24.07.2024 Campi Scuola ANA.

Quest’anno l’Associazione nazionale Alpini ha organizzato i Campi Scuola estivi e dal 27 luglio al 11 agosto verrà svolto a San Pietro; una bella occasione per le ragazze e i ragazzi dai 16 ai 25 anni di poter fare una esperienza unica: con i volontari ANA i ragazzi potranno conoscere da vicino il mondo degli alpini e del loro operato in Italia, faranno esperienza con i volontari del Soccorso e della Protezione Civile nelle molteplici attività. Quindi potranno conoscere da vicino i gruppi cinofili, i sub del salvamento fluviale, gli addetti ai droni e alle telecomunicazioni, antincendio boschivo e salvaguardia idrologica…insomma un’esperienza formativa e indimenticabile. I Campi, che sono iniziati a giugno e terminano il 31 agosto e hanno un costo di 200 euro, sono però al completo quindi, chi fosse interessato si prenoti in tempo per la prossima estate. Per i più piccoli, ragazze e ragazzi dai 13 ai 16 anni, l’ANA di Udine organizza i Campi Scuola Eagles; sul sito dell’associazione trovate tutte le informazioni.

23.07.2024 Valli del Natisone.

(Articolo di Renzo O.  / 2di 2)

Dopo Pulfero, le montagne lo spostano quasi del tutto sulla sponda destra, e spira da quella parte fino a Vernasso, quindi si divide, parte va su Cividale e parte viene costretto dai monti “Madlesena” e “Karkoš” a risalire la valle sulla sinistra formando una specie di vortice; infatti a casa mia, a Ponteacco, soffia verso il nord. Non ci trascura comunque lo scirocco, vento umido che ci porta lunghi periodi piovosi, seguiti poi da lunghi periodi siccitosi con afa e alte temperature, negli anni passati queste condizioni si alternavano più spesso dando meno fastidio e problemi. Nella nostra valle con il cambiamento climatico queste cose si verificano, sempre più spesso a causa di masse d’aria molto calde, che mescolandosi a strati freddi da nord producono tifoni, mulinelli e molte volte vere trombe d’aria distruttive, che colpiscono a zone in modo quasi chirurgico. Ultimamente ne abbiamo assaggiati gli effetti anche a Ponteacco, non che negli anni passati questi fenomeni non si siano mai verificati anzi, solo che avvenivano molto di rado, a distanza di anni tra loro. Scoperchiavano tetti e pollai. ricordo che quando ero molto giovane, una tromba d’aria dietro al mio paese, aveva sradicato diversi castagni centenari che in tre persone non riuscivano ad abbracciarne il tronco completamente. In inverno i venti erano diversi, la tramontana ci portava molta neve, che ora quasi non si vede più, questo vento preannunciava la neve 1-2 giorni prima: si sentiva ululare (gule tan na Mácotah) sul monte Macota, essa abbassava pure la temperatura tanto che il fiume ghiacciava e a volte si poteva attraversarlo a piedi. La bora allora, quasi non c’era, non riusciva ad infilarsi nelle nostre valli tenuta a sud dai venti che scendevano dal Matajur: attraversava Prepotto, Purgessimo e Sanguarzo quindi si disperdeva verso Cividale. Decenni addietro, tra le due stagioni antagoniste si infilavano e si facevano sentire distintamente la primavera e l’autunno così che la natura e l’uomo avevano tempo di adattarsi agli sbalzi. Ora queste stagioni cuscinetto quasi non esistono più. Un vero peccato! Comunque a conti fatti nel nostro comune e nelle nostre 3 frazioni, non stiamo poi così male…

22.07.2024 Valli del Natisone.

(Arcolo di Renzo O.  / parte 1 di 2)

