(Articolo di Elvira C.)
Viviamo in un’epoca in cui tutto corre. I messaggi arrivano in un secondo, i video si caricano in pochi istanti e, se una pagina internet impiega più di qualche secondo ad aprirsi, già iniziamo a innervosirci. Eppure, in Australia esiste un esperimento scientifico che sembra fatto apposta per mettere alla prova la nostra pazienza: l’esperimento della goccia di pece. La storia inizia nel 1927 all’Università del Queensland, a Brisbane. Il professor Thomas Parnell voleva dimostrare ai suoi studenti una cosa sorprendente: alcune sostanze che sembrano solide, in realtà, si comportano come liquidi. Tra queste c’è la pece, una sostanza nera e molto viscosa, simile al catrame. Per realizzare l’esperimento, Parnell versò della pece riscaldata in un imbuto e lo sigillò. Dopo tre anni di attesa – sì, tre anni solo per preparare il tutto – aprì il fondo dell’imbuto e lasciò che la pece iniziasse la sua lentissima discesa. Da quel momento, gli scienziati hanno osservato la formazione delle gocce che, una dopo l’altra, si staccano dall’imbuto a intervalli di molti anni. Grazie a questo esperimento si è scoperto che la pece è circa 230 miliardi di volte più viscosa dell’acqua. In pratica, è un liquido che sembra aver deciso di vivere al rallentatore. Ma la parte più divertente della storia riguarda le gocce stesse. Gli scienziati hanno passato anni ad aspettare il momento del distacco, riuscendo però spesso a perderlo. Nel 1988, quando cadde la settima goccia, il responsabile dell’esperimento, John Mainstone, era andato a prendere un caffè. Una pausa di pochi minuti, ma evidentemente troppo lunga. La storia si ripeté nel 2000. Per non rischiare di perdere l’ottava goccia era stata installata una webcam. Peccato che la telecamera si guastò proprio poco prima del momento tanto atteso. Una sfortuna quasi comica. Per evitare altri incidenti, la nona goccia fu sorvegliata da più telecamere e persino da un orologio inquadrato accanto all’imbuto. Tuttavia, anche questa volta non tutto andò secondo i piani. Nel 2014 la goccia stava finalmente per unirsi alle precedenti, ma durante una semplice operazione di manutenzione un movimento accidentale della struttura la fece staccare. L’esperimento continua ancora oggi ed è osservabile tramite internet. Insomma, a volte le scoperte scientifiche più interessanti richiedono tempi lunghissimi. E una dose davvero straordinaria di pazienza e di fortuna!
