16.11.2022, Il sapone fatto in casa

  Siamo subissati dalla pubblicità che reclamizza prodotti per la pulizia della casa, per non parlare delle mille marche di detersivi in polvere, in granuli e liquidi. Guardando le immagini relative a questi utili rimedi per essere belli, puliti e profumati, dove tutti sono sorridenti a due arcate dentali e con il colletto di un bianco abbagliante, c’è da chiedersi come fosse affrontato questo argomento dalle nostre nonne. Ad esempio, la signora Luigia Serafini governava una grande famiglia di dodici persone e al cambio delle sole lenzuola si poteva coprire un mezzo campo da calcetto. Si trattava di una fatica immane con l’utilizzo di prodotti molto basilari. La produzione di sapone domestico era una pratica assai diffusa in paese. Si faceva raccolta dei grassi animali di scarto, si depositavano in un capace recipiente, messi a bollire fino a formare un impasto fluido. Si provvedeva ad aggiungere la soda caustica con la sua proprietà altamente corrosiva e ustionante. Terminata la bollitura, si creavano mattonelle di varie dimensioni e dopo un giorno di riposo il detersivo fai-da-te era pronto per l’uso.

15.11.2022, Le pitture di Daniela

  È conosciuta da tempo in paese la vena artistica di Daniela Serafini, nipote di Elide, Carlut e Ciso, figlia della Grande emigrazione che, negli anni ’50, svuotò parzialmente le Valli. Pur abitando in Belgio, il suo cuore ha un posto riguardo riservato proprio a Ponteacco, un legame indissolubile con i suoi ricordi delle estati d’infanzia. Ogni bella stagione assieme al marito JM affrontano il viaggio per trascorrere alcune settimane di vacanza da noi al punto che, alla Pro Loco si dice: “È arrivata Daniela, è arrivata l’estate”. Come tutti gli artisti, anche Daniela è dotata di forte sensibilità che le consente di trasformare sensazioni in immagini, colori e oggetti. È invece una sorpresa la sua produzione di pitture, alcune delle quali visibili nel box “Foto della settimana”. Daniela e Marie-Noël Bastin (madrina della figlia Aurelie) sono le protagoniste di un’esposizione a Liegi, con loro grande soddisfazione per il giudizio positivo dei visitatori. Potete osservare la felice scelta dei colori, l’armoniosità dei volti e la serenità dei temi scelti dalla nostra paesana.

14.11.2022, Ieri al Centro

   Ieri pomeriggio un festoso compleanno ha concluso la domenica al Centro. Le feste private sono una soddisfazione poiché molte persone per la prima volta hanno l’occasione di trascorrere alcune ore nella nostra struttura che, a loro giudizio, trovano accogliente, ordinata e ben organizzata. Ieri mattina Claudia e Paolo hanno “preso servizio” poco dopo le 09:30 e a loro va il ringraziamento della Pro Loco. Buono è stato l’afflusso di Soci. Il turno di domenica prossima è affidato a Elvira e Carlo che accogliamo con il nostro benvenuti nell’elenco dei collaboratori. Auguriamo una piacevole settimana.

13.11.2022, La debolezza davanti al dessert

   Perché, anche se la pancia è piena, c’è sempre spazio per il dolce? E perché tendiamo a mangiare di più ai buffet, dove c’è un po’ di tutto? Secondo un docente della Facoltà di Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Udine, al quale spesso chiediamo consigli, il cibo, più che una questione di panza, lo è di cervello e rientra nella grande sfera dei comportamenti alimentari. L’effetto-buffet, notato più volte al Centro, dipende dall’abitudine di seguire una dieta la più varia possibile, così quando l’offerta è diversificata tendiamo a mangiare di più, a volte anche con ingordigia. Questo è il meccanismo mentale che genera la dopamina, neurotrasmettitore, rilasciata dal cervello in quantità maggiore soprattutto davanti ad alimenti altamente calorici. La principale preoccupazione dei nostri antenati era trovare cibo e poi mangiarne a sufficienza per immagazzinare energia.