Nelle Valli del Natisone i tratti climatici variano a seconda dell’altitudine e dell’esposizione dei versanti. In questa zona si accentuano le tipiche caratteristiche del clima friulano: le correnti sud-occidentali portano piogge e nuvolosità persistente, mentre i venti nord-orientali determinano bel tempo secco, d’inverno freddo. Nel periodo estivo sono frequenti i temporali pomeridiani. Nelle giornate non interessate da flussi umidi meridionali o dalla Bora, il clima è gradevole. La zona del cividalese presenta tratti comuni all’alta pianura friulana, con minime invernali più rigide e massime estive più contenute. La piovosità è più elevata, rispetto all’udinese, e cresce progressivamente addentrandosi nelle valli, fino alle pendici delle Prealpi Giulie, per effetto del sollevamento delle masse di aria umida, con i quantitativi massimi in autunno e in primavera. Ponteacco e il suo circondario, tutto sommato, godono di un clima non male, forse anche per la vicinanza del fiume Natisone che incide la sua valle permettendole così il transito quasi continuo di un simpatico venticello, quasi una brezza, che dagli abitanti locali viene chiamato “ponediščak”. Un altro vento ben più forte, durante i temporali, scende dalle pendici del monte Matajur e dalla stretta gola di “Staroselo” si incanala seguendo il fiume verso la pianura friulana.

21.07.2024  Politici cani? Potere ai gatti!

(Articolo di Elena C.)

Così hanno fatto i novecento abitanti della città di Talkeetna, in Alaska che, praticamente all’unanimità, hanno eletto sindaco Stubbs, un gatto rosso con la coda mozzata, rimasto in carica per oltre vent’anni! Il gattone abitava al Nagley’s Store, un emporio del centro che vendeva snack, panini, caffè e ottimi cappuccini. Era talmente popolare che molte persone si fermavano apposta per fargli una carezza, e nel frattempo approfittavano per uno sfizioso breack. Alle elezioni politiche, gli abitanti di Talkeetna, non contenti dei candidati sindaco, decisero di proporre Stubbs come primo cittadino, e iniziarono un’intensa campagna promozionale per garantirgli una poltrona in Municipio. Il gatto vinse con il cento per cento dei consensi! Benchè il suo fosse un ruolo prettamente onorario, il felino fece tantissimo per i sui concittadini: la sua popolarità fu talmente alta, al punto di attrarre una grande quantità di turisti da tutto il mondo che raggiungevano la piccola cittadina alaskana solo per vedere il sindaco che, in fondo, un po’ tutti noi vorremmo avere. I negozi e le attività commerciali della zona cominciarono a rifiorire. Tutte le attività beneficiarono dell’”amministrazione” Stubbs: hotel, b&b e ristoranti sold out per merito della grossa attrazione turistica, ma non solo, aprirono tanti negozi di souvenir con gadget ritraenti il sindaco peloso. Insomma, non c’è più spazio per chi fa politica da cani, basta eleggere un gatto e l’economia riprende a funzionare! E se state pensando ai vitalizi? Beh, tutti in croccantini!

20.07.2024  Mittelfest Progetto famiglia.

Anche quest’anno le vie di Cividale saranno animate degli eventi e dagli spettacoli del Festival della del Teatro, musica e danza della Mitteleuropa, il Mittelfest; ma non tutti sanno che c’è un programma dedicato ai bambini e alle famiglie: il progetto Famiglia offre molte attività gratuite e spettacoli a 2 euro per i bambini (10 per gli adulti). Si inizia sabato 20 luglio con vari appuntamenti tra il parco della Lesa e il teatro Ristori: spettacoli circensi, musicali, marionette, racconti, magie e giochi interattivi proposti da compagnie internazionali . Potete trovare il programma completo sul sito www.mittelfest.org.  Un modo diverso per passare le vacanze divertendosi e imparando.

19.07.2024 Everest: spazzatura e cadaveri.

Da alcuni anni gli ambientalisti hanno segnalato il problema dei rifiuti che si stanno accumulando sulle vie montane a causa della grande massa di gente che si reca in Nepal e in Tibet per turismo o alpinismo. Negli ultimi tempi si è aggiunto un nuovo problema legato al cambiamento climatico e allo scioglimento dei ghiacci: il riaffiorare di cadaveri. Dagli anni 20 dello scorso secolo sono morti in scalata ben più di 300 persone e i corpi di molti di essi stanno affiorando colorando le pendici dei monti, tanto che ora vengono chiamate “Valli arcobaleno”. Quest’anno è stata predisposta una squadra che ha l’obiettivo di ricomporre e restituire i corpi ritrovati sull’Everest; un lavoro arduo e pericoloso perché spesso i corpi sono in posti poco accessibili. Ne sono stati recuperati cinque e portati a Katmandu dove solo due sono stati identificati. Nell’ultima stagione di scalate sono 8 gli alpinisti morti. La Corte Suprema del Nepal chiede di limitare ulteriormente i permessi di accesso agli “Ottomila” che l’anno scorso sono stati ben 500 ( per salire bisogna pagare 11 mila dollari).

