(Articolo di Elvira C.)
Le cicale sono la colonna sonora dell’estate. C’è chi le ama perché il loro canto ricorda vacanze, sole e pomeriggi all’ombra e chi invece sogna il tasto “silenzioso”. Di certo, quando iniziano i loro concerto, è impossibile ignorarle. E con le estati sempre più calde, questi instancabili musicisti stanno conquistando zone dove fino a pochi anni fa erano una rarità… Ponteacco, siete pronti? Le cicale hanno un corpo robusto, una testa larga con due grandi occhi composti e quattro ali trasparenti e membranose. Misurano generalmente tra i 2 e i 5 centimetri e sfoggiano colori che vanno dal verde al marrone, perfetti per confondersi con la corteccia degli alberi. Nonostante l’aspetto un po’ tozzo, sono ottimi volatrici. Sono anche vegetariane molto rigorose: si nutrono esclusivamente della linfa degli alberi che aspirano perforando il rami con il loro apparato boccale. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non provocano danni significativi alle piante. La loro vita è decisamente fuori dal comune, tanto che la parte più lunga la trascorrono… sottoterra. Dopo l’accoppiamento, la femmina depone le uova nelle fessure della corteccia. Quando nascono, le giovani larve si lasciano cadere al suolo e si interrano scavando gallerie grazie alle robuste zampe anteriori. Qui vivono nutrendosi della linfa delle radici. Questa fase può durare da 2 fino a ben 17 anni, a seconda della specie. Quando sono mature, le ninfe emergono dal terreno, si arrampicano su un tronco, compiono l’ultima muta e si trasformano in adulte. A quel punto il tempo stringe: la loro vita all’aria aperta dura solo poche settimane, giusto il tempo di trovare un partner e riprodursi. Il celebre frastuono che accompagna le giornate estive è prodotto esclusivamente dai maschi, che fanno vibrare speciali organi posti sull’addome per attirare le femmine. Insomma, più che un concerto è una gigantesca dichiarazione d’amore. Se il loro canto vi mette a dura prova, eliminarle con insetticidi chimici è una soluzione poco efficace e dannosa per l’ambiente. Le cicale vivono infatti sulle chiome degli alberi e restano adulte per un periodo molto breve. Se proprio si desidera limitarne la presenza, si possono provare alcuni metodi naturali, come spruzzare una miscela di acqua e oli essenziali oppure applicare intorno ai tronchi gli appositi nastri collanti reperibili nei negozi di articoli per l’orto, così da ostacolare la risalita delle giovani cicale verso la chioma. In fondo, dopo tanti anni trascorsi sottoterra anche loro hanno diritto a qualche settimana di gloria… purché non esagerino con il volume!
21.7.2026 Gli orti di Ponteacco / 5
Avete anche voi un orto? Vi è riuscita una particolare varietà di ortaggio? Avete un bel angolo del giardino o del balcone che è particolarmente pittoresco? Mandateci via email (info@ponteacco.it) qualche foto e un breve testo e noi della redazione lo pubblicheremo! Ponteacchesi e simpatizzanti del nostro sito, vicini e lontani, fatevi sentire! Intanto vi documentiamo un altro orto con i carciofi; si tratta del vecchio orto di Olinto, ora coltivato da Paolo e Patrizia che, pur non abitando stabilmente a Ponteacco, passano volentieri il loro tempo libero in paese. Da loro non mancano gli alberi a frutto e belle rose.


20.7.2026 Ricordi di un Mundial.
Ieri abbiamo incontrato Eliseo Dorbolò di San Pietro e, parlando di mondiali di calcio, visto che la sera si giocava la finale 2026, si è lasciato prendere dai ricordi e ci ha raccontato la sua esperienza dell’edizione 1978; ben 48 anni fa Eliseo, insieme alla moglie Rosina, sono partiti per l’Argentina per assistere alla storica finale della nazionale contro l’Olanda. E’ stato ospite da famiglie di conoscenti sia a Buenos Aires che a Mendoza, e ancora ricorda con piacere la buona impressione che le persone incontrate gli hanno lasciato. Molta povertà nella società ma molto ricca di umanità e gentilezza. Un gruppo di ragazze, saputo che erano italiani venuti apposta per il Mundial, si sono fatte autografare alcune cartoline, neanche fossero dei divi di Hollywood! Eliseo conserva ancora i biglietti dello stadio Monumental del River Plate della partita del 25 giugno 1978 dove l’Argentina vinse 3 a 1 contro i Paesi Bassi; conserva ancora una piccola mascotte in gomma, “Gauchito”. Grazie Eliseo per aver condiviso i tuoi ricordi!

