03.04.2025  Strade e insediamenti: chi è nato prima?

(Articolo di Elvira C.)

Fin dall’antichità, era comune che prima nascesse un centro abitato e solo in seguito venissero costruite le strade per collegare tra loro città e villaggi. Ad esempio, prima sorse Aquileia e successivamente furono realizzate importanti vie consolari, come la via Postumia, che proveniva dalla pianura Padana e proseguiva fino a Postumia, la via Annia, che collegava la città all’Emilia e l’Italia centrale, e altre arterie fondamentali per la regione. La crescita e l’importanza strategica di Aquileia resero quindi necessaria la costruzione di nuove strade, le quali, a loro volta, favorirono la nascita di nuovi insediamenti, di cui un esempio significativo è Concordia Sagittaria, sorta dopo la costruzione della via Annia. Questi nuovi centri abitati avevano spesso una funzione strategica: servivano a garantire la sicurezza delle strade, difendendole dai banditi, oppure offrivano servizi ai viaggiatori, come locande, osterie e stalle per i cavalli. Inizialmente, tali luoghi erano popolati soprattutto da soldati, commercianti, artigiani e coloni, attratti dalle opportunità offerte dalla vicinanza alle vie di comunicazione. Questi insediamenti possono essere paragonati a moderne aree di servizio lungo le autostrade, dotate di strutture per il ristoro e il riposo. Spesso sorgevano in corrispondenza di pietre miliari, che ne influenzavano il nome. Ad esempio:  Terzo di Aquileia deve il suo nome alla sua posizione a tre miglia da Aquileia (ad tertium lapidem).  Tricesimo prende il nome dalla trentesima pietra miliare, trovandosi a trenta miglia da Aquileia (ad tricesimum lapidem).  Sesto al Reghena, sorgeva a sei miglia da Concordia.  Codroipo, invece, deriva dal latino quadrivium, indicando l’incrocio di due strade. Questi esempi dimostrano come le strade non solo collegassero i centri abitati, ma fossero anche un motore per la loro stessa nascita e sviluppo.

La Via Annia e il suo tracciato da Adria ad Aquileia (Fonte della mappa: regione.veneto.it | Concept progettuale e realizzazione grafica: Massarente Architettura srl.)

02.04 2025 Ricordi della vecchia osteria.

Gli orari dell’osteria erano scanditi dalle necessità della popolazione; apertura presto la mattina, prima delle 8, e chiusura quando non c’erano più avventori; spesso dopo la mezzanotte. Non esistevano le giornate di riposo ed era aperta ininterrottamente 365 giorni all’anno. Mia zia acquistò, tra le prime nelle Valli, il televisore (chiaramente in bianco e nero e con un solo canale e con le trasmissioni che iniziavano nel pomeriggio). Il sabato sera l’osteria era strapiena, con le persone che da casa si portavano lo “scagnut” per potersi sedere ed assistere al “Musichiere”. Ricordo che venivano a vedere i programmi televisivi anche i finanzieri di Stupizza, in bicicletta. Aver aiutato mia zia in osteria, come barista, mi ha insegnato molto, anche il piacere di giocare a morra.  Verso la fine degli anni ’60 mia zia acquistò l’immobile di Emaz, posto al centro del paese, che le permetteva di aver una maggior superficie per l’attività di osteria, un grande parcheggio interno  ed una comoda e spaziosa cantina , oltre la giardino di ingresso. Per uno o due anni l’osteria fu condotta anche dalla Fanny e dal suo simpatico marito e suonatore di fisarmonica Zeje, di Azzida. Successivamente cedette l’attività ad un commerciante di Torreano e Diana si ritirò a vita privata, prima a Ponteacco in affitto nella casa della famiglia Crucil, sulla strada, poi a Cividale in un appartamento acquistato anni prima, nella piazza di Vidussi. Foto di Evelino M. che ritrae Diana insieme a Bepo della famiglia Bait del Plotic. 1955 circa. La redazione fa notare il look di Diana e la sua bellissima gonna!

