22.5.2026 Oggi Santa Rita, la Santa delle cause perse.

Chi era Santa Rita? Margherita Lotti, detta Rita, nacque a Roccaporena, vicino a Cascia, nel 1381 e morì nel 1457. Sposa, madre, poi monaca agostiniana, come il nostro papa Leone. La Chiesa la ricorda per la pazienza nelle sofferenze: un matrimonio difficile, la morte del marito e dei figli, la stigmata sulla fronte ricevuta in convento. E’ chiamata la “Santa degli impossibili”; a lei ci si rivolge nelle cause disperate. Il suo santuario a Cascia, in Umbria, è meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Rita è il diminutivo di Margherita, versione più usata anche oggi, e ha origine dal greco margarítes = “perla”. La perla nasce da un’irritazione e diventa qualcosa di prezioso; per questo il nome è legato a idee di purezza, pazienza e bellezza che nasce dalla sofferenza. Chi porta il nome Rita è spesso associato a tenacia, forza d’animo e spirito di sacrificio, proprio come la Santa. La rosa, suo fiore simbolo, richiama la stessa idea: bellezza e spine insieme. Il 22 maggio, in molti paesi italiani, si benedicono le rose. Chi le riceve le conserva come segno di protezione e affidamento a Santa Rita. Anche nella Chiesa di San Quirino di San Pietro, oggi, Don Alessandro celebrerà una Messa alle ore 20.00 e benedirà le rose.

21.5.2026  Ricordi…canini.

Vi ricordate quando i veterinari vaccinavano i cani gratis in piazza negli anni ’70-’80? Una volta all’anno il distretto sanitario mandava i veterinari nelle piazze dei paesi  a vaccinare tutti i cani con l’antirabbica, gratuitamente, dei veri ambulatori all’aperto. C’erano tanti cani da guardia, cani randagi, cani “del paese”, adottati da tutti, per lo più meticci; oggi i cani sono di razza e di compagnia e necessitano di microchip e di una serie di vaccinazioni infinite, a pagamento.  Quegli anni del ‘900 erano l’epoca della campagna contro la rabbia e la cimurro. I cani erano tantissimi, vivevano fuori, spesso non avevano libretto sanitario. Per bloccare le epidemie, le Aziende Sanitarie locali e i Comuni organizzarono le “giornate vaccinali”. I veterinari ASL si mettevano a un tavolino, con siringhe, cotone e timbri.  La gente faceva la fila con il cane al guinzaglio, a volte anche con la museruola. Non c’erano appuntamenti: chi arrivava per primo veniva vaccinato per primo. Si pagava solo se volevi il libretto nuovo. Era un momento di paese che, a Ponteacco, si svolgeva nel cortile del bar: i nonni chiacchieravano, i bambini accarezzavano i cuccioli, i cani abbaiavano e qualche volta baruffavano.  Con gli anni ’90 le regole sono diventate più rigide: obbligo di microchip, registrazione all’anagrafe canina, vaccinazioni solo in ambulatorio. La rabbia è stata eradicata in Italia nel 1997 e le file in piazza sono sparite. Oggi molti in FVG se lo ricordano come un rito di primavera. Un tempo in cui il veterinario era figura pubblica, il cane era “del paese” e la prevenzione si faceva insieme, senza costi. È stato un pezzo di storia della sanità pubblica che ha funzionato: poca burocrazia, tanta presenza sul territorio.

20.5.2026 Consigli.

Crema solare: arriva il caldo e ci si espone di più al sole e, quindi, è necessario proteggere la pelle con la crema solare. Attenzione alla scadenza, quella dell’anno scorso può non essere più buona. Dopo l’apertura la crema dura, di norma, un anno (sulla confezione scrive “12M”), dopo i filtri solari iniziano a degradarsi e possono essere dannosi.

Allergie: entro il 2050 una persona su due soffrirà di reazioni allergiche ( al polline, alle spore, alle musse, agli acari, ai peli degli animali, ecc.); è quello che dichiara l’Agenzia europea di immunologia e allergologia. Le cause sono molteplici ma aumentano con lo smog e il surriscaldamento climatico; esiste un fattore di predisposizione genetica ma altri fattori ambientali e gli stili di vita influenzano l’acuirsi delle forme allergiche. Come cautelarsi? Seguire le app che monitorano i livelli di pollini nell’aria, arieggiare la casa e renderla meno umida e calda, lavare la biancheria a 60°, usare aspirapolveri con filtri Hepa, usare biancheria, materassi e coprimaterasso antiacaro.