19.7.2026 Gli orti di Ponteacco / 4
L’orto più lontano di Ponteacco è quello di Giovanni, a Bula, verso Sorzento. Dopo molti anni di coltivazione di orti estesi e di sperimentazioni in collaborazione con l’ERSA di Pozzuolo del Friuli (per coltivazioni bio), Giovanni, superati gli 80 anni, ha concentrato il suo orto sul lato sud del pollaio. Un lungo e organizzato tratto di terreno ben coperto da reti antigrandine, in cui ha seminato insalata, piantato pomodori, zucchine, bieta, porro,ecc. Nonostante lui sia grande esperto di alberi e di legni, è anche imbattibile nel riconoscere le lune giuste per le semine e i trapianti, conosce tutte le vecchie tradizioni di Ponteacco in tema di orto. E’ stata certamente sua mamma Natalia a insegnargli come si tiene l’orto di casa; lei, infatti, ne aveva uno perfetto: i “letti” per le verdure e ortaggi erano ben separati da vialetti e non c’era mai un’erba fuori posto; e, alla maniera mitteleuropea, aveva sempre una zona riservata ai fiori che non mancavano mai in casa né sull’altare della Madonna.


18.7.2026 Gli orti di Ponteacco / 3
L’orto più grande e più articolato di Ponteacco è, senza dubbio, quello di Susy e Miha, sulla Lovinca, perché ha una grande estensione e ha una variegata quantità di ortaggi e frutta coltivata. Due grandi parti sono coltivate a patate e cavoli invernali; poi c’è la serra e gli orti a cassettiera in cui la terra è contenuta da tavoloni di legno che creano dei “letti” alti per le verdure. Non manca il pollaio. Susy segue un metodo biodinamico di coltivazione sul metodo di Maria Thun, una esperta austriaca che, con i libri che ha lasciato, insegna l’agricoltura sinergica e i vecchi metodi che rispettano un calendario particolare legato a luna, pianeti, stagioni. La particolarità di quest’anno è la riuscita del carciofo romanesco: mai mangiato dei carciofi più buoni e che produzione abbondante! Segno del cambiamento del clima. Anche angurie e meloni presto faranno la loro comparsa. Nel suo orto magico Susy abbina anche erbe e fiori a ogni ortaggio coltivato, perché le piante si aiutano tra loro per crescere bene! Ora anche i carciofi sono in fiore e colorano di fucsia il verde delle verdure. Uno spettacolo. Complimenti per la dedizione e la riuscita!
I carciofi romaneschi.


17.7.2026 Gli orti di Ponteacco / 2
Non ci sono solo grandi orti a Ponteacco ma anche piccoli appezzamenti a portata di mano, molto utili per la preparazione di tante pietanze. Un pranzo estivo e veloce prevede spesso una buona frittata alle erbe con tutte le piante aromatiche: menta, melissa, erba cipollina, salvia, rosmarino, l’immancabile komarac (finocchio selvatico) e la profumata matricaria. Il piccolo orto di Elfi ha tutto il necessario per cucinare, non solo la frittata alle erbe, ma anche il minestrone che ogni sera è presente sulla sua tavola. E se le manca qualche ortaggio? Semplice, a un paio di metri di distanza c’è l’orto di Miha e Susy, il supermercato della verdura! Orti benedetti dalla cupola di Santa Dorotea che li sovrasta!

16.7.2026 Gli orti di Ponteacco.
Avere un orto in giardino non è “coltivare verdura”. È prendersi una passione che ti cambia le giornate; zappare, legare i pomodori, annusare il basilico… è la miglior terapia anti-stress. Un pomodoro colto caldo dal sole alle 11 e mangiato alle 12 non c’entra niente con quello del supermercato. Stessa cosa per zucchine, fragole, rucola. E che dire della gioia di regalare a vicini, amici e parenti le verdure prodotte dal proprio terreno! A Ponteacco l’orto è una vera istituzione e tutti ne hanno uno, per piccolo che sia, magari in un angolo del giardino dietro casa. Avere le erbe aromatiche a portata di mano è utile a tutti in cucina.; così si inizia, e poi ci si allarga coltivando sempre qualche verdura in più e ci si ritrova con veri e propri campi seminati ad ortaggi. E ogni anno, la frase che i provetti coltivatori dicono a fine stagione è: “E’ l’ultimo anno, basta, troppa fatica”. Per poi ricominciare daccapo la primavera successiva! Il primo orto che vogliamo mostrarvi oggi è quello di Enzo e Savina; è davanti a casa loro, sul Ronch, ben protetto da reti anti grandine …ma non anti caprioli. L’altra notte, infatti, gli animali hanno abbattuto la rete e fatto una bella scorpacciata di fagioli! Complimenti a Enzo per il suo lavoro e la sua tenacia : ben 70 piante di pomodori sono pronti a maturare, oltre a zucchine, cetrioli, cipolle, sedano, bieta, e, forse, qualche fagiolo! Poi toccherà a Savina provvedere alla sistemazione e conservazione di tutto quel ben di Dio!