18.07.2024 Il Clinton, il vino dei nostri nonni.

(Articolo di Elvira C ./ parte 2 di 2)

Diventa molto popolare subito, ma la qualità del vino non era mai eccelsa, così si iniziarono a fare, sia in Francia e in Italia che in Germania, degli incroci con vitigni presenti in Europa, ma i risultati
non erano molto buoni. Si può dire che più la pianta è resistente ai parassiti, meno il vino risulta buono. Inoltre la fillossera continuava comunque ad attaccare le viti europee e la soluzione che venne trovata fu di innestare le piante europee su piante americane. Nonostante la qualità del Clinton non fosse elevata, i contadini proseguirono la coltivazione di queste viti, poiché meno dispendiosa, non richiedendo l’acquisto di anticrittogamici. Nel 1931 però venne fatta una legge che vietava l’impianto e la produzione di questo vitigno, salvo che per uso familiare. Venne vietata anche la produzione dell’uva Isabella, cioè quella da cui si ricava il fragolino, sia in Italia che in Francia. Tutto ciò poiché queste varietà hanno un contenuto di pectine molto elevato e durante la fermentazione si trasformano in alcol metilico, che è dannoso per la salute. Anche se con i moderni metodi di produzione del vino queste varietà non hanno una quantità di alcol metilico superiore a quelle dei
vitigni europei tradizionali, è continuato comunque il divieto della produzione, per salvaguardare soprattutto i vitigni tradizionali e la diversificazione di prodotti. Oggi il regolamento UE, con una legge del 2013, vieta la coltivazione a uso commerciale del vitigno e, conseguentemente, la produzione e commercializzazione del prodotto finale. Ciò non toglie che la vendita, o il consumo, come prodotto alcolico di fermentazione (senza citare la parola vino) è alquanto estesa in tutta Europa, soprattutto nei paesi nordici. Le varietà americane sono ancora oggi presenti molto spesso nel paesaggio
italiano, spesso si trovano nei giardini di vecchie case di campagna. Il vino, che si può produrre appunto a livello familiare, è tuttora particolare e ha comunque una serie di estimatori, che ne apprezzano i sapori e le consistenze peculiari. Il frutto viene usato anche in cucina, in particolare nella produzione di dolci, ma anche di curiose bevande. Online si trova questa ricett
a:

SANGUE DEL PIAVE

Versa in una pentola capiente 2 litri di vino Clintòn e un chilo e mezzo di zucchero, quindi porta a ebollizione mescolando. Spegni la fiamma appena inizia a bollire (fai attenzione perché il liquido si comporta come il latte, tracima!). Aggiungi due litri di buona grappa bianca, mescola, imbottiglia e tappa con il liquore ancora caldo. Fai riposare per sei mesi almeno.

Alla pagina “Curiosità” del nostro sito troverete l ricetta “Risotto all’uva fragola”.

 



17.07.2024 Il Clinton, il vino dei nostri nonni.

(Articolo di Elvira C./  parte 1 di 2)

