29.9.2026 Estati sempre più roventi, tutti al fresco.

(Articolo di Elvira C.)

C’è stato un tempo in cui, nelle case italiane, il condizionatore era quasi un oggetto di lusso: si accendeva solo nelle giornate davvero torride e qualcuno lo guardava perfino con una certa diffidenza. Oggi, invece, sembra essere diventato parte dell’arredamento, come il frigorifero o la lavatrice. E il caldo degli ultimi anni sta accelerando questa trasformazione. I dati più recenti dell’Istat raccontano bene il cambiamento: nel 2024 il 56% delle famiglie italiane disponeva di almeno un sistema di raffrescamento, contro il 48,8% del 2021. Nel 2013 era appena il 29,4%. In poco più di dieci anni, dunque, la presenza dell’aria condizionata nelle abitazioni è quasi raddoppiata. Il fenomeno è particolarmente evidente in alcune zone del Paese. I sistemi di raffrescamento sono presenti nel 71,2% delle abitazioni del Nord-Est. A livello regionale, Sicilia e Veneto superano il 70%, mentre l’Emilia-Romagna arriva al 67,6%. Anche le regioni tradizionalmente meno interessate dal condizionamento stanno però recuperando rapidamente terreno. Non è soltanto una questione di acquistare un apparecchio e usarlo qualche giorno all’anno. Le temperature più elevate stanno modificando le abitudini domestiche. Il condizionatore viene acceso prima, utilizzato più a lungo e, sempre più spesso, durante la notte. La casa diventa così una sorta di rifugio climatico contro estati sempre più difficili da sopportare. Anche la tecnologia sta cambiando. Crescono infatti i sistemi caldo-freddo, cioè le pompe di calore che possono essere utilizzate sia d’estate sia d’inverno: nel 2024 erano presenti nel 40,4% delle famiglie, contro il 32,6% del 2021. Ma c’è un rovescio della medaglia: più ore di aria condizionata significano anche più elettricità consumata. Per questo l’ENEA invita a non trasformare il climatizzatore in una macchina sempre accesa e suggerisce manutenzione regolare, temperature non eccessivamente basse, uso delle funzioni “sleep” e programmazione degli orari. Un apparecchio poco efficiente o non mantenuto correttamente può infatti consumare sensibilmente di più.

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