01.04.2025 Aprile.🐠🐟

Primo giorno di Aprile è arrivato accompagnato dal suo simpatico amico: il pesce! Chissà quanti scherzi verranno organizzati in giro per il mondo, ma lo scopriremo soltanto stasera, a giochi fatti. Aprile è un mese ricco di eventi e, soprattutto di “ponti” festivi  tra Pasqua e il 25, Festa della Liberazione; ottima occasione per le persone che vogliono regalarsi delle vacanze o dei riposi casalinghi più lunghi. I proverbi del mese sono molto comuni e conosciuti: Aprile, dolce dormire; Aprile, ogni goccia un barile; Aprile, non ti scoprire. Ricordate che il 6 aprile è il “Carbonara Day” e, quindi, sapete già cosa cucinare quel giorno…più importante è la “Giornata della Terra”, il 22, in cui poter pensare alla situazione del nostro pianeta e ai problemi ambientali. E’ il mese con le Giornate mondiali più strane: il 16 giornata della voce, il 21 giornata della migrazione dei pesci, il 25 giornata dei pinguini, il 27 giornata del tapiro, il 28 giornata di salvaguardia delle rane, il 30 giornata del Jazz…e per tutte c’è una valida motivazione. Foto dal web.

31.03.2025 Ricordi della vecchia osteria.

(Articolo di Evelino M. del 2018; parte 3 di 4)

Il caffè, dopo l’avvento della macchina del caffè di marca Cimbali alla fine degli anni ’60, era fornito dalla ditta Hausbrandt di Trieste, il cui rappresentante girava per le Valli con una Fiat Giardiniera color marroncino e con le scritte pubblicitarie sui lati; forniva anche le bustine piccole e quasi trasparenti, marchiate, che venivano usate per la vendita delle sigarette sfuse. La marca di sigarette più venduta erano le  Alfa, seguite dalle Nazionali, con o senza filtro e, per i più esigenti e benestanti, le Stop con filtro, che erano più lunghe; successivamente arrivarono, sempre per i benestanti, le Peter Stuyvesant. La concessione della licenza dei Tabacchi, molto ricercata in quei tempi, era arrivata alla mia famiglia quale riparazione della Prima Guerra Mondiale in quanto , mio nonno paterno morì sul San Gabriele, presso Gorizia, nel 1917, lasciando, oltre a mia nonna vedova e profuga sul lago di Bolsena, i due figli: Evelino di 9 anni e Amilcare di 4. Era una forma per dare lavoro e sussistenza a famiglie che ne erano rimaste prive per la morte del capofamiglia, privilegiando i caduti in guerra. L’osteria era ubicata al piano superiore del “last”, dietro la Cappella (ora abitazione di Marisa e Franco), entrando, a destra; sulla sinistra era ubicata un’ulteriore stanza poco utilizzata, confinante con la casa di Tonis. Sul retro del banco c’era un vano con un grande lavandino in pietra con l’acqua corrente (solo fredda) che scaricava direttamente sul retro dello stabile ed a fianco, delle ripide scale che scendevano in cantina (molto fresca) cui si accedeva anche dal lato strada a fianco della Cappella. Ricordo che quando aiutavo mia zia, lei mi insegnava a tenere sempre in ordine la cantina, con le casse delle bottiglie vuote da una parte e quelle piene dall’altra, facendo in modo che ci fosse sempre una rotazione delle merci.  Ricordo inoltre che per un lungo periodo, mia zia si avvalse della collaborazione di Beput: una persona buona e mite, con una menomazione fisica, di cui ci si poteva fidare ciecamente e questo le permetteva di poter avere qualche momento di riposo o svolgete attività di acquisto.

30.03.2025 Cambio dell’ora.🧭🕑

Certamente vi siete svegliati tutti alle ore 2, nella notte tra sabato e domenica, per spostare le lancette e riprogrammare gli orologi di casa…a parte gli scherzi, oggi, domenica mattina ricordatevi almeno di portare avanti di 60 minuti gli orologi non smart. Le giornate sembreranno più lunghe verso sera e ci farà risparmiare un po’ di corrente elettrica. Da tempo la Commissione Europea propone di tenere l’ora legale per tutto l’anno ma, al momento del voto, non tutti i Paesi sono stati d’accordo, soprattutto quelli del Nord che hanno una differenza di ore tra inverno ed estate molto marcata. Pare che una persona su 3 soffra per il cambiamento dell’ora; ci sono i “Gufi”🦉 che preferiscono andare a letto tardi e svegliarsi tardi e le “Allodole”🐤 abituate ad andare a dormire e ad alzarsi presto; entrambi possono far fatica ad addormentarsi. Consigli: smettere di mangiare almeno 3 ore prima di andare a letto, non fare attività fisica o lavoro almeno 2 ore prima, smettere di usare dispositivi elettronici almeno 2 ore prima, riposare in una camera ordinata e buia e fresca. Buona Domenica a tutti!🧭