15.7.2026 Il mistero del bidet in USA.
(Articolo di Elvira C.)
Per noi italiani è un oggetto così normale che ci accorgiamo della sua importanza soprattutto quando andiamo all’estero e… non c’è. Negli Stati Uniti, invece, il bidet è ancora un piccolo mistero domestico, tanto che il Washington Post gli ha dedicato un articolo raccogliendo dubbi, paure e domande che, viste dall’Italia, sembrano uscite da una commedia. La prima è probabilmente la più gettonata: “Ma le mani si sporcano?” La risposta della gastroenterologa statunitense Trisha Pasricha è netta: no. Anzi, gli studi mostrano che chi utilizza il bidet può avere sulle mani circa dieci volte meno microbi rispetto a chi si affida esclusivamente alla carta igienica. Insomma, il bidet non è il nemico dell’igiene: semmai è uno dei suoi migliori alleati. Un altro timore molto diffuso riguarda i moderni bidet integrati nel water, sempre più popolari negli Stati Uniti. Molti immaginano scenari inquietanti: “Ma l’acqua arriva dalla tazza?”. Poi c’è la paura… dell’alluvione. Secondo alcuni americani, usare il bidet potrebbe trasformare il bagno in una piccola piscina. Anche qui l’esperta tranquillizza tutti: il getto è delicato e molto preciso. “Pensate a una fontanella, non a una manichetta dei pompieri”, spiega. Le domande, però, non finiscono qui. “Come ci si asciuga?” “L’acqua è gelida?” Superato l’imbarazzo iniziale, molti americani che provano il bidet finiscono per diventarne entusiasti. Alcuni raccontano di non riuscire più a farne a meno e c’è persino chi acquista sedili con funzione bidet per tutta la casa o porta con sé un bidet portatile quando viaggia. Oltre al comfort, c’è anche un vantaggio ambientale. Sebbene utilizzi acqua, il bidet contribuisce a ridurre il consumo di carta igienica, la cui produzione richiede grandi quantità di cellulosa, acqua ed energia. Un piccolo gesto quotidiano che può quindi avere anche un effetto positivo sull’ambiente. Insomma, per gli italiani il bidet è quasi un componente d’arredo scontato, mentre per molti americani resta un oggetto da osservare con sospetto, come se nascondesse qualche oscuro segreto tecnologico. Chissà, forse tra qualche anno negli Stati Uniti non ci si chiederà più “A cosa serve il bidet?”, ma “Come abbiamo fatto a vivere senza?”.
13.7 2026 Bella escursione di river trekking.
Sabato scorso un gruppo di una decina di soci della Pro Loco Ponteacco ha partecipato a una bella escursione sul Natisone guidati da Lorenzo I., esperta guida del nostro fiume. Camminare nei greti dei fiumi o dei torrenti con l’ausilio di bastoncini è un’attività che viene chiamata trekkig fluviale, o river trekking, e, viste le temperature di questi giorni, è una rinfrescante passeggiata. Il ritrovo era per le 9.00 presso il Centro a Ponteacco; la carovana si è mossa in direzione Podbiela e, qualche chilometro più avanti, ha raggiunto il Ponte Napoleone dove tutti sono scesi in acqua. Dopo un cammino di qualche chilometro, tra sassi e rocce, raggiunto il ponte di Logje, tutti hanno fatto un bel bagno rinfrescante. Dopo una merenda conviviale hanno risalito il fiume fino a raggiungere il punto di partenza. Tutti si sono divertiti e ripromessi di rifare l’esperienza la prossima estate.



12.7.2026 Commento Meteo di giugno.
(Articolo di Stefano C.)
Giugno 2026 sarà ricordato come uno dei mesi più caldi mai registrati a Ponteacco. La temperatura media mensile ha raggiunto 23,86 °C, valore che colloca il mese al secondo posto nella classifica dei mesi di giugno più caldi della serie storica, appena 0,03 °C in meno rispetto al primato stabilito nel giugno 2025. Il dato più significativo riguarda la temperatura massima assoluta: il 29 giugno sono stati registrati 38,1 °C, nuovo record assoluto di temperatura per la stazione meteorologica di Ponteacco. Il precedente primato apparteneva al 12 giugno 2003, quando il termometro raggiunse 37,3 °C. Già il giorno precedente, il 28 giugno 2026, era stato registrato un notevole 37,6 °C, valore che aveva già superato il record del 2003 prima di essere ulteriormente migliorato il giorno successivo. Nonostante il finale del mese sia stato caratterizzato da un’intensa ondata di caldo, l’inizio di giugno è risultato decisamente fresco. Nei giorni 3 e 5 giugno, infatti, la temperatura massima non è riuscita a raggiungere i 20 °C, una situazione insolita per questo periodo dell’anno e in netto contrasto con quanto osservato nell’ultima decade del mese. La temperatura minima del mese è stata di 11,5 °C, registrata il 4 giugno, mentre la temperatura massima, come già ricordato, ha toccato 38,1 °C il 29 giugno. Dal punto di vista delle precipitazioni, giugno si è chiuso con un totale di 160,4 mm, distribuiti soprattutto durante gli episodi temporaleschi che hanno interessato il territorio nel corso del mese. Nonostante il caldo eccezionale dell’ultima parte di giugno, le piogge hanno contribuito a mantenere il bilancio pluviometrico su valori nella media. In conclusione, giugno 2026 è stato un mese dagli aspetti contrastanti: una prima fase fresca e instabile ha lasciato rapidamente spazio a una delle più intense ondate di calore mai osservate a Ponteacco, culminata con il nuovo record assoluto di 38,1 °C e con una temperatura media che sfiora il primato della serie storica.