12.11.2022, Ieri l’Estate di San Martino

   Un tempo gli inverni iniziavano presto. Ricordiamo le procesioni al cimitero svolte spesso con tempo inclemente, con pioggia fredda, a volte con nevischio e le montagne già imbiancate. Il 4 novembre 1980 tutto il fondovalle si trovò imbiancato da un sottile strato di neve. Oggi non è più così, infatti non si parla più di “Estate di san Martino”, ma di una prosecuzione di condizioni meteo favorevoli. Rimane nella nostra coscienza l’attesa “Estate” di Martino di Tours che era una tiepida interruzione ai rigori dell’inverno. Per i ragazzi di un tempo, Martino era un eroe, con il suo mantello tagliato in tre parti, con il suo cavallo bianco mentre soccorre due mendicanti che stavano morendo di freddo. Ricorderemo le nostre maestre, prendiamo ad esempio la Rade Podrecca Emma, che assegnava i pensieri di san Martino e un disegno allegato dove gli alunni potevano ritrarre il Santo e il suo cavallo.

10.11.2022, La pipa

 Qualcuno ricorda in paese alcuni nonni del Novecento alle prese con il paziente rito del fumo della pipa che consisteva nella cura del braciere, nel sul caricamento e nel lungo assaporare del fumo emesso da quest’attrezzo d’altri tempi. Tra questi c’era Cavich, fratello della Nella Bellidova, il padre di Pierino, il nonno materno di Mabira, solo per citarne alcuni. La pipa è finita nel dimenticatoio in cui l’ha fatta precipitare la post-modernità. L’immagine del nonno con la pipa in bocca davanti a casa o sul ciòk appartiene al passato. Ci sono sempre meno fumatori e l’aroma del tabacco è quasi scomparso dalla memoria dei sensi. Il numero dei detvoti della pipa è diminuito fino a raggiungere una percentuale irrisoria del comparto fumatori [fonte Assotabacco]. C’è stato il sorpasso da parte delle sigarette elettroniche e dei dispositivi a tabacco riscaldato. Tutto questo fa sì che la vecchia pipa in radica sia rimasta indissolubilmente incastrata nell’immaginario del Novecento con testimonial quali Stalin, Eco, Andreatta, Pertini, l’arch. Simonitti e la femminista Virginia Woolf.

 

09.11.2022, I sacerdoti contesi

   Qual è la vostra opinione sul celibato dei sacerdoti? È giusto che rinuncino per fede a un diritto sacrosanto, quello di crearsi una famiglia che proprio uno dei pilastri sul quale poggia l’intera impalcatura del Cattolicesimo? Sarebbe più formativo per il sacerdote sbrigare le faccende di famiglia, oppure rincorrere un forzato celibato che spesso apre le porte a relazioni clandestine? Sarebbe interessante conoscere l’opinione dei nostri lettori. La Chiesa non riesce a dare risposte, a proporre alternative che risparmino i preti dall’infelicità … perpetua, quella di non poter stabilire affetti permanenti così come appare esemplificato dalle immagini di serenità della Sacra famiglia. Anche le Valli conobbero in passato il fenomeno dei parroci che abbandonarono il ministero per farsi una famiglia. Fu un argomento di vivace discussione. Se ne parlò per molto tempo, per la forma dell’abbandono, per la coerenza o meno della scelta. Numerose persone “lo sapevano”, per altre invece si è trattato di un fenomeno nuovo quello delle presunte relazioni clandestine svolte nelle canoniche di questi sacerdoti innamorati. Secondo i dati facilmente reperibili su Internet, dal 1965 ad oggi sarebbero circa 5.000 in Italia i preti che hanno deposto l’abito talare e ogni anno pare siano una settantina le rinunce. Con i seminari pressoché deserti, con parroci come il nostro che si deve sobbarcare l’impegno ministeriale di guidare nove parrocchie, non è giunto il momento di dare una risposta definitiva? 

