07.11.2026 Zanzare, le piccole assassine che non riusciamo a eliminare.

(Articolo di Elvira C. parte 2 di 2)

 Si stima che le zanzare provochino circa un milione di morti all’anno. Nel 2024, in Africa, la malaria ha causato circa 600.000 vittime, tre quarti delle quali bambini sotto i cinque anni. Non stupisce quindi che l’umanità sogni da secoli di liberarsene. Ma eliminarle completamente è tutt’altro che semplice. Negli anni Cinquanta si diffuse l’uso del DDT, inizialmente efficace contro questi insetti, ma responsabile anche di gravi danni ambientali. Le zanzare, inoltre, svilupparono rapidamente una resistenza al pesticida. Nel 1969 l’Organizzazione mondiale della sanità abbandonò così l’obiettivo di eliminare la malaria, concentrandosi sul suo controllo. Oggi la ricerca sperimenta nuove strategie. Il progetto Debug, sostenuto dalla società madre di Google, utilizza maschi di zanzara portatori del batterio Wolbachia, capace di impedire lo sviluppo degli embrioni quando si accoppiano con femmine non infette. Un’altra strada è quella delle modificazioni genetiche, che potrebbero rendere le zanzare incapaci di trasmettere la malaria. Entrambe le tecniche, però, sollevano dubbi sulla sicurezza e sulle possibili conseguenze ambientali. Una soluzione più concreta arriva dall’entomologo Bart Knols, che ha sviluppato trappole basate su odori umani sintetici per attirare e catturare gli insetti. Il metodo ha permesso di ridurre del 95 per cento la popolazione di zanzare in oltre dieci isole delle Maldive, senza pesticidi. Insomma, la guerra alle zanzare continua. Prima di dichiararle definitivamente estinte, però, sarebbe opportuno capire che cosa succederebbe agli ecosistemi senza di loro. Per quanto fastidiose, queste minuscole assassine potrebbero riservarci ancora qualche sorpresa.

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