29.03.2025 Ricordi della vecchia osteria.

(Articolo di Evelino M. del 2018; parte 2 di 4)

Ricordo, inoltre, che anche Gianola di Tarcetta forniva la birra all’osteria di mia zia Diana; ricordo che, d’estate, portava con il suo carro trainato da cavallo, i blocchi di ghiaccio avvolti in sacchi di iuta che io credevo fossero prodotti a Cividale e mi impressionava come, in piena calura, lei riuscisse a consegnare i blocchi ancora ghiacciati e con un cavallo che, certo, non procedeva al trotto. Alcuni liquori erano forniti dalla ditta Comar di Gorizia, mentre il vino e altri liquori erano forniti dalla ditta Pio Timballo di Udine ( lo zio dell’attuale titolare della rinomata gelateria “Fiordilatte” in via Cividale a Udine, negli stessi locali dove allora era ubicato il magazzino). Pio Timballo, originario di Pulfero, era una persona molto gioviale e possedeva, negli anni ’50, la 1100 Fiat del periodo ( la predecessora della 1100L) con cui, nel 1958 insieme a mia zia Diana, Pio e Moz,di Pulfero,  andammo alle Terme di Salsomaggiore. Pio era un abituè di tale rinomata stazione di villeggiatura; ho ancora vivo il ricordo di quel viaggio con l’attraversamento dei paesi e delle cittadine e, in particolare, l’attraversamento del Po su un ponte di barche. Per le sigarette, tabacchi, cartine, fiammiferi ed altri generi di monopolio, ci si riforniva presso il Monopolio di Cividale, nella stretta Carl Alberto, dopo aver compilato un enorme foglio-lenzuolo con l’elenco di tutti i prodotti, indicando le quantità che, moltiplicate per il prezzo unitario, formavano un totale che doveva essere versato, detraendo l’aggio del 7 %, sul conto corrente postale; la ricevuta di pagamento doveva essere presentata insieme al foglio-lenzuolo per poter ritirare le merci che poi si trasportavano a Ponteacco con il carro della Gianola o con qualche trasportatore dotato di camioncino o con la Fiat 600 di mio papà Amilcare, acquistata nel 1956. (segue). nella foto di Evelino M. vediamo Diana davanti all’osteria nuova con Amilcare (a sinistra) e in giacca, a destra, Mario Mattelig (primo ferito della campagna di Grecia, corpo degli Alpini); il signore in camicia è un emigrato della famiglia Rossi ma non si conosce il nome).

28.03.2025 Ricordi della vecchia osteria.

Riproponiamo la prima parte di un lungo articolo di Evelino Mattelig del 2018 e alleghiamo una bella foto che lui stesso ci ha fatto pervenire.

L’osteria di mia zia Diana veniva rifornita principalmente di vino, birra (Dormish e Moretti) e bibite (mitica l’aranciata San Pellegrino e il chinotto Recoaro) dalla ditta Caporale di Cividale del Friuli che forniva pure spuma e selz, nelle inconfondibili bottiglie di vetro spesso, di colore azzurro e dotate di dosatore a pressione. Il titolare Nicolino, che collaborava con suo padre, possedeva un piccolo camion e, verso la fine degli anni ’60, la riforniva anche di casse di uva proveniente dalla Puglia che si vinificava producendo un vino rosato, dolce, con un grado alcolico di 13°. La procedura consisteva nel riempire d’acqua, alcuni giorni prima della vinificazione a settembre, un grande tino e le grandi botti di rovere per “imbombarle”, in quanto, le pareti legnose, a secco da mesi, non permettevano la tenuta stagna di qualsiasi liquido. Dopodichè, si provvedeva a lavare tino e botti, a sollevarle e a sistemarle in cantina su due assi parallele. Consegnata l’uva, necessitava vinificarla velocemente, macinando acini e raspi con una macina a mano e trasferire nelle botti il liquido prodotto con l’avvertenza – mi è sempre rimasto impresso- di stare sempre ben attenti a non riempire fino al colmo inquanto l’ebollizione che ne seguiva doveva trovare libero sfogo nel bicchiere d’acqua, per il tramite di una cannuccia di plastica inserita nel tappo della botte, in un  bicchiere posto accanto che ribolliva con veemenza. Il vino così prodotto non doveva restare più di 18 ore “sotto le trappe” per non caricarlo troppo di tannino e non fargli perdere quel colore rosato che era richiesto dalla clientela. Seguivano alcuni travasi al fine di togliere qaunto più fondo possibile, prima di immetterlo in commercio. Ricordo che ben presto veniva consumato e mai restò nulla invenduto.

