creati gli antri, le grotte e i ripari dove troveranno alloggio le statue del presepio. Il visitatore potrà leggere tabelle informative per scoprire aspetti poco noti del carsismo del nostro circondario. Il Presepio di Ponteacco è già inserito nell’Elenco dei Presepi del FVG, affinché acquisisca visibilità da un pubblico più vasto.

25.11.2022, La solitudine

   Il punto più basso delle socializzazione in paese lo abbiamo toccato agli inizi degli anni 2000, quando il bar e il negozio erano chiusi, quando mancavano le occasioni di contatti tra paesani. Ponteacco si era trasformato in un insieme di famiglie chiuse nel loro mondo, avvolte in un velo di solitudine. Il paese era diventato un dormitorio dove ci si limitava a scambiare qualche fugace saluto. Il momento peggiore si verificava al suono della campana a morto: di fatto impossibilitati di conoscere la salute dei residenti, in quei casi si intrecciavano decine di telefonate ad iniziare dal sacrestano, per finire al numero di Graziana per conoscere il nome del defunto e la causa ella sua dipartita. Con l’inaugurazione del Centro e la nascita della Pro Loco, la qualità della vita in paese è decisamente migliorata. Non dobbiamo dimenticare questi due passaggi che hanno segnato le nostre esperienze: la solitudine e la rinascita. L’esperimento delle domeniche mattina di apertura del Centro funziona da 13 anni e ha un’importante valenza aggregativa perché permette lo scambio di idee e opinioni. Chi avrebbe mai detto che saremmo stati capaci di organizzare cene e gite? Come si dice, l’uomo è “animale da branco” e fin dall’adolescenza sta bene nel gruppo, forgia alcuni aspetti del suo carattere, ma nel contempo ci sono anche persone che scelgono la solitudine come modello di vita. La solitudine può essere un’occasione preziosa di libertà personale, favorisce appieno il godimento dei propri spazi nei modi e nei tempi che si desiderano, stimola la ricerca e la riflessione interiore, il chiarimento con se stessi, l’avvicinamento alla fede a patto però che non diventi isolamento foriero di potenziali patologie quali la depressione, l’insicurezza, l’aggressività, il sistematico rifiuto di ogni contatto esterno. In questo caso la risposta è di competenza specialistica, mentre la solitudine, definiamola di primo livello, può trovare molte soluzioni, a cominciare dalla più semplice: il volontariato.

24.11.2022, Noi e la musica

   Numerose sono le persone che la musica proprio non la sopportano. Per loro si tratta solo di un insieme di rumori, spesso sgradevoli e senza capo né coda. Nel doveroso rispetto del pensiero altrui, possiamo affermare che questo atteggiamento è una specie di limite perché, da quando è mondo, la musica fa parte delle attività umane. Ne sono testimoni centinaia di brani, sia popolari che “hits”, indimenticabili, legati a un ricordo, a una persona cara oppure ad un evento speciale. Purtroppo da noi la musica non ha avuto mai peso in ambito scolastico-formativo: è insegnata poco, spesso in modo superficiale, con pochi mezzi e non favorisce l’aggregazione che sta alla base per la formazione di cori, bande o complessi. Per vent’anni Ponteacco è stata la sede della Scuola di musica diretta dal prof. Nino Specogna, che ha avvicinato molti ragazzi a nobili strumenti musicali e solo oggi si può dire quanto fosse importante la conoscenza di uno strumento e, soprattutto per i più giovani, la facilità nella comunicazione, il superamento di aspetti emotivi nei più timidi, migliorando anche l’acquisizione del linguaggio e della sicurezza in se stessi. Siamo diventati quasi tutti stonati, anche se il prof. Specogna sostiene che non esiste “lo stonato”, ma la persona poco educata musicalmente. La materia scolastica, infatti, è denominata “Educazione musicale”. Si potrebbe invertire la rotta e assegnare alla musica quel ruolo molto importante che si merita.

