23.09.2020, Lupi, peste e fame nella prima metà del Seicento a Ponteacco e nelle Valli (2/2)

   Della calamità dei lupi parlarono molti parroci e la cronaca registrò donne e bambini sbranati da questi animali. Nel 1630 il Friuli fu colpito da un’epidemia di peste che non raggiunse i paesi e borghi più in quota delle Valli, ma fece morti nel fondovalle. Durò circa sei mesi. L’epidemia si sviluppò da Pordenone e in poco tempo raggiunse Cividale, dove fu istituita una guardia sanitaria piuttosto efficiente, che mise al riparo molta popolazione. In quegli anni (circa 1630) arrivò l’ultimo dei grandi flagelli: la fame causata da alcuni anni di carestie che decimarono la popolazione per gli stenti. A Cividale morirono di inedia più di cento persone e i bambini “da comunione” deceduti non se ne contano, perché i piccoli non rientravano nelle statistiche. Problemi di fame anche nel relativamente recente 1816: non ci fu sole, ma freddo e piogge acide provenienti dal NordEuropa. Nevicò a settembre fino a fondovalle. Ciò impedì la semina e la maturazione del prodotti. L’inverno fu durissimo. Numerosi questuanti furono trovati senza vita in stalle, lungo le strade, nei portici delle chiesette votive.

22.09.2020, Lupi, peste e fame nella prima metà del Seicento a Ponteacco e nelle Valli (1/2)

   Negli annali delle nostre parrocchie si trovano note sulle invasioni di lupi a incominciare dal 1597 fino al 1633, anno in cui i Luogotenenti Veneti organizzarono cacce e destinarono premi per la loro cattura. Nel 1631, scrive una nota dell’archivio della parrocchia di San Pietro al Natisone, alle invasioni, alla guerra, alla fame e alla peste, si aggiunse un quarto flagello, l’invasione di lupi provenienti dall’odierna Slovenia, che fecero strage di pecore e persone. I Rettori veneti di Terraferma scrissero: “Havendo i lupi in vari luoghi al di qua e al di là del Tagliamento e al di qua e al di là del Natisone distrutte, et devastate molte persone et centinaia e centinaia di ovini, molte cacce da noi organizzate sono per estirpar codesti rapaci” (luogotenente Bernardo Polani); anche il suo successore, Girolamo Venier nella sua relazione del 1632 scrisse: «È quel paese a oriente e a occidente di Udin grandemente travagliato da l’insidiosa rapacità de lupi, che lasciando gl’anemali schiusi ne pascoli delle Valli, miseramente devorano le creature. A Vostra Serenità (doge) portai gli avisi et l’accrescimento della taglia dei 10 ducati».

21.09.2020, Ieri al Centro

   Ultimamente si vedono o sentono molte pubblicità inneggianti il “sottocosto”. Bene, ieri anche da noi abbiamo avuto una domenica “sottocosto” per la scarsa presenza di soci. A conti fatti, non siamo riusciti a coprire le spese. Certo, il nostro fine non è di carattere economico, solo per sottolineare che non sempre le ciambelle riescono con il buco. I presenti comunque hanno trascorso un bel momento di condivisione. Ci saranno tempi migliori, senza dubbio. Si è parlato di due argomenti principali: la scomparsa di Stefano e le iniziative pro-Verdiana Diaris. La morte di Stefano ha lasciato tutti senza parole, sebbene consapevoli delle sue precarie condizioni di salute. Domenica 06 settembre ha trascorso in compagnia alcune ore al Centro, sempre combattivo, come se la malattia non esistesse. Numerose persone hanno chiesto notizie sul funerale, che per volontà della famiglia non sarà eseguito. Indicazioni sul Rosario sono contenute nel box delle “Curiosità dal circondario”. Per Verdiana non è esclusa una giornata a tema, ovvero un pranzo o una cena dedicati alla nostra paesana. Si tratterà di una raccolta fondi probabilmente compresa nell’offerta minima per la cena o pranzo. Saremo sicuri di quest’iniziativa non appena il Consiglio esaminerà la proposta. Ultima domenica d’estate, da oggi si cambia. Arriverà in serata il maltempo con le prime avvisaglie della nuova stagione che inizierà domani alle 15:30 con l’equinozio d’autunno (identica durata del giorno e della notte in tutto il pianeta). Auguriamo una piacevole settimana.

