Dolce, salato, acido, amaro. Li abbiamo imparati a scuola. Ne manca uno. Umami. In giapponese vuol dire letteralmente “saporito, delizioso”. Non è stato inventato, è stato scoperto. Nel 1908 un chimico di Tokyo, Kikunae Ikeda, si chiede perché il brodo di alga kombu della moglie sia così buono, anche senza carne. Lo analizza e isola una molecola: il glutammato. È quello il gusto. Ci abbiamo messo 80 anni a credergli. Solo nel 1985 la scienza ha accettato umami come quinto gusto di base, con i suoi recettori dedicati sulla lingua. Non è salato. Non è dolce. È quella sensazione che ti fa salivare, che ti riempie la bocca, che ti dice “continua a mangiare”. È la profondità. Lo senti quando un cibo è proteico, cotto a lungo. E’ un po’ il sapore del Parmigiano, del pomodoro secco, del ragù cotto 4 ore, dei funghi porcini, del prosciutto crudo. Sono bombe di umami. Una particolarità: se metti insieme due ingredienti umami, l’effetto è x7, non x2. Per questo pomodoro + parmigiano funziona. Per questo funghi + salsa di soia è irresistibile. Per questo la pizza margherita, che ha pomodoro e mozzarella stagionata, è più buona di quanto dovrebbe. Il glutammato che si trova in natura è identico a quello del famoso dado o del “glutammato aggiunto” che spaventa tanto. La differenza è la dose e da dove viene. Una spolverata di parmigiano ha più glutammato libero di un piatto di cucina cinese. Non devi aggiungerlo. Devi solo imparare a riconoscerlo. È il gusto che ti fa dire: “non so cosa c’è dentro, ma è buono da matti.” Quello è umami.
07.10.2026 Commento meteo del mese di Settembre.
(Articolo di Stefano C.)
Settembre 2026 è stato un mese particolarmente caldo e secco a Ponteacco, caratterizzato da temperature ancora pienamente estive nella prima parte del mese e da precipitazioni relativamente contenute. Con una temperatura media di 20,026 °C, settembre 2026 si colloca al terzo posto tra i mesi di settembre più caldi dall’inizio delle misurazioni meteorologiche a Ponteacco, nel 1983. Davanti al settembre 2026 si trovano soltanto settembre 2011, con una temperatura media di 20,8 °C, e settembre 2023, con 20,6 °C. Il valore di 20,026 °C registrato quest’anno conferma quindi l’eccezionalità del mese e testimonia come le temperature estive abbiano tardato a lasciare Ponteacco. La temperatura massima del mese è stata di 32,5 °C, raggiunta l’8 settembre. Si è trattato di una giornata decisamente calda per il periodo, con temperature che hanno mantenuto caratteristiche quasi estive anche quando il calendario si avviava ormai verso l’autunno. La temperatura minima è stata invece di 9,9 °C, registrata il 25 settembre. Nonostante il progressivo calo delle temperature nella seconda parte del mese, le notti sono rimaste nel complesso relativamente miti, contribuendo a mantenere elevata la media mensile. Dal punto di vista delle precipitazioni, settembre è risultato piuttosto secco. Nel corso del mese sono caduti complessivamente 113,2 millimetri di pioggia. Il dato conferma inoltre una tendenza ormai evidente nella serie meteorologica di Ponteacco: anche l’inizio dell’autunno può ormai presentare temperature tipicamente estive, con giornate oltre i 30 °C ancora possibili nel mese di settembre e medie mensili che superano stabilmente i 20 °C negli anni più caldi.

06.10.2026 I Robot in cucina…
Si è svolto da poco, tra il 22 e il 26 agosto, il “World Humanoid robot Games” a Pechino. E’ una manifestazione, giunta al secondo anno, in cui più di 600 squadre di università e istituti di ricerca cinesi presentano i propri robot umanoidi e li fanno gareggiare. Molti di questi robot umanoidi hanno fatto delle cose eccezionali, facendole meglio delle persone vere; per esempio, quello che ha vinto, ha corso più velocemente di ogni essere umano (battuto il record di Bolt correndo i 100 m in 8,64 secondi), un altro ha superato i tre metri nel salto in alto e, un altro ancora, ha gareggiato con un campione olimpico in una partita di ping pong, vincendo. Ma se voi chiedete qual è la cosa più difficile da far fare a questi robot, vi diranno che sono le cose molto semplici da fare con le mani, per esempio piegare i panni o piantare chiodi. Quindi, è ancora lontano il tempo in cui potremmo avere un aiuto per le attività domestiche a casa!