 

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23.11.2022, I nostri primi “selfie”

   Ogni giorno nel mondo sono centinaia di milioni i selfie che ci si scambia ad ogni occasione eppure, se andiamo a vedere con maggior precisione, i nostri primi autoscatti non sono così recenti, ma hanno su per giù una cinquantina d’anni. Negli anni ’70 a sinistra dell’ingresso della stazione ferroviaria di Cividale, fu installata la prima macchina fotografica automatica per la produzione di foto-tessere. Fu un grande successo e durante le domeniche di “austerity” di quel decennio, si formarono code di single, coppie e gruppi in attesa di entrare nella cabinetta per 4 scatti dal costo di 100 lire, passati poco dopo a 500, poi a 1.000. Lo scopo era quello di immortalare le proprie facce prima o dopo il pomeriggio passato al cinema o alla discoteca Mocambo di Montina. C’era la foto da inviare alla fidanzata, quella da tenere nel taccuino e a volte quelle necessarie per i documenti anagrafici, anche se la qualità non è che fosse delle migliori. Dopo aver regolato l’altezza del seggiolino, avvenivano in sequenza i quattro scatti che spesso prendevano alla sprovvista i predestinati. Nelle nostre soffitte sicuramente si possono trovare immagini della nostra passata gioventù, con i colletti delle camicie a punta ben stesi su maglioncini riportanti lettere dell’alfabeto a caso, oppure folte chiome di capelli spesso lunghi fino a coprire il collo. Rispetto ad oggi, è cambiato l’approccio tra quel tipo di foto e i selfie contemporanei. In quei tempi esisteva una certa soggezione dell’obiettivo, mentre oggi non ci si pone problemi nel ritrarsi con la lingua sporgente a mo’ di palla, oppure con la bocca racchiusa, che ricorda a volte una parte anatomica specifica della gallina a uovo appena deposto.

22.11.2022, Il coltellino

   Una tra le principali aspirazioni post-adolescenziali maschili era quella di dotarsi di “brìtla”, di coltellino, un’abitudine di massa, non del tutto scomparsa, passata quasi nel dimenticatoio in questi ultimi decenni. Uno tra gli accessori più ambiti per generazioni è stato proprio il coltellino da tenere sempre nella tasca dei pantaloni. Ci si potrebbe chiedere quale fosse stato il suo scopo, la sua destinazione. Anzitutto aveva le dimensioni consentite dalla legge e quest’aspetto metteva al riparo il proprietario dall’uso improprio di armi bianche. La vita un tempo si svolgeva a contatto con la natura e la campagna era frequentata da molte persone. Il coltellino era utilizzato per spellare una veja (ramo di piante tenere e lisce con ad esempio il salice), per controllare il grado di maturazione di un frutto, per intagliare un pezzo di legno, per incidere iniziali sul tronco e raramente come oggetto di offesa. Fatte le dovute distinzioni, possiamo dire che la “britla” è stata soppiantata dal telefonino: non si usciva da casa senza coltellino, così come  oggi non si esce senza telefonino. L’offerta commerciale di tale accessorio era notevole e la qualità  della lama, che doveva essere sempre ben affilata, era quella che faceva la differenza del prezzo. Il negozio di riferimento per l’acquisto era Spada di Cividale, dopo aver verificato le disponibilità della Ferramenta Piccoli. Oggi il coltellino si è evoluto e si è adattato alle esigenze degli amanti della natura, esploratori, appassionati dell’avventura e, perché no, del brivido. Ci sono coltellini che racchiudono capolavori della piccola tecnologia: lama principale, lama secondaria, forbici, cavatappi, apribottiglie, seghetto, lima.  

21.11.2022, Ieri al Centro

    La novità di ieri è stata la gestione del turno con due nuovi volontari, Elvira e Carlo, che hanno accettato il nostro invito: li ringraziamo per la collaborazione. Buono è stato giudicato l’afflusso dei Soci anche perché per la prima volta è stato proposto un aperitivo nuovo almeno da noi, il “Selec spritz”, leggermente alcolico, una via di mezzo tra il Campari e l’Aperol, servito con un’oliva verde trattenuta da uno stuzzicadenti e non immersa. La novità è stata apprezzata. Il Centro ha chiuso il cancello alle 13:30 e faceva male il cuore lasciare la sala bella, accogliente e calda. La settimana che inizia oggi non prevede appuntamenti per la Pro Loco, mentre in quella successiva ci occuperemo dell’inaugurazione di “Ponteacco sotto le stelle 2022”. Ai lettori e lettrici vada il nostro augurio di giorni felici e sereni.