20.09.2020, Il gioco dei “kighi”

  Nelle lunghe domeniche d’estate, oppure il sabato sera, in piazza si giocava al kighi. La piazza era il cuore pulsante del paese. In cosa consisteva questo gioco? Facciamo un passo indietro. Emaz, proprietario dello stabile dove poi ci fu l’osteria, al ritorno dall’America con la sua prima moglie Gina, aveva portato con sé una serie di 4 birilli di legno alti circa 40 cm, perfettamente torniti e verniciati, con la base un po’ più stretta rispetto alla sezione centrale del pezzo di legno. C’era un kigo più piccolo, alto circa una 15/20-ina di centimetri che fungeva da “pallino” nel lancio della boccia e nella speranza che con l’effetto-domino cadano gli altri quattro birilli. Si formavano autentici capannelli di tifosi che giudicavano il tiro e il suo effetto sulla scena finale. Teatro del gioco era l’ombra del vecchio gelso e la piazza, autentica finestra sul nostro paese come scrisse F.S. nel suo simpatico libretto dedicato a Ponteacco. Il gelso con le sue radici non permetteva tiri precisi e la presenza di quegli intrecci legnosi era una variante da considerare. Non esisteva l’asfalto, ma il manto di ghiaia, forse meno insidioso delle buche contemporanee presenti nell’asfalto vicino alla cappella. Con uno scopino di saggina ogni tanto si dava una ripulitina al piano di gioco per permettere lo scorrimento della boccia, anche quella di legno. Emaz ripudiò la signora Gina, che credeva sterile, per poi sposarsi con la signora Gemma, matrimonio senza eredi. Saranno stati i kighi o le palle di legno? … è una battuta, solo per chiudere questa notizia!

19.09.2020, Abbiamo perso un altro socio

   Il 2020 è un anno che è stato particolarmente sfortunato: ne abbiamo provate di tutti i colori e mancano ancora tre mesi e mezzo alla sua fine. L’ultima brutta notizia riguarda la scomparsa del socio Stefano Petricig (51) di Merso di Sotto. Sua sorella Marzia, Consigliere della Pro Loco, perde con lui l’ultimo affetto della sua famiglia d’origine. Dopo la scomparsa della mamma, del papà ad aprile durante il lockdown, ora si ritrova senza quel legame speciali che hanno due fratelli che si vogliono bene. Stefano è stato letteralmente aggredito da un male irreversibile, senza scampo, che ha affrontato con grande dignità e senso di sopportazione, consapevole della sua condizione di salute sempre più precaria. Due domeniche fa era con noi al Centro. Ha voluto passare un po’ di tempo con i suoi amici del paese, il cognato Tonino, Paolo e molti altri. Il nostro pensiero va anche alla moglie, Caterina Raccaro, che conta in paese numerosi parenti di secondo grado. A Caterina le mancherà il mondo, dopo aver curato e amorevolmente assistito il marito per molti anni. Abbracciamo con affetto Marzia, sussurrandole all’orecchio che non è sola, che le vogliamo bene, che soffriamo tutti per lei.