In cucina: molti sono i Guru in cucina, cuochi famosi e chef stellati che propongono le loro ricette. Anche le varie diete e teorie di alimentazione hanno raggiunto una vasta letteratura. Il National Geographic ha pubblicato un articolo in cui spiega che alcuni alimenti, combinati insieme, possono offrire il massimo dei loro nutrienti. Ad esempio, nelle verdure condite con succo di limone o  l’insalata di spinaci con fragole e arance , la vitamina C aiuta ad assimilare il ferro. Anche l’abbinamento delle proteine animali con quelle vegetali aiuta l’apporto di ferro, ad esempio mangiare pesce con contorno di fagioli. E’ cosa nota, ormai, che usare la curcuma fa bene, soprattutto unita al pepe nero: diventa un potente antinfiammatorio.

18.5.2026  Pellegrinaggio a Castelmonte.

Ieri, domenica 17 maggio si è svolto il tradizionale Pellegrinaggio a Castelmonte; tutte le Parrocchie e Chiese delle Valli sono salite al Santuario per invocare la protezione della Madonna su tutte le genti. Anche la chiesa di Santa Dorotea era presente con la propria croce astile, adorna di nastri e fiori, portata dal “nonzolo” Marcello, a cui va il nostro ringraziamento. In molte zone del Nord Italia, e soprattutto in Friuli e Veneto, la benedizione delle croci non si ferma al 25 aprile. Si ripete anche nel giorno dell’Ascensione, 40 giorni dopo Pasqua, a ricordare la salita di Cristo al cielo. Per il mondo contadino era un momento chiave: le semine primaverili erano finite, le piante erano in crescita. Benedire i campi e le croci in quel giorno significava affidare il raccolto alla protezione divina proprio prima dell’estate, quando arrivano temporali e grandine. I parroci delle Valli, accompagnati dalla processione con le croci parrocchiali e gli stendardi, hanno concelebrato la Santa Messa nella Chiesa del Santuario alle ore 11.00. Foto di Graziella B.

La nostra Croce astile

17.5.2026 La giornata di ieri…

La giornata di ieri è iniziata con un miglioramento del tempo e l’aumento delle temperature e ciò ha favorito le escursioni nelle nostre Valli. Anche a Ponteacco abbiamo avuto molte visite; la Chiesa di Santa Dorotea è stata aperta nel pomeriggio e molti camminatori di passaggio hanno avuto la fortuna di poter ammirare l’interno e la nostra Madonna lignea. Un gruppo di turisti austriaci si è soffermato a lungo, anche a pregare. Poi è stata la volta di una coppia di cividalesi che si sono detti sorpresi della bellezza e la grandezza della chiesa rispetto alle altre chiese votive della zona. Infine, si è fermata una comitiva numerosa che sta effettuando in questi giorni il “Cammino delle 44 Chiesette votive”; dopo una breve spiegazione della storia della nostra chiesa, hanno anche ammirato i borghi e la Cappella in Paese. Nel gruppo, oltre a persone di Pordenone e Codroipo, c’erano delle ragazze di Camporosso che sono state contente di aver trovato un’altra chiesa dedicata a Santa Dorotea, come la loro posta sopra la cittadina; potrebbe nascere un gemellaggio! Nel tardo pomeriggio nella Chiesa di San Pietro si è tenuto un concerto con il coro “La voce delle Valli” organizzato dai ragazzi di una classe del Liceo “Paolo Diacono di Cividale; lo scopo era la raccolta fondi per le terapie di un ragazzo argentino, loro compagno di classe, che si era gravemente infortunato e necessita di cure speciali. La chiesa era gremita di gente che ha apprezzato l’iniziativa e i canti del coro (formato anche da due Ponteacchesi e dal Sindaco Pinatto). Nelle foto:  due chiese, due eventi.

16.5.2026  Un nuovo fiore a Ponteacco.

A Maggio fioriscono le rose e, nonostante la pioggia di questi giorni, tutti i rosai rallegrano le case e i giardini di Ponteacco. Ma questo Maggio è più bello e speciale perché è sbocciata una rosa rara: è nata Beatrice! Mamma Samantha e papà Alessandro sono felicissimi e a loro facciamo le nostre congratulazioni.

15.5.2026 Notizie dalle Valli.

L’Amministrazione comunale di San Pietro ha approvato il progetto che riguarda la riqualificazione e adeguamento delle strutture nell’area festeggiamenti di Vernasso; i costi ammontano a 87.500 euro di cui 70 mila euro finanziati dalla Regione e 17.500 euro dalla associazione “Insieme per Vernasso”.

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro, atteso da tempo e organizzato dalla Comunità di montagna del Natisone e Torre, tra i Sindaci delle Valli e tutti i gestori di telefonia mobile. L’emergenza della mancanza di collegamenti nelle Valli, sia delle reti fisse che mobili e banda larga internet, creano molti disagi e aumentano l’isolamento dei paesi di montagna. I Sindaci hanno già presentato un piano di intervento con segnalazione delle aree adatte per il posizionamento di nuove antenne, e sollecitato i finanziamenti necessari ma lamentano il mancato impegno, da parte dei gestori di rete, di trovare soluzioni a breve termine.

