31012023, Le mulattiere per Mezzana (2/2)

   Lungo il percorso del tracciato “Mamula”, che collegava Ponteacco a Mezzana, oggi inghiottito dal bosco, ci sono ancora almeno due sorgenti di acqua potabile, un tempo molto utilizzate da chi falciava il fieno o faceva la meda, considerato che fino a una cinquantina di anni fa buona parte dei versanti delle nostre montagne era tenuta a prato. Da una delle due sorgenti gocciolava un’acqua “miracolosa” che era somministrata agli ammalati. Per attingere e riempire un bottiglione era necessario percorrere una specie di breve tunnel e armarsi di grande pazienza per riempire il recipiente. La mulattiera che partiva da Tiglio presentava un percorso più ripido che è stato utilizzato dalle jeep americane, snodate e a quattro ruote motrici, per rifornire il piccolo borgo del materiale da costruzione dopo l’incendio del paese, appiccato dai cosacchi il 26 febbraio 1945. Luciana e Marina sono state le ultime scolare a utilizzare la mulattiera, ogni giorno a piedi, andata e ritorno, per raggiungere la scuola elementare di Ponteacco, poi finalmente arrivò la strada. Gli abitanti di Mezzana erano solidali tra loro e anche organizzati: quando un tempo nevicava, potevano contare su un punto d’appoggio a Ponteacco presso parenti o amici. Dopo una giornata di lavoro e con mezzo metro di neve sarebbe stato impossibile raggiungere casa. Basta chiedere conferma a Palmiro.

30.01.2023, Ieri al Centro

   È grazie al turno condotto dalle simpatiche Valentina e Isabella che la domenica, ieri, si è trasformata in un gradevole appuntamento tra soci e paesani. Oltre alle persone in piedi al banco, si sono creati spontaneamente tre tavoli con altrettante compagnie. Accanto ai brindisi, sono stati offerti gustosi stuzzichini salati e dolci. Valentina e Isabella hanno terminato la loro missione verso le 13, dichiarando di essere rimaste soddisfatte e appagate per l’impegno svolto con assoluta dedizione, dando la loro disponibilità per un altro turno ancora da calendarizzare. È andata bene anche la prima giornata di rinnovo delle tessere-soci 2023, aspetto non semplice per le relative incombenze burocratiche, gestito ormai da anni dalla vicepresidente Claudia. Intanto si avvicina santa Dorotea, patrona del paese … Auguriamo una piacevole settimana.

 

 

29.01.2023, Le mulattiere per Mezzana (1/2)

   Prima della costruzione della strada che collega Ponteacco a Mezzana, messa a punto dal Genio civile, inaugurata nel 1967 e che oggi necessiterebbe di opere manutentive a causa di vari cedimenti, erano utilizzate due mulattiere per e da Mezzana, una a destra e l’altra a sinistra della cava. È improponibile al giorno d’oggi solo ipotizzare il sacrificio delle persone che hanno utilizzato per generazioni questo sistema di collegamento. A metà percorso di entrambe c’era un ripiano dove si faceva un un momento di sosta, anche quando si trattava del trasporto a valle di una bara. Per raggiungere Ponteacco, la mulattiera più usata era quella di destra denominata “Mamula”, perché non necessitava l’ingresso nel  cantiere della cava. Chi scendeva a valle, lasciava il grande impianto di estrazione della marna alla propria destra ed era un percorso abbastanza agevole. A metà quota, ben sopra il cantiere, in località ‘raunìza’, si collegava con la seconda mulattiera proveniente da Tiglio e chi scendeva a valle lungo quella via, lasciava la cava alla sua sinistra. Negli ultimi anni di utilizzo della Mezzana-Tiglio era diventato un percorso piuttosto pericoloso perché gli sbancamenti del cantiere avevano creato pareti verticali, autentici strapiombi che finivano al livello del vasto piazzale sottostante …

28.01.2023, Il rito della colazione (2/2)

