C’è un posto in Pennsylvania, USA, dove il fuoco non si è mai spento. Si chiama Centralia ed è una città fantasma sotterranea. Nel 1962 i vigili del fuoco bruciarono una discarica in una vecchia miniera a cielo aperto per pulirla. Il fuoco però entrò in una vena di carbone sotto la città e non uscì più. Il sottosuolo di Centralia è una miniera di antracite. Il carbone ha preso fuoco e da allora sta bruciando a 540°C, sotto le case, le strade, i cimiteri. Gli abitanti nel 1980 erano 1000, oggi sono solo 5. Lo Stato ha espropriato quasi tutte le case nel 1992 perché il terreno cedeva e uscivano fumi tossici. Dalla Route 61, la “Graffiti Highway”, sale fumo dalle crepe nell’asfalto e d’inverno la neve si scioglie sopra i punti più caldi; ci sono voragini che si aprono all’improvviso. Nel 1981 un ragazzino è caduto in un cratere con monossido di carbonio, ma si è salvato. Gli scienziati dicono che il fuoco potrebbe andare avanti per altri 250 anni. Centralia è diventata meta di urbex, fotografi e appassionati di storie post-apocalittiche. Nel 2009 hanno chiuso la parte principale della Route 61 e l’hanno ricoperta di graffiti; oggi è una tela a cielo aperto. Centralia è una strana citta che non è morta per una bomba o un disastro, è morta perché il fuoco ha deciso di non spegnersi più. Foto da Facebook.