18.09.2020, La triste storia di Verdiana

   Forse non tutti conoscono la commovente vicenda di Verdiana Diaris (46), un sorriso un tempo smagliante, pieno di vita. Verdiana è la figlia di Nello Diaris di Ponteacco, deceduto nel 1978 in un tragico incidente sul lavoro accaduto a Monselice PD dove si era trasferito con la mamma Letizia e la famiglia. La sua scomparsa aveva sconvolto il paese e soprattutto aveva lasciato la giovane moglie Verena e la piccola Verdiana, per la quale tutti hanno versato una lacrima durante il funerale. Un’altra sciagura si è abbattuta sulla famiglia Diaris: la sfortunata Verdiana, che conta in paese numerosi cugini in secondo grado, tutti trasferiti altrove, il 24 novembre scorso è caduta dalle ripide scale della sua abitazione poco fuori Londra, dove abitava da molti anni e dove svolgeva un’attività collegata all’ippica, con numerosi riconoscimenti e trofei. Anni fa un cavallo le aveva sferrato un calcio al volto, che le aveva procurato una preoccupante lesione. Nella caduta all’indietro dalle scale si è procurata la frattura di due vertebre cervicali  che oggi la vedono paralizzata: può muovere la sola spalla sinistra ed è assistita giorno e notte da un respiratore polmonare. Il 7 ottobre prossimo, a quasi un anno di distanza, Verdiana lascerà l’ospedale e dovrà tornare a casa, ma la sua situazione sanitaria non le permetterà di rientrare nella sua abitazione di sempre, perché non adatta alle sue condizioni di salute e certamente avrà bisogno di una accurata assistenza 24 ore al giorno.  Si è aperta una sottoscrizione  coordinata dall’Assessore alla cultura del Comune di Romans d’Isonzo, Alessia Tortolo, che ha organizzato un’asta solidale domenica 6 settembre scorso. Erano presenti più di 400 persone interessate all’acquisto di opere d’arte e a fine giornata sono stati raccolti ben 15.000 Euro. C’è il rammarico che in paese nessuno sapeva della triste vicenda di Verdiana e solo Vel è riuscito ad inquadrare lo stato delle cose. Il Consiglio della Pro Loco deciderà nella prossima seduta se partecipare o meno alla raccolta-fondi per Verdiana, considerato che Nello e i suoi fratelli Rolando, Silvano e Adriana hanno fatto parte del nostro paese.

17.09.2020, Allergie e intolleranze (2/2)

   Nell’allergia alimentare, dunque, il sistema immunitario reagisce ad alcune sostanze, in genere proteine, contenute in un alimento che l’organismo percepisce come nocive (allergeni) e per neutralizzarle rilascia nel sangue degli anticorpi chiamati “immunoglobuline” che provocano i sintomi dell’allergia: sintomi cutanei, gastrointestinali e anche respiratori. L’intolleranza alimentare, invece, non scatena la produzione di anticorpi e si manifesta quando l’organismo non riesce a digerire bene un alimento o un suo componente. La scienza oggi ne riconosce solo due: quella al glutine (la celiachia, malattia autoimmune) e l’intolleranza al lattosio, il principale zucchero del latte. Quindi una persona non è intollerante al latte, ma al lattosio perché il suo organismo è carente di un enzima presente nell’intestino tenue, che ha proprio il compito di scomporre il lattosio. È bene rivolgersi al medico nel caso si avverta orticaria, prurito, diarrea. Si può diventare allergici a un alimento in breve tempo ed è bene sottoporsi a test di cuti-reazione. I pazienti di celiachia sono in costante aumento e negli episodi più gravi si può arrivare a pericolosi shock. Tornare ai grani tradizionali o antichi può migliorare e a volte risolvere l’intolleranza al glutine. Sarebbero da evitare i seguenti test che non hanno valenza scientifica: test del capello, della forza, su cellule del sangue, VEGA-test, biorisonanza, pulse-test e idrologia: sono autentica perdita di tempo.