04.10.2026 San Francesco.
Auguriamo a tutti coloro che si chiamano Francesco un buon onomastico, oggi, in occasione della giornata dedicata al Santo patrono d’Italia. Chi era come persona? Francesco non nasce santo. Il suo vero nome era Giovanni di Pietro di Bernardone. Il padre lo chiamava Francesco perché vendeva stoffe in Francia e la Francia andava di moda. Siamo ad Assisi, anno 1181 circa. Da ragazzo è il classico figlio di papà: feste, vestiti costosi, vuole diventare cavaliere, non mercante come suo padre. Sogna la gloria in guerra. Parte per la guerra tra Assisi e Perugia, viene fatto prigioniero, passa un anno in carcere. Torna malato, strano, inquieto. Ha 24 anni e tutto gli sembra vuoto. La leggenda dice che sente una voce nella chiesetta diroccata di San Damiano: “Francesco, va’ e ripara la mia Chiesa che, come vedi, va in rovina”. Lui prende alla lettera: vende le stoffe del padre per comprare pietre e riparare la chiesetta. Il padre lo denuncia, lo trascina davanti al vescovo. E lì succede la scena più forte della sua vita: Francesco si spoglia nudo in piazza, restituisce tutto al padre, anche le mutande. “D’ora in poi dirò solo Padre nostro che sei nei cieli”. Da quel giorno vive di elemosina. Muore a 44 anni, il 3 ottobre 1226, nudo sulla nuda terra di Assisi, cieco per una malattia agli occhi, cantando il Cantico delle Creature che aveva scritto poco prima.

Foto dal web.
02.10.2026 Festa dei nonni e angelo custode
Da una ventina d’anni la festa dei nonni si festeggia il 2 ottobre in seguito a una vera e propria legge nazionale, la n° 159 del 31 luglio 2005; ma questa data coincide anche con la festa cattolica degli angeli custodi, simboli di protezione e guida proprio come i nostri nonni Il fiore simbolo scelto per la festa dei nonni è il “Non ti scordar di me” che rappresenta l’amore e la memoria dei legami tra le varie generazioni. E spesso sono proprio i nonni che insegnano ai bimbi la preghiera dell’Angelo custode, forse la più bella dopo il Padre Nostro, nel culto cattolico. Ma gli angeli sono presenti in tutte le religioni e le culture; esseri spirituali che hanno il compito proteggere e accompagnare ogni persona durante il cammino della sua vita; sono intermediari e messaggeri di preghiere e suppliche. Li conoscete i nomi degli Arcangeli? Michele, Raffaele, Gabriele, Uriele, Barachiele (lui è proprio il capo degli angeli custodi!), Haniel, Azrael. Per la verità ce ne è uno abbinato ad ogni settimana del mese…ad esempio: per i nati di oggi c’è Rehael, angelo che aiuta a capire le cose del mondo, per i nati dal 28 settembre al 2 ottobre. Per i nati tra i 23 e 27 dicembre c’è Poyel, angelo della fortuna e del sostegno. Cercatevi il vostro! Intanto facciamo tanti auguri a tutti i nonni di Ponteacco…e ai Bisnonni doppi auguri!

01.10.2026 Ottobre.
Ottobre è l’ottavo mese diventato decimo. Il nome viene da “octo”, otto, perché nell’antico calendario romano l’anno iniziava a marzo. Quando hanno aggiunto gennaio e febbraio, il nome è rimasto. E’ un mese ricco di importanti festività, giornate mondiali e ricorrenze internazionali; ad esempio, la giornata delle persone anziane, il primo ottobre, cui segue, il 2 ottobre, la festa dei nonni e degli angeli custodi. Il 4 ottobre, San Francesco, è la giornata mondiale degli animali e, infatti, a Cividale Don Livio, nel pomeriggio, benedirà gli animali proprio sotto la statua nuova di San Francesco che verrà inaugurata per l’occasione. Il 5 ottobre è la Giornata mondiale degli insegnanti. Le Festività del mese di ottobre non prevedono chiusura obbligatoria, ma includono importanti ricorrenze civili e religiose, oltre alla nuova festività nazionale del 4 ottobre dedicata a San Francesco d’Assisi, introdotta a partire dal 2026. E per concludere, il 31 ottobre c’è Halloween, la festività di origine anglosassone, ormai ampiamente radicata anche in Italia, che è la vigilia delle festività di Ognissanti 1 novembre. Proverbio friulano: “Otubar, vin te bote e blave tal grunar”, Ottobre, vino in botte e mais in granaio. Il mese perfetto per camminare in maglietta a mezzogiorno e accendere la stufa la sera.
