26 .6.2026  Cara energia…

(Articolo in due parti. 2 di 2)

 Nel frattempo, dopo aver chiuso le centrali, dove sono finite le scorie? E gli altri rifiuti nucleari? In Italia abbiamo 2 tipi di scorie: quelle “basse e medie attività” tipo guanti, filtri, resine… e quelle “alte attività” tipo combustibile usato. Le scorie non sono tutte in un posto solo. Gran parte stanno nei siti dove sono state prodotte, cioè nelle centrali dismesse: Latina, Garigliano, Trino, Caorso; proprio lì Sogin custodisce il grosso delle scorie. I Centri ricerca ENEA hanno le loro scorie a Casaccia vicino Roma e Saluggia, mentre i rifiuti di Ospedali e industria, che hanno scorie a bassa attività da medicina nucleare, stanno in depositi e strutture sorvegliate sparsi i vari siti del territorio italiano (ma molte le spediamo all’estero, con ulteriori costi). In totale ci sono più o meno 90.000 metri cubi di scorie basse/medie e più di 15.000 metri cubi di combustibile usato ad alta attività. Nel 2014 l’Italia ha deciso di servirsi di un solo sito, geologico, sicuro per 300 anni e la società Sogin, nel 2020 ha pubblicato la Carta Nazionale Aree Potenzialmente Idonee. Ce ne sono 67 tra Piemonte, Toscana, Basilicata, Puglia, Sardegna, Sicilia. Doveva partire la “consultazione pubblica” coi comuni, ma è tutto bloccato da anni per proteste locali. Nessun sindaco lo vuole “a casa sua”.

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