16.09.2020, Allergie e intolleranze (1/2)

   Il 20 per cento dei friulani pensa di essere allergico o intollerante a uno o più alimenti, ma i dati reali, sulla base di diagnosi mediche e ricerche di laboratorio coordinate dall’Università di Udine, sono assai inferiori. Anche in paese ci sono persone che non possono consumare determinati alimenti, quali il latte, le uova e certi tipi di frutti, altri invece sono intolleranti ai soli due tipi: al lattosio e al glutine. Cerchiamo di fare chiarezza con l’aiuto di un ricercatore dell’università di UD chre ha pubblicato recentemente i dati di uno studio effettuato sulla popolazione che accusa sintomi di allergia o intolleranza. «Sovrappeso, gonfiore addominale, difficoltà digestive: quante volte sono disturbi attribuiti ad allergie o intolleranze alimentari!», scrive. Troppe volte dicono i nostri esperti, soprattutto perché la diagnostica-fi-da-te di molte persone si basa su generiche indicazioni trovate su internet, oppure si sottopongono a test non riconosciuti dalla scienza. Numerosi partono in quarta, si decide, si taglia, si immette, scombussolando quello che è il regime alimentare consueto. La vera percentuale di allergici o intolleranti in FVG non supera il 4,5%, altroché il 20 [Federazione friulana Ordine dei Medici], anche se la tendenza è in aumento per ragioni non ancora del tutto note.  Ma cos’è un’allergia? È la condizione in cui il sistema immunitario reagisce in modo anomalo, producendo degli anticorpi nei confronti di sostanze che per la maggior parte sono innocue , ma che per l’organismo allergico risultano dannose …

16.09.2020, Apriamo le finestre al caldo sole (2/2)

   Seconda parte del contributo ricevuto da V.G.: “Un’altra azienda locale, che opera in uno spazio chiuso sfoggiava uno slogan dello stile: belli, puliti, profumati e sani, illustrando il messaggio con flaconi di gel igienizzante, ma non una parola sulla ventilazione. Che tipo di filtri usavano o usano ancora per la ventilazione dei locali? Vale per tutti i luoghi pubblici dotati di impianto condizionatore, comprese le case. L’informazione sul metodo dell’aerazione è ancora vaga, a sei mesi dallo scoppio della pandemia. . Come sappiamo, il virus si riproduce nella porzione superiore e inferiore dei polmoni; una persona infetta lo mette in circolazione quando respira, parla, canta, tossisce o starnutisce. Capire come viaggia un virus patogeno non è cosa secondaria, anzi! E il dibattito scientifico non è ancora concluso. Ci sono voluti secoli per capire che la peste si trasmetteva attraverso le pulci di topi e ratti e anche quando si parla di influenza, uno scienziato spesso dice l’opposto del suo collega. Se le particelle infette sono grandi, cadono a terra per la forza di gravità ed è doveroso quindi il distanziamento tra le persone, ma se sono piccole restano in sospensione e posso entrare in circolo proprio con l’aria condizionata, come la vaporizzazione di un comune Vetril. Per evitare le gocce grosse basta un passo indietro, ma per evitare di inalare le seconde il distanziamento da solo non basta, non per niente in metrò a Tokyo è sconsigliato parlare, nonostante le mascherine. Aprire le finestre al caldo sole e lasciarle aperte il più possibile è un rimedio efficace, poco costoso e altamente protettivo”.

14.09.2020, Ieri al Centro

Sono bellissime queste giornate di fine-stagione, con temperature massime non da record, minime fresche, mattinate spazzate da una gradevole brezza. Si colloca così anche la splendida giornata di ieri, che ha favorito le escursione, le gite fuori porta al mare, al fiume, in montagna. Ringraziamo con riconoscenza le simpatiche Graziella e Sara (mamma e figlia) per il turno condotto ieri. Non c’è stato un enorme afflusso di soci, ma una presenza più che discreta. I presenti hanno brindato con Paolo che ha festeggiato il compleanno. Tutti gli hanno applaudito quando è stata intonata la canzonetta: “Tanti auguri a te”. La domenica al Centro è terminata dopo le 13:30. Settimana dedicata alla scuola che, per decisione del presidente Fedriga, inizierà il 16 e il 21 settembre vedrà già il primo giorno di vacanza negli istituti dove c’è il seggio elettorale. Auguriamo giorni sereni visto che la settimana ci porterà nella seconda quindicina del mese. Mancano solo 102 giorni a Natale!