( continua, parte 1 di 4). Foto di Evelino M.: Diana al banco dell’osteria.

27.03.2025 Ieri sera al Centro.

Continua il giro informativo che la Consigliera regionale Simona Liguori, medico oncologo, sta svolgendo in varie località delle Valli del Natisone. L’intento è quello di raccogliere il pensiero e le difficoltà della gente del nostro territorio e di informare sulla situazione della Sanità pubblica nella nostra regione. Erano presenti molti cittadini, operatori sanitari, rappresentanti delle minoranze comunali. La consigliera di minoranza del Comune di Pulfero, Monica Saccù, ha letto una mozione presentata e approvata per il mantenimento dei servizi sanitari sul territorio e per evitare la chiusura notturna del presidio di primo intervento di Cividale. Altri partecipanti hanno preso la parola per dare la propria testimonianza.  La consigliera Liguori ha esposto le difficoltà su varie tematiche: mancanza di medici di famiglia, delle guardie mediche, della privatizzazione dei servizi pubblici; si è detta contenta di vedere la partecipazione attiva di persone nuove alle manifestazioni  di piazza e molto soddisfatta nel vedere un risultato positivo come quello raggiunto con la mozione del Comune di Pulfero e che, auspica, venga emulato dagli altri Consigli Comunali. Nella foto: Liguori e i partecipanti all’incontro.

26.03.2025 News dal Mondo.

Grecia: Da mesi si susseguono le manifestazioni di piazza nella capitale Atene; la popolazione protesta contro il governo che ha insabbiato le inchieste inerenti a un disastro ferroviario in cui morirono 57 persone; la causa fu anche del liquido infiammabile trasportato dal convoglio che causò la maggior parte delle vittime. Sono due anni che la gente chiede la verità al grido dello slogan: “Non ho ossigeno”; una richiesta di cambiamento politico, non solo di governo.

Burkina-Faso: si è svolto il 29esimo Festival del cinema “Fespaco”, il più importante del continente Africano; a vincere il primo premio è stata la pellicola di Dani Kouyatè, regista del Burkina-Faso, con un lavoro intitolato “Katanga, la danse des scorpios”.

USA: fortissimi aumenti delle derrate alimentari nei supermercati hanno visto il rincaro delle uova del 157% negli ultimi 3 anni; il costo di una dozzina oggi è di 4,95 dollari, circa 4 euro e mezzo. La causa è l’epidemia di aviaria che sta decimando gli allevamenti. Il nuovo governo non vuole curare la malattia con il contenimento e l’abbattimento dei polli, ma lasciando che si diffonda per salvare solo gli animali resistenti. Il problema, dicono gli esperti, è che l’aviaria è come il coronavirus: muta e si rafforza e potrebbe contagiare l’uomo.

Giappone: un incendio  enorme sta interessando la città di Ofunato, nel nord est del Giappone; dal 5 marzo le fiamme continuano a infuriare senza scampo nonostante l’intervento degli operatori e dell’esercito. Sono state evacuate più di quattromila persone. Il Giappone sta vivendo un anno tra i più caldi e più secchi degli ultimi venti.

25.03.2025  Oggi è Dantedì.

Oggi è la giornata nazionale dedicata al Sommo Vate Dante Alighieri; oggi è la data esatta del 1300 in cui, secondo la tradizione, il poeta si è “perso nella selva oscura” iniziando la sua Commedia più famosa e che tutti conosciamo. Il Dantedì è stato approvato dal Consiglio dei Ministri nel 2020 e, a causa della pandemia, le prime due edizioni hanno avuto una risonanza solo “virtuale”. Saranno molte le iniziative per festeggiare Dante in tutte le scuole, le associazioni culturali e anche nei palinsesti televisivi. Nella nostra Regione sono stati organizzati numerosi eventi nei teatri e nelle biblioteche; a Villa de Claricini, a Moimacco, la mostra “Dante in cartolina” sarà aperta dal 25 marzo al 7 novembre e vi saranno esposte più di 250 cartoline postali dalla collezione del Conte Nicolò de Claricini Dornpacher. Comunque è un’occasione per rileggere le opere di Dante che, forse, si apprezzano meglio da adulti! Ma quanto sono belli i versi del Canto V dell’Inferno, con Paolo e Francesca, tanto famosi: Amor ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte, / che, come vedi, ancor non m’abbandona. Foto dal Web.