Continuano i lavori di miglioramento della rete idrica in tutti i comuni delle Valli del Natisone; dall’11 maggio il CAFC, acquedotto Friuli Centrale, sta svolgendo lavori per introdurre nuovi sistemi di disinfezione e potenziare la qualità dell’acqua. Si sono avuti dei cali di pressione e qualche disservizio,, a causa dei cantieri, soprattutto in comune di Pulfero. Per eventuali segnalazioni di guasti e emergenze contattare il numero 800903939.

14.5.2026 Il Cristo ritrovato di Cividale.

Qualche giorno fa, durante un convegno di esperti, è stato presentato ed esposto il Cristo ligneo del XIII secolo ritrovato, per caso, al cimitero di Cividale. Qualche anno fa, durante un sopralluogo dei tecnici del Comune che stavano stimando le spese per il riammodernamento del Cimitero, è stata scoperta una Croce lignea abbandonata insieme ad altro materiale di scarto del magazzino. Si è subito capito che poteva essere un’opera antica, forse del 1500 o più, ed è stata fatta analizzare dal prof. Luca Mor, esperto che aveva già curato il restauro del crocefisso del Duomo. Dopo alcune analisi si è stabilito che è un Cristo del 1200, proveniente dalla stessa area artistica mitteleuropea e che era originariamente posto nella chiesa di Santo Stefano in Pertica, demolita nel 1772. Per le analisi è stata utilizzato, per la prima volta l’elaborazione di  Elettra Sincrotrone di Trieste. Insomma, un’opera che rappresenta un “unicum” da vedere ed ammirare, anche così, prima del restauro; la visita si effettua tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, fino al 28 giugno, presso il Monastero di Santa Maria in Valle; comprende la visita al Tempietto Longobardo. Foto di C.C.

13.5.2026  Eliminazione dei centesimi da 1 e 2 euro in Italia.

Quando andate a fare la spesa e pagate in contanti, avete controllato gli scontrini? Alla cassa ci sono degli avvisi, che nessuno legge, sull’arrotondamento dei centesimi di resto. In Italia non si coniano più le monete da 1 e 2 centesimi dal 1° gennaio 2018. Ma “non coniarle” non significa “eliminare”.  il Ministero dell’Economia ha smesso di far coniare 1 e 2 centesimi. Le monete già in circolazione restano valide e hanno corso legale ma, per i pagamenti in contanti, il totale dello scontrino viene arrotondato ai 5 centesimi più vicini. Ad esempio, 1, 2, 6, 7 cent → arrotondati per difetto; 3, 4, 8, 9 cent → arrotondati per eccesso. Se paghi con carta, app o bancomat, non c’è arrotondamento. Paghi al centesimo esatto. L’eliminazione definitiva non c’è ancora; una soppressione legale richiederebbe una decisione a livello UE. Al momento la Commissione Europea sta valutando regole uniformi per tutta l’area euro per evitare regole diverse da Paese a Paese.  Al supermercato controlla lo scontrino: l’arrotondamento vale solo sul totale in contanti. Se avete ancora 1 e 2 centesimi in casa potete versarli in banca (molti negozi non li accettano più). Le emissioni numismatiche da collezione in centesimi continueranno a uscire, ma sono per collezionisti, non per la circolazione. Foto dal web.

12.5.2026 Prevenzione contro le zanzare.

Con l’arrivo delle piogge e del caldo le zanzare tornano, e in Friuli Venezia Giulia la zanzara tigre è la più fastidiosa. Non serve vivere in trincea: basta prevenire intervenendo dove si riproducono. Un avviso dell’Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale ci ricorda che, dal mese di aprile, è molto utile attivarsi per proteggere la nostra salute e quella degli altri. I consigli sono noti: svuotare ogni 3-4 giorni i sottovasi, secchi, annaffiatoi, giochi dei bimbi, grondaie intasate. Per i tombini usare prodotti larvicidi che trovi in farmacia o in Comune. In casa installa zanzariere su finestre e balconi, che sono la difesa migliore. Di sera accendere ventilatori: l’aria in movimento confonde le zanzare. Evitare luci bianche forti all’esterno che attirano gli insetti. Sulla pelle e sui vestiti, possibilmente chiari, usare prodotti repellenti (per i bambini chiedere in farmacia la versione pediatrica); gli oli essenziali durano pochi minuti. La zanzara tigre punge di giorno, soprattutto al mattino presto e al tramonto. La zanzara comune di notte. Piante come geranio, citronella e lavanda aiutano un po’, ma non bastano da sole. Meglio combinare tutto con la pulizia dei ristagni. Oltre al prurito, in Italia le zanzare possono trasmettere West Nile e Dengue e altre malattie tropicali e, quindi, se si ha febbre alta, mal di testa forte e dolori muscolari dopo una puntura, contattate il medico. Per info non urgenti c’è il 116117. Piccoli gesti, grandi risultati: una sola bottiglia dimenticata con acqua può produrre 200 zanzare in una settimana. Nella foto il volantino AsuFc.