Ferragosto è appena passato ed è stata una bella festa per la maggior parte di noi; tra bagni nel Natisone, divertimenti alla festa di San Rocco e grigliate in famiglia, è stata una bellissima giornata calda. Ma non lo è stato per le squadre che hanno lavorato incessantemente per spegnere i fuochi in Carnia e per tutto il personale che ha gestito i Pronto Soccorso degli ospedali. Vogliamo segnalare quello che è accaduto ad un gruppo di 50 ragazzi di Padova, degli scout, che erano accampati presso il lago di Cavazzo e sono stati intossicati da cibo avariato (così pare). In questa occasione è stata testata la professionalità e le competenze dei vari soccorritori che hanno saputo fare squadra collaborando, integrandosi, per raggiungere un unico obiettivo e cioè, salvare delle vite in condizione di grande emergenza. Infatti, l’intervento di personale sanitario dei vari ospedali del Friuli, del Soccorso Alpino, la Sores, i gruppi comunali di protezione civile, hanno saputo gestire una maxi-emergenza sanitaria che, per fortuna, è finita bene. Nella foto tratta dal Messaggero Veneto, ecco, tra i soccorritori, anche Silvia M., medico, figlia di Vel.

