A maggio c’è il sole che s’è svegliato presto,
e già alle dieci sudi pure se stai fermo.
Metti la maglietta “leggera” e dopo un gesto
diventi un arrosto, ma senza rosmarino.
Il condizionatore? L’hai acceso a gennaio,
perché in Friuli si sa: si gela e si cuoce.
Vai a fare la spesa e il gelato ti chiama,
“Comprami, comprami” dice dal freezer.
Arrivi a casa e hai in sporta una pozzanghera:
bevanda, cono, e dignità: tutto per terra.
La sera dici “finalmente tira vento”,
apri la finestra, entra un alito di forno.
La zanzara ti fa il giro d’onore, contenta:
“Benvenuto in estate, con anticipo di un giorno!”
Maggio, che dovevi essere primavera,
ma qui sembri agosto con la carta d’identità.
Metto i calzini corti e la canotta leggera:
e sudo pure quando scrivo questa verità.

