24.5.2026 Il caldo di maggio: poesia comica.

A maggio c’è il sole che s’è svegliato presto, 

e già alle dieci sudi pure se stai fermo.  

Metti la maglietta “leggera” e dopo un gesto  

diventi un arrosto, ma senza rosmarino.

Il condizionatore? L’hai acceso a gennaio,  

perché in Friuli si sa: si gela e si cuoce.  

Vai a fare la spesa e il gelato ti chiama,  

“Comprami, comprami” dice dal freezer.  

Arrivi a casa e hai in sporta una pozzanghera:  

bevanda, cono, e dignità: tutto per terra.

La sera dici “finalmente tira vento”,  

apri la finestra, entra un alito di forno.  

La zanzara ti fa il giro d’onore, contenta:  

“Benvenuto in estate, con anticipo di un giorno!”

Maggio, che dovevi essere primavera,  

ma qui sembri agosto con la carta d’identità.  

Metto i calzini corti e la canotta leggera:  

e sudo pure quando scrivo questa verità.

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