30.9.2026 Consigli di lettura.
Oggi consigliamo la lettura di un autore della nostra Regione tra i più sensibili e con una storia personale molto toccante. Pino Roveredo. Triestino, nato nel 1954 da genitori sordomuti artigiani, morto il 21 gennaio 2023. La sua vita è stata la materia prima dei suoi libri: alcol, collegio, manicomio, carcere, poi riscatto come educatore in carcere e garante dei detenuti del Friuli-Venezia Giulia. Non scriveva di eroi. Scriveva di invisibili. Stile secco, triestino, senza fronzoli. Se piace Goliarda Sapienza o Erri De Luca, ma più di strada, è l’autore giusto. I libri da leggere assolutamente sono: “Mandami a dire” (2005) è una raccolta di racconti che gli ha fatto vincere il *Premio Campiello* (pari merito con Scurati, prima volta nella storia del premio). Storie di barboni, prostitute, ex detenuti, malati. Frasi brevi, dirette, come pugni. Il suo capolavoro. La sua autobiografia “Capriole in salita” (1996), racconta la sua discesa: la prima sigaretta, la fuga dal collegio, l’alcolismo come ribellione, il manicomio e il carcere come unici rifugi. Dopo questo libro è stato ospite in TV da Costanzo e ha iniziato a farsi conoscere. Gli altri fondamentali: “Ballando con Cecilia” (2000), storia di una donna rinchiusa 60 anni in manicomio. “Caracreatura”(2007) sul rapporto straziante tra una madre e un figlio tossico. “Mio padre votava Berlinguer” (2012) , il più politico, su ideali e disillusioni. Infine, “Ci vorrebbe un sassofono” (2019) e “I ragazzi della via Pascoli” (2021) sono i suoi ultimi libri, i più poetici. Una sua frase famosa: “Se dai la parola a uno che non ce l’ha, gli dai un’esistenza”.
29.9.2026 Estati sempre più roventi, tutti al fresco.
(Articolo di Elvira C.)
C’è stato un tempo in cui, nelle case italiane, il condizionatore era quasi un oggetto di lusso: si accendeva solo nelle giornate davvero torride e qualcuno lo guardava perfino con una certa diffidenza. Oggi, invece, sembra essere diventato parte dell’arredamento, come il frigorifero o la lavatrice. E il caldo degli ultimi anni sta accelerando questa trasformazione. I dati più recenti dell’Istat raccontano bene il cambiamento: nel 2024 il 56% delle famiglie italiane disponeva di almeno un sistema di raffrescamento, contro il 48,8% del 2021. Nel 2013 era appena il 29,4%. In poco più di dieci anni, dunque, la presenza dell’aria condizionata nelle abitazioni è quasi raddoppiata. Il fenomeno è particolarmente evidente in alcune zone del Paese. I sistemi di raffrescamento sono presenti nel 71,2% delle abitazioni del Nord-Est. A livello regionale, Sicilia e Veneto superano il 70%, mentre l’Emilia-Romagna arriva al 67,6%. Anche le regioni tradizionalmente meno interessate dal condizionamento stanno però recuperando rapidamente terreno. Non è soltanto una questione di acquistare un apparecchio e usarlo qualche giorno all’anno. Le temperature più elevate stanno modificando le abitudini domestiche. Il condizionatore viene acceso prima, utilizzato più a lungo e, sempre più spesso, durante la notte. La casa diventa così una sorta di rifugio climatico contro estati sempre più difficili da sopportare. Anche la tecnologia sta cambiando. Crescono infatti i sistemi caldo-freddo, cioè le pompe di calore che possono essere utilizzate sia d’estate sia d’inverno: nel 2024 erano presenti nel 40,4% delle famiglie, contro il 32,6% del 2021. Ma c’è un rovescio della medaglia: più ore di aria condizionata significano anche più elettricità consumata. Per questo l’ENEA invita a non trasformare il climatizzatore in una macchina sempre accesa e suggerisce manutenzione regolare, temperature non eccessivamente basse, uso delle funzioni “sleep” e programmazione degli orari. Un apparecchio poco efficiente o non mantenuto correttamente può infatti consumare sensibilmente di più.
