(Articolo di Elvira C.)
Una sigaretta tira l’altra. E, a quanto pare, anche un fumatore può “trascinare” qualcun altro nel vizio. Chi ha un partner o frequenta amici fumatori, infatti, ha maggiori probabilità di cominciare a fumare. Ma perché il comportamento sembra così contagioso? La spiegazione potrebbe essere meno ovvia del semplice “lo fanno tutti, quindi lo faccio anch’io”. Un nuovo studio, pubblicato sull’International Journal of Psychology, suggerisce che a fare la differenza sia soprattutto ciò che accade quando si fuma insieme: si crea una particolare forma di vicinanza e di sintonia tra le persone. Quando due fumatori accendono la sigaretta, infatti, compiono una piccola sequenza di gesti quasi identica: prendere il pacchetto, estrarre la sigaretta, accenderla, portarla alla bocca, aspirare e poi soffiare via il fumo. Sono movimenti semplici, ma ripetuti e sincronizzati. Una sorta di “coreografia della sigaretta” che può creare inconsapevolmente un senso di complicità. Secondo i ricercatori, questa imitazione non verbale potrebbe contribuire a rendere il fumo un comportamento socialmente piacevole e familiare. Non si condivide soltanto una sigaretta: si condivide un momento. Ed è proprio questo aspetto a rendere il fenomeno interessante. Una persona che fuma da sola potrebbe avere meno di queste occasioni di socialità legate alla sigaretta e, di conseguenza, potrebbe essere più propensa a smettere. Al contrario, fumare insieme agli altri può rafforzare l’abitudine, perché la sigaretta diventa parte di una relazione: la pausa con il collega, la chiacchierata con l’amico, il momento tranquillo con il partner. Naturalmente, questo non significa che basti stare vicino a un fumatore per iniziare a fumare. Entrano in gioco molti altri fattori, dall’ambiente alle abitudini personali, dalla pressione sociale alla dipendenza dalla nicotina. Lo studio aggiunge però un tassello curioso alla comprensione di un comportamento che conosciamo bene: le persone non imitano soltanto le parole o i gesti degli altri, ma anche i loro rituali. E quando quel rituale prevede una sigaretta, la “contagiosità” può essere particolarmente difficile da ignorare.
