Gli orari dell’osteria erano scanditi dalle necessità della popolazione; apertura presto la mattina, prima delle 8, e chiusura quando non c’erano più avventori; spesso dopo la mezzanotte. Non esistevano le giornate di riposo ed era aperta ininterrottamente 365 giorni all’anno. Mia zia acquistò, tra le prime nelle Valli, il televisore (chiaramente in bianco e nero e con un solo canale e con le trasmissioni che iniziavano nel pomeriggio). Il sabato sera l’osteria era strapiena, con le persone che da casa si portavano lo “scagnut” per potersi sedere ed assistere al “Musichiere”. Ricordo che venivano a vedere i programmi televisivi anche i finanzieri di Stupizza, in bicicletta. Aver aiutato mia zia in osteria, come barista, mi ha insegnato molto, anche il piacere di giocare a morra. Verso la fine degli anni ’60 mia zia acquistò l’immobile di Emaz, posto al centro del paese, che le permetteva di aver una maggior superficie per l’attività di osteria, un grande parcheggio interno ed una comoda e spaziosa cantina , oltre la giardino di ingresso. Per uno o due anni l’osteria fu condotta anche dalla Fanny e dal suo simpatico marito e suonatore di fisarmonica Zeje, di Azzida. Successivamente cedette l’attività ad un commerciante di Torreano e Diana si ritirò a vita privata, prima a Ponteacco in affitto nella casa della famiglia Crucil, sulla strada, poi a Cividale in un appartamento acquistato anni prima, nella piazza di Vidussi. Foto di Evelino M. che ritrae Diana insieme a Bepo della famiglia Bait del Plotic. 1955 circa. La redazione fa notare il look di Diana e la sua bellissima gonna!