20.11.2022, Ieri festeggiato il WC-day

    Il “World Toilet Day” è arrivato alla 22/a edizione, essendo nata tale ricorrenza ad inizio del presente secolo, questo per ricordare un diritto negato a tantissimi, ovvero l’accesso a servizi igienici dignitosi. Fino a una sessantina d’anni fa qui in paese la stanza da bagno era un lusso riservato a pochi, poi c’è stato un autentico boom, dove da una stanza si è passati due e a tre. In quei tempi non sono mancati i commenti ironici rivolti ai pionieri di questa rivoluzione domestica: “Glej, se boì iti srat tu sìarak” (Guarda, ha paura di far popò nel granoturco). Consultando il sito dell’organizzazione, si scopre che più di tre miliardi e mezzo sono le persone che utilizzano impianti vecchi e che si rivelano poi veicolo d’infezione e di rischio per la loro salute e per l’ambiente. 

 

 

 

19.11.2022, L’apprendimento dell’alfabeto (2/2)

   In breve tempo gli scolari erano in grado di scrivere, dopo aver riempito pagine di quaderno prima con le aste, poi a seguire con tutte le lettere, seguendo uno schema preciso. A Natale ogni bambino era in grado di leggere almeno i titoli delle principali fiabe. Se il metodo di cinquant’anni fa era standard e collaudato, oggi ci fa sorridere la famosa “h” che per stare in piedi, doveva prendere in prestito la “c” oppure la “g”, oppure la “m” che allunga la gamba davanti alle “b” e alle “p”. Le metodologie moderne sono varie e si applicano a seconda dei gruppi di classe e delle varie professionalità degli insegnanti. Sicuramente si tratta di metodi più vicini all’era digitale, che guardano forse con nostalgia il metodo “analogico” in vigore fino ad un paio di decenni fa, quando la bella scrittura costituiva voto in pagella.

18.11.2022, L’apprendimento dell’alfabeto (1/2)

   Cosa lega la forma grafica al suono cui corrisponde una lettera? In termini tecnici si intende il rapporto grafema-fonema. Perché l’alfabeto inizia proprio dall’A, B, C? I metodi di apprendimento contemporaneo dell’alfabeto sono identici a quelli di quando una parte dei lettori era giovane? Sono quesiti che ci poniamo oggi in rapporto al metodo di insegnamento di alcuni decenni fa. L’alfabeto costituiva una nota di colore nell’aula poco adorna della pluriclasse prima e seconda delle Elementari di Ponteacco. La parete alle spalle della cattedra era tappezzata di cartelli con disegni attribuiti ad ogni singola lettera. La A non poteva che essere “albero”, la B “barca”, mentre con la C iniziavano i primi problemi  tra casa, ciliegia e chiesa. La maestra aveva una lunga bacchetta per indicare la sequenza delle lettere che ogni bambino doveva pronunciare. Ha fatto storia un pensierino scritto da Sergio C.: “Il caccatore è andato a cacca”, così com’è stata indubbia la fatica della maestra nello spiegare le eccezioni della lingua …

17.11.2022, Il baratto

   È generalmente considerato la forma più antica di scambio commerciale di beni e, dunque, da collocare in una fase ben anteriore alle forme di scambio monetario. Una forma di scambio primordiale, spesso eseguita tra partner abituali, ovvero gli stessi clienti spesso mantenuti da generazione in generazione. Anche il nostro paese ha conosciuto questo sistema di scambio economico, partendo dal fatto che la moneta in circolazione era davvero poca. Subito dopo la II Guerra mondiale, il baratto prese vigore e costituì una voce della nostra economia. Castagne in cambio di granoturco e questa era proprio la stagione giusta, appunto, la seconda metà di novembre. In paese si era formato un gruppetto di persone che aveva trovato un canale di vendita particolarmente efficace. Il carro, caricato il giorno prima, partiva dal paese verso le 4 e arrivava a Mortegliano circa tre ore dopo. Il mezzo di trasporto trovava spazio in un ampio cortile loggiato dove si procedeva alla compravendita: un barattolo della conserva, di latta colmo di castagne in cambio dello stesso contenitore carico di granoturco in grani. Erano numerosi i nostri paesani che frequentavano quel piccolo mercato, molto efficace, gestito da una famiglia seria, di parola. E che intuizione sulla bontà dei prodotti: purcinke, castagna delle Valli in cambio di granoturco, quello che poi sarebbe diventato “La blave di Morteàn”.