08.05.2021, Le nuove frontiere della spesa (2/2)

   C’è stata anche la riscoperta del negozio cosiddetto “sotto casa” con incassi record rispetto al 2019. Cambiamenti legati alla necessità di limitare gli spostamenti, ma che resteranno anche dopo la pandemia poiché in tanti si sono accorti, ad esempio, di quanto sia buona la mortadella acquistata a San Pietro al Natisone, al negozio Tosolini. Sembra che molti siano tornati al vecchio negozio di paese dove fare la spesa, anche se i prezzi sono poco invitanti. O comunque ci si rivolge più di prima e questo è un toccasana per l’economia locale. A dimostrazione del contrario, però, c’è anche la chiusura del negozio di alimentari a Pulfero, aperto un anno fa. Ma qui le ragioni sono diverse: 50 anni fa il Comune contava 3.500 abitanti, oggi ne conta poco più di 800.

07.05.2021, Le nuove frontiere della spesa (1/2)

   Il consumatore post-pandemico cercherà più prodotti “made in Friuli” (78%), sarà più sensibile ai prodotti “km 0″,, leggerà con cura le etichette, tenderà ad acquistare solo cose indispensabili e sarà più attento alla pulizia dei luoghi e delle persone. Emerge da uno studio dell’Università di UD (Scienze dell’alimentazione), secondo il quale le scelte di consumo al termine dell’epidemia saranno più attente e consapevoli. Anche più orientate di prima agli acquisti on-line. La percezione dell'”e-commerce” è cambiata nelle settimane successive alla chiusura della primavera dello scorso anno, in cui si è registrato un autentico “boom” di vendite alimentari in rete, con un aumento in regione pari al 99,9%, prima reputato rischioso per i pagamenti e per l’impossibilità di vedere dal vivo i prodotti. Oggi è giudicato il mezzo più sicuro.

06.05.2021, L’evoluzione delle comunicazioni (3/3)

   Su questo principio, che era geniale, ad esempio il numero del Municipio di San Pietro al Natisone “0432 727272” era così suddiviso dalla teleselezione: “0” per indicare l’avvio del servizio di teleselezione, “4” compartimento delle tre Venezie, “32- o 33-31” per indicare il distretto, “7” per il settore, “272…” per la rete urbana. Intanto nel 1973 arrivava a New York il primo cellulare della Motorola, dal peso di 1,5 kg, con un’antenna estraibile lunga mezzo metro e dal costo di circa 4.000 Euro. Era l’inizio della nuova era, che si sviluppò lentamente, per poi esplodere dagli anni ’90 in poi. Nel 1992 arrivarono gli sms, oggi mandati in pensione dai WhatsApp, così come il telex fu soppiantato dal fax, a sua volta soppiantato dallo scanner, oppure il disco in vinile, soppiantato dal nastro in bobine, soppiantato dalla musicassetta, quindi dal DAD, quindi dal CD, quindi dalla chiavetta, quindi dalla playlist personalizzata che tutti sentiamo negli auricolari. Sono passati in tutto una sessantina d’anni, mica secoli!

05.05.2021, L’evoluzione delle comunicazioni (2/3)

   Per le signore spesso era una supplizio attendere la chiamata in osteria, tra gli sguardi dei numerosi uomini seduti ai tavoli. Viceversa, Diana inviava l’avviso di chiamata chiedendo il piacere a Remič in cambio di una consumazione. Un telefono pubblico, dunque, per tutto il paese con il traffico che si svolgeva nella cabina insonorizzata, con il piccolo tavolino ad angolo, con le pareti fonoassorbenti, con la pesante porta dalle guarnizioni nere e dal vetro antiproiettile. Nei momenti di punta era un’autentica campionatura di odori e profumi. Spesso la cornetta era letteralmente bagnata dal vapor acqueo della conversazione precedente. Altroché Coronavirus. Il 31 ottobre 1970 arrivò in FVG la teleselezione! Una conquista non da poco, che eliminava la figura dell’operatore (il numero 14) per le chiamate nazionali e (il 15) internzazionli. che divideva il territorio compartimenti, distretti, settori e reti urbane.

04.05.2021, L’evoluzione delle comunicazioni (1/3)

   Raccontare ai “Millenials”, alla “net-generation”, la generazione della rete, i giovani nati dal 2000, come si svolgeva la comunicazione fino a pochi decenni fa, sembra di fare un tuffo nella preistoria, più vicina ai segnali di fumo che all’evoluzione tecnologica che stiamo vivendo. I giovani non comprendono quale sia stata la valenza del telegramma inviato dalle nostre poste spesso all’estero, per annunciare una nascita o un lutto. Il telegramma consegnato dal portalettere Passerini lo si apriva con il batticuore. Non esisteva la teleselezione e per chiamare un parente in Francia o in Belgio: era necessario fare il “pronto” al numero 15 della Telve (TEL-efonia del VE-neto) dove l’operatrice, all’altro capo con voce strillante e nasale diceva: “Internazionale?” Tra la prenotazione e il numero potevano passare 10-15 e anche 20 minuti. Prima del collegamento, la stessa voce diceva: “Ha chiesto lei il Belgio? Parlate…”.