   La colazione contemporanea è un autentico rito, che tra l’altro appare molto laborioso in fatto di tempo nell’apparecchiare, predisporre vasetti, contenitori, tazze, caraffe, tetrapak eccetera e soprattutto al mattino, quando i minuti sono contati. Si tratta di molti oggetti che è necessario poi sparecchiare se si vuole lasciare la cucina in ordine. Dicevamo ieri che in alcune case si apparecchia la tavola già la sera prima. Si espone una serie di prodotti, parte dei quali condizionati dalla pubblicità televisiva come il latte senza lattosio. Sul tavolo imbandito non si trovano cibi salati, sarebbe troppo british, ma alimenti dolci o neutri di ogni natura. Si comincia dai succhi di frutta, estratti e spremute per un’iniziale sciacquatina alle fauci, per poi passare a una varietà personalizzata di marmellate e confetture (a ognuno il proprio vasetto, dai frutti di bosco per la mamma, alla Nutella per i ragazzi), fette biscottate normali o integrali, il bollitore del caffè o caraffe in metallo con coperchio contenenti o latte o acqua calda per i vari the, scatole con fiocchi d’avena o di riso, altri di corn-flakes classici o alla cioccolata per i commensali più giovani e anche macedonia di frutta. Numerose persone da almeno un decennio fanno colazione al bar con il cappuccino e la buona brioche, tanto buona quanto poco dietetica. In pochi anni le abitudini del primo mattino sono cambiate, sono diventate molto impegnative per soddisfare le esigenze trasformate ormai in autentico rito.

27 01.2023, Il rito della colazione (1/2)

   Generazioni degli anni ’50 – ’60: siamo cresciuti con latte fresco, bollito, e Miscela Leone, un surrogato del caffè che Amilcare vendeva in confezione-parallelepipedo di circa 12×6 cm., con l’involucro di colore giallo scuro e l’effigie di un leone con la corona e con la coda alzata e posizionata a “esse” sopra la schiena. La mamma inseriva nella tazza il pane spezzato, generalmente i resti delle squisite rosette prodotte dal panificio di Davide Onesti di Tiglio, un buon cucchiaio di zucchero, quindi versava sopra più che il caffelatte, il miscelalatte. La colazione era piuttosto frettolosa e finiva così. Era rara la focaccia al posto del pane. Oggi? La colazione è un autentico rito, che in alcune case inizia con l’apparecchiatura della tavola già la sera precedente, per esporre una carrellata di alimenti che i commensali consumeranno la mattina seguente, tra sbadigli e occhi ancor mezzi chiusi. Non cibi salati, per carità, ma alimenti dolci o neutri di ogni tipo e natura. Domani descriveremo ciò che abbiamo “inventariato” su u tavolo apparecchiato …

26.01.2023, La scomparsa del figlio di Gildo

   Tutti ricordiamo con rimpianto Gildo Bergnach e sua moglie. Originari del comune di Drenchia, da giovani si erano trasferiti in Svizzera per motivi di lavoro, restando in quel Paese per molti anni e mantenendo uno stretto legame con le Valli. Raggiunto il diritto alla pensione, hanno acquistato una casa a Ponteacco dove si sono trasferiti definitivamente. La coppia ha avuto due figli, Sylvie e Patrick, vissuti sempre in Svizzera, in luoghi diversi. La signora à scomparsa nel 2010, il compianto Gildo nel luglio 2015, ricordato con affetto per il suo carattere estroverso, amico di tutti. Ci è giunta la notizia del decesso del figlio Patrick (60), avvenuto l’altro ieri. In occasione di alcune visite al padre, era venuto al Centro, facendosi conoscere in paese. Dal suo aspetto forse non dimostrava la sua età anagrafica, mentre sembrava provato nel fisico. La sua morte prematura potrebbe essere collegata a una debilitazione dello stato di salute. Il funerale sarà celebrato domani alle 10:45, ad Arbeitsheim Wangen, nel Canton Zurigo, nel cui cimitero troverà la pace eterna. 

25.01.2023, I rifiuti (2/2)

   La raccolta dei rifiuti, porta a porta, è una grande conquista sia per l’ambiente, sia per la comodità dei cittadini, che pagano un servizio, sì caro, ma indispensabile per la qualità della vita. Alcuni decenni fa c’era l’abitudine di gettare carriolate di rifiuti dalla celù, il bordo del costone sul Natisone, dello stile: ti getto e non ti vedo. A distanza di 40 e dopo grandi difficoltà nel cambiare abitudine, ancor oggi ci sono conseguenze per l’ambiente con metri cubi di immondizia da recuperare per bonificare l’area. La quantità dell’ammasso ostacola la creazione del sentiero che dovrebbe collegarsi con il Tulin, anche perché i punti da cui si gettavano i rifiuti erano più di uno, corrispondevano più o meno all’altezza di ogni abitazione creando così un grave inquinamento ambientale per circa 300 metri. Ci sono resti di ogni tipo: materiali in ferro, vetro, plastica che saranno assorbiti dall’ambiente solo tra centinaia di anni. Tornando alla contemporaneità, proprio in questi giorni gli addetti comunali hanno terminato il giro di distribuzione dei sacchi neri e dei sacchi opachi, utilizzati per il materiale organico. Un lavoro non da poco nella suddivisione della quantità di sacchi arrivata in bancali, al fine di dotare tutte le abitazioni da Ponteacco ad Altovizza del kit annuale necessario.