27.9.2026 Una bella festa con gli anziani.
Ieri la Casa di Riposo Sirch di San Pietro era in festa. L’occasione è stata data dall’inaugurazione del nuovo gazebo, posto in giardino, che ha sostituito quello vecchio e malridotto. Moltissimi erano gli invitati ufficiali, oltre a i parenti e amici degli anziani: il Sindaco Cesare Pinatto, il Parroco Don Alessandro, l’Avv. Sirch, la Direttrice Nadia Uliana, il Presidente Marcello Franz. Invitati e ringraziati per il loro operato attivo con gli anziani è stata la Croce Rossa con i suoi instancabili collaboratori; l’AUSER per il Progetto di lettura della Biblioteca, Erica Bront per i suoi corsi di danza e movimento; Friulclaun con i volontari di “clawn in corsia”; il Dr. Maurizio Droli di Eco&Salute. Anche la Pro Loco di Ponteacco è stata invitata e ringraziata per il contributo che ogni anno dona alla struttura e il coinvolgimento degli anziani autonomi nelle Feste in paese. Non è mancato il contributo degli Alpini, sempre presenti, che hanno preparato la pasta per tutti. La giornata è stata rallegrata dalla fisarmonica di Anna e dai musicisti Stefano e Franco. Don Alessandro ha benedetto il gazebo e il Sindaco ha ceduto le forbici per il taglio del nastro inaugurale a Valentino (Tinetto) Chiabai, un ospite della Casa già noto a Ponteacco perché ha suonato l’armonica a bocca in occasione della Sagra. Il discorso ufficiale è stato tenuto dal Presidente Marcello Franz che, nel suo stile istintivo e affettuoso, ha ringraziato tutti con parole commoventi. Il signor Valentino ci ha raccontato alcuni fatti della sua lunga vita, del suo lavoro di muratore, delle sue passioni per la caccia e la pesca e di come è sopravvissuto alla caduta della passerella di Biarzo. Certo ogni ospite della Casa di riposo ha una storia da raccontare; storie belle e brutte, storie di vita, spesso divertenti. Basta passare un po’ di tempo in loro compagnia e ci si sente meglio.



25.9.2026 Perché il fumo è così contagioso?
(Articolo di Elvira C.)
Una sigaretta tira l’altra. E, a quanto pare, anche un fumatore può “trascinare” qualcun altro nel vizio. Chi ha un partner o frequenta amici fumatori, infatti, ha maggiori probabilità di cominciare a fumare. Ma perché il comportamento sembra così contagioso? La spiegazione potrebbe essere meno ovvia del semplice “lo fanno tutti, quindi lo faccio anch’io”. Un nuovo studio, pubblicato sull’International Journal of Psychology, suggerisce che a fare la differenza sia soprattutto ciò che accade quando si fuma insieme: si crea una particolare forma di vicinanza e di sintonia tra le persone. Quando due fumatori accendono la sigaretta, infatti, compiono una piccola sequenza di gesti quasi identica: prendere il pacchetto, estrarre la sigaretta, accenderla, portarla alla bocca, aspirare e poi soffiare via il fumo. Sono movimenti semplici, ma ripetuti e sincronizzati. Una sorta di “coreografia della sigaretta” che può creare inconsapevolmente un senso di complicità. Secondo i ricercatori, questa imitazione non verbale potrebbe contribuire a rendere il fumo un comportamento socialmente piacevole e familiare. Non si condivide soltanto una sigaretta: si condivide un momento. Ed è proprio questo aspetto a rendere il fenomeno interessante. Una persona che fuma da sola potrebbe avere meno di queste occasioni di socialità legate alla sigaretta e, di conseguenza, potrebbe essere più propensa a smettere. Al contrario, fumare insieme agli altri può rafforzare l’abitudine, perché la sigaretta diventa parte di una relazione: la pausa con il collega, la chiacchierata con l’amico, il momento tranquillo con il partner. Naturalmente, questo non significa che basti stare vicino a un fumatore per iniziare a fumare. Entrano in gioco molti altri fattori, dall’ambiente alle abitudini personali, dalla pressione sociale alla dipendenza dalla nicotina. Lo studio aggiunge però un tassello curioso alla comprensione di un comportamento che conosciamo bene: le persone non imitano soltanto le parole o i gesti degli altri, ma anche i loro rituali. E quando quel rituale prevede una sigaretta, la “contagiosità” può essere particolarmente difficile da ignorare.
