(Articolo di Elvira C.)
Le donne dell’Odissea: dee, regine e donne che cambiarono il destino di Ulisse. Nell’Odissea, Ulisse è l’eroe che viaggia per dieci anni cercando di tornare a Itaca. È astuto, coraggioso, curioso e spesso ostinato. Ma il suo destino non dipende soltanto dalle sue decisioni o dall’ira degli dèi. Nel lungo percorso verso casa, infatti, sono moltissime le figure femminili che intervengono nella sua storia. Alcune lo aiutano, altre lo trattengono, altre ancora lo mettono alla prova. Divinità e donne mortali diventano così protagoniste, a modo loro, del viaggio dell’eroe. La figura più importante tra le dee è senza dubbio Atena. Divinità della saggezza e dell’intelligenza strategica, è la vera protettrice di Ulisse. Lo assiste nei momenti difficili, convince gli altri dèi a favorire il suo ritorno e, una volta arrivato a Itaca, lo aiuta a riconquistare la sua casa. Tra i due esiste quasi una complicità: Atena apprezza proprio quelle qualità che rendono Ulisse diverso dagli altri eroi, soprattutto l’astuzia e la capacità di trovare una soluzione anche nelle situazioni più complicate. Ma nel viaggio di Ulisse non mancano le donne capaci di ostacolarne il ritorno. Calipso, la ninfa che lo ospita sulla sua isola, si innamora di lui e lo trattiene per anni. Gli offre persino l’immortalità, ma Ulisse continua a desiderare Itaca. Calipso rappresenta così una tentazione potentissima: una vita senza vecchiaia e senza sofferenza, ma lontana dalla propria identità e dai propri affetti. Anche Circe è una figura ambigua. Inizialmente trasforma i compagni di Ulisse in animali, ma in seguito diventa sua alleata e gli fornisce indicazioni preziose per affrontare il viaggio. È una donna dotata di poteri straordinari, capace prima di mettere in pericolo l’eroe e poi di aiutarlo. Tra le donne mortali spicca invece Nausicaa, la giovane principessa dei Feaci. È lei a trovare Ulisse naufrago e a permettergli di essere accolto nel regno di suo padre Alcinoo. Il suo incontro con l’eroe rappresenta uno dei momenti in cui il viaggio riprende la direzione verso Itaca. E poi c’è Penelope, forse la figura femminile più importante dell’intero poema. Mentre Ulisse viaggia, lei deve affrontare da sola anni di attesa e la pressione dei pretendenti che vogliono sposarla. Con intelligenza e pazienza riesce a rimandare la scelta, inventando il celebre stratagemma della tela. Anche lei, proprio come il marito, combatte la propria battaglia attraverso l’astuzia. Quando incontra di nuovo il marito non lo riconosce, alcuni studiosi sostengono che in realtà avesse capito che il vecchio mendicante che si trova davanti in realtà è Ulisse, ma finge di non capirlo poiché lui ha dimostrato di non fidarsi di lei poiché non le ha detto la verità sulla sua identità. Le donne dell’Odissea, dunque, non sono semplici figure secondarie. Ognuna modifica, in modo diverso, il percorso di Ulisse. E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del poema: l’eroe può affrontare mostri, tempeste e dèi, ma il suo destino passa continuamente attraverso le donne che incontra.