24.01.2023, I rifiuti (1/2)

   Il Sindaco è  soddisfatto per l’impegno dei cittadini nel differenziare i rifiuti. Il nostro Comune è virtuoso, considerando che supera il 75% della quantità prodotta, correttamente smistata a seconda della categoria. Qualche problema resta con i rifiuti secchi (sacco nero) poiché frettolosamente si inserisce di tutto, anche materiale smistabile con la carta e la plastica, aumentando così il peso e quindi il costo del suo conferimento. Sono stati diffusi più richiami alla popolazione, ma i risultati non indicano ancora un miglioramento significativo. Si è cercato di sostituire i sacchi neri con altrettanti trasparenti, per una valutazione esterna del contenuto e quindi dare all’operatore la facoltà di non ritirare il sacco, ma immediatamente si sono alzate lamentele invocanti la privacy, anche nel trattamento dei rifiuti. Perché dal materiale racchiuso nel sacco si possono analizzare le abitudini di una famiglia, come ad esempio gli involucri degli alimentari, le scatole vuote dei medicinali, i mittenti delle buste della corrispondenza. L’analisi dei rifiuti ancor oggi è una pratica d’indagine diffusa in tutti i Paesi. Lasciare il proprio sacco trasparente sul bordo strada offre la possibilità, a chi è  interessato, di verificarne il contenuto dall’esterno. Probabilmente la scelta del sacco di colore nero non è casuale …

23012023, Ieri al Centro

   I turni si ripetono con una certa frequenza perché ci sarebbe bisogno di altre persone disposte ad essere inserite nell’elenco dei turnisti, esperienza considerata da tutti divertente, da ripetere. Non sarà così domenica prossima, con Valentina e Isabella, per la prima volta dietro il banco. Grazie a Paolo e Claudia per la loro disponibilità. Ieri la presenza è stata discreta, erano occupati alcuni tavoli della sala. Silvana ha offerto ai presenti una consumazione per il compleanno festeggiato un giorno della scorsa settimana. Il portone è stato chiuso qualche minuto dopo le 13. Sabato pomeriggio si è svolta una partecipata festa di compleanno con gran divertimento per i giovani ragazzi. Domenica prossima apriremo la campagna di rinnovo delle tessere “Soci 2023”: il costo di adesione è di 10 euro, fermo dal 2010. Un contributo che ci permette di sopravvivere, considerati il caro-bollette e il caro-burocrazia, quest’ultima davvero asfissiante e spesso illogica. Auguriamo una buona settimana.

22.01.2023, Antiparassitari e alimentazione

   Pochi sono oramai gli orti coltivati in paese: ci vogliono fatica e costanza ripagate dalla soddisfazione della genuinità dei prodotti. L’uso di pesticidi in agricoltura tende ad aumentare, ma solo l’1% della frutta, verdura e dei cibi trasformati contiene residui di fitosanitari proibiti dalla legge: lo sostiene un rapporto di Legambiente e Alce nero pubblicato in questi giorni. La più contaminata con presenza di residui di antiparassitari è la verdura, soprattutto uva, fragole, mele, pesche. Tracce di pesticidi sono state ritrovate nei cereali integrali, vino, pomodori e peperoni. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare rassicura: presenza di veleni entro i limiti stabiliti, pertanto tali sostanze non presenterebbero pericoli per la salute. Gli alimenti sono costantemente monitorati. Tre anni fa l’UE ha vietato l’uso di insetticidi dopo aver scoperto che potevano risultare nocivi a persone e api. Il controverso glifosate, potente erbicida ancora ampiamente utilizzato, non ha un futuro ben definito: sembra non sia più cancerogeno e l’Autorità sta ancora ricevendo segnalazioni  scientifiche da vati Paesi e il suo utilizzo è stato prorogato al 15 dicembre prossimo. Coltivare il proprio orto rimane sempre un ottimo bene-rifugio.