Il Clintón è un vitigno ibrido a bacca nera americano, da cui ha preso nome l’omonimo vino rosso. Ne sono conosciute due varietà, il Clinton dal grappolo più regolare, cilindrico e più piccolo, con acini più regolari, dal gusto un po’ più morbido e il Clinto (grande Clinton) dal grappolo sparso, più grande e con acini più irregolari, più duro da bere e più produttivo. Vengono spesso vinificati assieme. Ha un’elevata resistenza al terreno acido e un’elevata resistenza alle malattie. Il vino ha un colore violaceo intenso che lascia una forte traccia nelle bottiglie e nei bicchieri, nonché una macchia particolarmente indelebile sulle tovaglie… Il profumo è forte e fruttato, ma non è gradito a molti. Come arriva questo vitigno in Europa? In Europa a partire dalla metà dell’Ottocento arrivano l’oidio, la fillossera e la peronospora, tre avversità che hanno cambiato la millenaria storia vitivinicola del continente e hanno portato alla estinzione di numerose specie autoctone. Già prima dell’Ottocento vi fu, tra il Vecchio Continente e l’America, un grande scambio di piante di viti tra produttori e collezionisti, scambio che può aver favorito la prolificazione di malattie della vite. Ad esempio, la fillossera era probabilmente già presente nelle piante americane, abituate a questi insetti che vivevano sulle loro foglie. Arrivati in Europa questi parassiti hanno incominciato ad intaccare anche le radici delle piante, facendole morire. La fillossera viene segnalata in Italia nei primi anni del ‘900, anche se probabilmente era presente già da prima, e tutti i tentativi che furono fatti per trovare un rimedio fallirono. Ad un cero punto si inizia a capire che le piante che venivano dall’America erano resistenti a queste malattie e quindi vennero importati in grandi quantità questi vitigni, che sono degli incroci naturali o creati dall’uomo. Il Clinton, conosciuto già nei primi decenni dell’Ottocento negli Stati Uniti con vari nomi, verso il 1870 incomincia a essere conosciuto con questo nome, che prende da una città dello Iowa. È stato il primo vitigno a essere utilizzato in Europa su grandi superfici, a partire dal sud della Francia. Aveva una buona produttività e resisteva a molti parassiti, quindi non necessitava neanche dell’uso di insetticidi e di sostanze chimiche.

16.07.2024 Racconto…”c’era una volta”.

(Articolo di Francesco C. del 18.01.2012)

Annibale Massera aveva un bel pollaio davanti a casa. Una bella mattina di 50 anni fa, dopo aver preparato il pastone, notò che la porticina del pollaio era aperta e alleggiava una strana calma all’interno del recinto. Erano sparite tutte le galline, e non a causa di una faina ma per un “fattore” umano. Il ladro fu talmente abile da non riuscire a svegliare neanche il cane. Il pollaio era vuoto, tranne una una karicka mezza spelacchiata con addosso un cartello appeso al collo con su scritto: “Rivedibile”…così come si usava dire ai coscritti alla visita di leva se non raggiungevano  le misure minime per il servizio militare.

Guido Manig era il fabbro del paese e nella sua bottega c’era sempre un gran via vai di gente, clienti e amici. Guido si accorse di un fatto che mise a dura prova la sua pazienza: un tizio, ogni volta che andava al mulino a far macinare il grano, gli faceva sparire immancabilmente qualcosa, un cuneo, un ferro di cavallo, un attrezzo. “Stavolta lo frego io!”, si disse un bel giorno. Vide il tizio che tornava dal mulino e quindi prese dei piccoli cunei (quelli da mettere nella parte iniziale della skiara (accetta) per rendere più saldo l’attrezzo), li fece arroventare e li posò sul davanzale della finestra. Il tizio arrivò, prese in mano alcuni pezzi e se li mise subito in tasca procurandosi una bella scottatura alle dita e alla coscia, in corrispondenza della tasca. Che grida e che imprecazioni per la scottatura! Si sente ancora l’eco in cava! Il ladruncolo fu così scoperto e fece buona ammenda e penitenza sull’ottavo Comandamento: non rubare. Almeno tre Pater, Ave e Gloria, così come dicevano una volta.

15.07.2024 Allerta meteo.

Ormai dobbiamo abituarci al tempo che cambia repentinamente, al clima e alle stagioni sconvolte, ai picchi di temperatura…troppo calda o troppo fredda. Siamo esperti nel consultare più volte al giorno i siti meteo e le app in cui si consulta l’evoluzione della giornata in tempo reale; gli allarmi meteo suddivisi per colore e per regione, le previsioni della settimana. Certo è che i temporali fanno paura, soprattutto per le raffiche di vento che causano veri disastri e per le bombe d’acqua, tanto che, se andiamo via da casa per qualche giorno, siamo sempre preoccupati per quello che troveremo al ritorno. Dopo la tromba d’aria del primo luglio, anche il tradizionale temporale dei Santi Ermacora e Fortunato si è presentato con forti raffiche di vento che hanno di nuovo scoperchiato serre e fatto danni. Per fortuna, qualche giorno prima, sulla strada di Mezzana era stato fatto lo sfalcio e la pulizia delle canalette e dei fossi rendendo la circolazione più agevole. Il nostro Centro a Ponteacco, per fortuna, non ha avuto grossi danni, solo una bandiera divelta e le coperture dei tendoni rovinate.