03.05.2021, Ieri in paese

   Il ponte del 1° maggio è volato nella pressoché totale indifferenza. Le sfavorevoli condizioni meteo di ieri non hanno certamente favorito l’uscita da casa, magari per una breve gita fuori porta com’è avvenuto in vari Paesi d’Europa, a significare che il peggio è passato, che si torna nuovamente alla vita di sempre, alle nostre abitudini. E invece, la giornata è trascorsa con molti camini fumanti e senza la prevista apertura del Centro, posticipata a domenica prossima, nella speranza di tempo migliore, di una giornata di sole che permetta di stare seduti all’aperto. Settimane feriali le prossime, fino a mercoledì 02 giugno, festa della Repubblica. Auguriamo giorni attivi, ricchi di risultati, di benessere per lo spirito e di tanta salute.

30.4.2021, Il diavolo, hudìč, diàul: ieri e oggi (4/4)

   La rivoluzione scientifico-tecnologica, con i suoi vantaggi e svantaggi, ha estromesso Dio dai cieli. Lo hanno esiliato ai margini dell’universo. Le chiese sono vuote e nonostante questo, gli uomini hanno sempre bisogno di una presenza forte a cui affidarsi. Non potrebbero che rivolgersi al loro grande nemico di un tempo. Così, secondo alcuni studiosi, il satanismo moderno sarebbe un tentativo per riempire il vuoto lasciato dalla deposizione di Dio dal suo trono celeste (riportato anche da un recente numero de “La Vita Cattolica”). Secondo altri studiosi, si dovrebbe aggiungere la disaffezione ormai secolare verso il cristianesimo che ha promesso la redenzione dell’umanità in Cristo che non è mai avvenuta e il suo ritorno nella gloria che non si è mai avverato.

Domani e dopodomani la Redazione osserva due giorni di pausa in occasione del ponte di I maggio.

29.04.2021, Il diavolo, hudìč, diàul: ieri e oggi

   L’insistenza nell’attribuire ogni disgrazia e ogni male a satana, probabilmente aumentò nei secoli il numero dei suoi seguaci: se il diavolo era così potente sulla Terra, se era il signore della vita mondana, del denaro e del sesso, per molti sarebbe stato vantaggioso entrare al suo servizio per poterne usufruire (“… e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male…”). Chi si rivolgeva a Satana, che comunque qui in paese pare non avesse seguaci se non per qualche sospetto, voleva liberarsi dalle catene noiose e oppressive delle convenzioni cristiane, per godere i vantaggi della bella vita e soprattutto di una sessualità senza restrizioni, per appartenere a un gruppo segreto collocato al di fuori degli schemi sociali valligiani, spesso ripetitivi e senz’altro monotoni. Le sette sataniche oggi proliferano anche perché, tramontato il senso del sacro in cui la Chiesa stessa ha enormi responsabilità, gli adepti si avvicinano a satana con curiosità, anche per dissacrare non tanto Dio, quanto la Chiesa alla luce delle più indecenti inclinazioni dei prelati e delle più recenti storie scandalistiche. Le ridicole messe nere nient’altro sono che riunioni a sfondo sessuale, per dare sfogo ad ogni tipo di perversione.

28.04.2021, Il diavolo, hudìč, diàul: ieri e oggi (2/4)

   La credenza in questi esseri del male è stata determinante per la religione, la magia, il folklore e la superstizione. Di paese in paese si raccontavano storie inquietanti, luoghi paurosi come le Màkota, le Teja. L’uomo d’oggi, pur essendo passato attraverso l’illuminismo, materialismo, razionalismo e postmodernismo, ha ancora impresse le orme del diavolo e delle antiche presenze del male che hanno tormentato l’esistenza dei nostri padri, nonni e bisnonni, anche se ormai e per fortuna appaiono come segni sbiaditi dallo scorrere del tempo. Per alcuni le forze del male si presentano come una moda correlata al nuovo interesse per il satanismo, la magia, l’occulto, l’esoterismo con le loro molteplici figure opache ed evanescenti che altro non facevano altro che nascondere le remote paure dell’umanità. Negli anni ’70 San Pietro al Natisone era diventata una specie di capitale dell’occulto, dove si svolgevano “pericolose” adunanze per scoprire i misteri dell’aldilà. Il parroco era intervenuto più volte per persuadere i giovani a non scherzare con il fuoco.