30.9.2026 Consigli di lettura.

Oggi consigliamo la lettura di un autore della nostra Regione tra i più sensibili e con una storia personale molto toccante. Pino Roveredo. Triestino, nato nel 1954 da genitori sordomuti artigiani, morto il 21 gennaio 2023. La sua vita è stata la materia prima dei suoi libri: alcol, collegio, manicomio, carcere, poi riscatto come educatore in carcere e garante dei detenuti del Friuli-Venezia Giulia. Non scriveva di eroi. Scriveva di invisibili. Stile secco, triestino, senza fronzoli. Se piace Goliarda Sapienza o Erri De Luca, ma più di strada, è l’autore giusto.  I libri da leggere assolutamente sono:  “Mandami a dire” (2005) è una raccolta di racconti che gli ha fatto vincere il *Premio Campiello* (pari merito con Scurati, prima volta nella storia del premio). Storie di barboni, prostitute, ex detenuti, malati. Frasi brevi, dirette, come pugni. Il suo capolavoro. La sua autobiografia “Capriole in salita” (1996), racconta la sua discesa: la prima sigaretta, la fuga dal collegio, l’alcolismo come ribellione, il manicomio e il carcere come unici rifugi. Dopo questo libro è stato ospite in TV da Costanzo e ha iniziato a farsi conoscere. Gli altri fondamentali: “Ballando con Cecilia” (2000), storia di una donna rinchiusa 60 anni in manicomio. “Caracreatura”(2007) sul rapporto straziante tra una madre e un figlio tossico. “Mio padre votava Berlinguer” (2012) , il più politico, su ideali e disillusioni. Infine, “Ci vorrebbe un sassofono” (2019) e “I ragazzi della via Pascoli” (2021)  sono i suoi ultimi libri, i più poetici. Una sua frase famosa: “Se dai la parola a uno che non ce l’ha, gli dai un’esistenza”.

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