05.02.2026 Il Borgo Fulla.

(Riproponiamo un articolo di Francesco C. del 1 luglio 2015. Prima parte- 1/2 ) Per orientare  chi non conosce Ponteacco e i suoi Borghi precisiamo che esso è situato subito a sinistra della Cappella e della strada che sale a Mezzana.

Il Borgo Fulla era una sorta di paese nel paese. Verso la metà deli anni cinquanta vi risiedevano 40 persone (i Golles di Regina, di Giovanni/ Daniele, Liso, i Gòlesi di Emilio, Galetàn, Narduzzi, Silverio, Vally, Fiorello, e un tempo anche Luigino e il padre). Il papà di Enzo e Albina, Galetàn, aveva acquistato da Gilberto una radio ed era la gioia dei bambini e i ragazzi di quel tempo. La radio veniva posizionata sulla finestra che dava sulle scale e, in pomeriggio, si radunavano tutti i giovanissimi del borgo per seguire un programma per bambini che iniziava così: “ Sono mastro Lesina, son ciabattin, faccio scarpette di tipo assai fin, lavoro contento, mi piace cantare e ai bimbi buoni le fiabe narrare”.  Seguivano, quindi, delle storie avvincenti che scatenavano la fantasia dei giovani ascoltatori. La vita nel borgo non era sempre facile, un po’ per l’andirivieni di persone e famiglie, un po’ perché la lampadina  da 10 candele dell’illuminazione pubblica era molto spesso fulminata  e a volte  faceva paura raggiungere la casa di Narciso. C’era una piccola fucina dove si creavano i ferri di cavallo e altri piccoli accessori in ferro che venivano venduti in varie zone del territorio. Nei pressi dell’officina fabbrile c’era una grande tinozza di pietra sempre piena d’acqua dove si raffreddavano i ferri roventi. (la seconda parte potrete leggerla domenica 8 febbraio)

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