 

08.11.2022, Fanno male gli alimenti per animali ?

   Tempo fa un nostro paesano ha dato un passaggio, richiesto in autostop da Cividale di fronte al mitico Mitri, fino a Ponteacco con probabile prosecuzione fino a Pulfero. La persona trasportata, giunta all’altezza di Sanguarzo, ha preso la scatola di latta di Chappy estraendola dalla borsa della spesa, l’ha aperta e si è mangiata uno o due cubetti di carne destinata a Boby, ripulendosi le dita dal sugo succhiandosele. Il paesano, rimasto allibito, fu colto da conati di vomito. L’altro giorno abbiamo chiesto a un noto veterinario della zona quale fosse l’opinione della scienza in fatto di pericolosità riguardante nello specifico questo cibo: “Sì, si può mangiare il cibo per animali -ci ha risposto-, ma solo se è stato conservato in modo da evitare contaminazioni”. La scatola era stata aperta in quel momento, quindi risultava fresca e incontaminata. “Il cibo per animali -ha aggiunto il dottore- non è trattato con i rigori igienici riservati per gli umani, pertanto si possono correre rischi di contrarre infezioni come la salmonella”. La maggior parte degli alimenti per animali domestici è composta da sottoprodotti alimentari come la farina di ossa, le frattaglie e i derivati di soia e di altri cereali, quindi alimenti poco appetitosi, ma non tossici. Ultimamente varie confezioni per animali riportano l’indicazione di tossicità per gli umani. Si tratta di una precauzione per evitare cause legali ed evitare sforzi di vomito in caso di un nuovo passaggio con assaggio.

 

07.11.2022, Ieri al Centro

   Ci scusiamo per l’interruzione forzata degli aggiornamenti. La Redazione non è riuscita a predisporli a causa di un impedimento. Contiamo sulla comprensione di lettrici e lettori qualora si dovessero verificare altri ritardi. Ieri al Centro è stata una giornata di festa. La nostra struttura è rimasta aperta fino a sera con notevole afflusso di Soci. Il nostro ringraziamento va a Simona e Mariangela che, assieme a Graziella e Marcello, hanno gestito una domenica assai impegnativa. L’atmosfera, la compagnia e la degustazione di piatti hanno fatto da sottofondo alle ore trascorse in un ambiente familiare unico nel suo genere. La pastasciutta è un classico, ma l’assaggio di costicine di pecora è stato eccezionale per i numerosi buongustai che hanno risposto al richiamo senza esitazione. Si sono visti volti nuovi, sono state sottoscritte nuove tessere, insomma si è trattato di una domenica ampiamente positiva, con grande soddisfazione per la Pro Loco. Auguriamo una buona settimana.

04.11.2022, E una sera arrivò “Fracanapa” (2/2)

    

    Nel corso di quel pomeriggio inoltrato, una voce stridula e divertente annunciò per le vie del paese che poco prima dell’imbrunire sarebbe iniziato lo spettacolo di marionette. In quei tempi non esisteva l’ora legale. All’interno del cortile, con accesso dal grande portone di quella che poi divenne osteria e con il permesso del proprietario Èmaz, furono sistemate varie panchine e numerose sedie. Si trattò di una “sala volante” all’aperto, adattata per trascorrere una serata informale e di svago per i giovani. L’ingresso con posto a sedere costò 2 lire a testa (moneta piccola con la spiga sul fronte e l’uomo che ara sul retro), importo non alla portata di tutti, specie per le famiglie numerose. Il palcoscenico era essenziale: una tavola sagomata dipinta con colori vivaci, tende ai lati, mentre all’interno si alternavano le scene adattate si tre tempi in cui fu diviso lo spettacolo di marionette abilmente riportate in vita proprio da Fracanapa, attore, regista, tecnico e imitatore. La base musicale era diffusa dal “gramòfano”, ovvero il grammofono che riproduceva dischi a 78 giri. A distanza di tanto tempo c’è ancora qualcuno che di ricorda dell’episodio di grande divertimento.