02.6.2026  Festa della Repubblica Italiana

Il 2 giugno è una data importante per l’Italia, poiché si celebra la Festa della Repubblica. Questa festività commemora il referendum istituzionale del 1946, quando gli italiani scelsero di adottare la repubblica come forma di governo, abbandonando la monarchia. Il referendum si svolse il 2 e il 3 giugno 1946, e vide la partecipazione di oltre 24 milioni di italiani. I risultati mostrarono una netta preferenza per la repubblica, con circa il 54,3% dei voti a favore. La Festa della Repubblica è celebrata in tutta Italia con varie manifestazioni; è un’occasione per riflettere sulla storia e sull’identità italiana, e per celebrare la democrazia e la libertà. È un giorno per ricordare l’importanza della partecipazione civica e del voto, e per onorare le istituzioni repubblicane democratiche che governano il paese: ecco perché è importante andare a votare, sia per i referendum che per le politiche.

01.6.2026   1° giugno: benvenuta estate “ufficiale”

Eccoci al 1° giugno. Le scuole iniziano a contare i giorni, i gelati tornano protagonisti e l’armadio fa spazio a sandali e occhiali da sole. È il giorno in cui l’estate meteorologica parte ufficialmente, anche se il solstizio vero è il 21. Qualche curiosità: la pietra del mese è la perla o la pietra di luna, simbolo di purezza e nuovi inizi; un regalino perfetto per chi è nato a giugno. Il fiore è la rosa; non a caso giugno è il mese dei matrimoni: in latino “Iunius” viene da Giunone, dea del matrimonio. Dal 1° giugno le giornate sono lunghe, prendiamo solo 1-2 minuti di luce al giorno fino al solstizio. Poi si ricomincia a scendere. Proverbi che sanno di giugno: “Giugno asciutto, buon frumento, se piove poco, il grano ringrazia”. “Sole di giugno, cuoco senza fuoco”. “Chi dorme di giugno, dorme in sacco rotto” (Antico modo per dire: svegliati, c’è da lavorare nei campi)… Oggi lo applichiamo al lunedì mattina! Nella foto di giugno 2025 un bel arcobaleno dopo il temporale nel Borgo Corene.

31.5.2026 Nuove tessere magnetiche carburante in FVG

Se sei residente FVG e hai diritto al bonus carburante, dal 1° febbraio 2026 dimentica la tessera fisica. Ti serve solo il QR Code sul telefono. La Regione ha preso in mano la gestione e le vecchie “tessere magnetiche” lasciano spazio all’identificativo digitale. Le tessere fisiche/magnetiche non saranno più rilasciate dalle Camere di Commercio. Dal 1° febbraio 2026 l’identificativo è digitale. È un QR Code personale che ti identifica alla pompa per avere lo sconto. Le domande e il rilascio passano direttamente alla Regione. Come ottenerla/attivarla? Hai 2 strade: accedendo al portale online facendo domanda e attivazione su https://qrcarburanti.regione.fvg.it. Serve SPID/CIE. Oppure puoi andare fisicamente negli Uffici Relazioni con il Pubblico della Regione FVG.  Hai già la vecchia smart card? Se hai una domanda di contributo valida, puoi “trasformarla” in tessera digitale QR Code usando l’app  QRfvg Carburanti o sempre dal portale. App → Accedi → VEDI TESSERE → ATTIVA.

Come funziona alla pompa: Scarichi l’app QRfvg Carburanti sul telefono così hai sempre il QR Code a portata di mano. Lo mostri al distributore aderente e ti applicano lo sconto regionale previsto dalla L.R. 14/2010. Dall’app controlli anche rifornimenti e prezzi dei distributori aderenti. Numero verde per info: 800 936367.

Link per scaricare l’app QRfvg Carburanti:

1. Android – Google Play Store:  Cerca “QRfvg Carburanti” di Insiel SpA, oppure vai diretto su Google Play. È gratuita e aggiornata al 12 mar 2026

2. iPhone – App Store:  Cerca sempre “QRfvg Carburanti”. È l’app ufficiale della Regione FVG per gestire il QR Code e vedere i rifornimenti.

Dopo l’installazione: 1. Accedi con SPID o CIE. 2. Premi `VEDI TESSERE` → `ATTIVA` se hai già una vecchia smart card valida. 3. Se non ce l’hai, fai domanda direttamente da https://qrcarburanti.regione.fvg.it

30.5.2026 Nuovo ingresso nelle Valli.

Da qualche giorno è cambiata la vista all’ingresso nelle nostre Valli. Al Ponte San Quirino il panorama ora mostra gli alberi e i monti e non più i cartelloni pubblicitari e vecchie case. E’ frutto dei lavori per la realizzazione del nuovo ponte che consentirà un passaggio più fluido e in sicurezza, da una sponda all’altra del Natisone, ed entrare nelle Valli. Qualche limitazione al traffico è stata necessaria per chi doveva recarsi a Vernasso e ha dovuto entrare in paese dal ponte di San Pietro ma, in generale, il traffico non ha subito grandi intralci, per il momento. Il nuovo ponte è una infrastruttura necessaria e progettata da diversi anni ma, a causa di intoppi burocratici e finanziari sui lavori propedeutici, ha visto la realizzazione soltanto ora, dopo una decina di anni. I lavori sono gestiti dall’Anas e ha il contributo della Regione e prevede anche un nuovo percorso ciclopedonale che consentirà di dirigersi in direzione del centro abitato di Vernasso; inoltre, è prevista la realizzazione di un nuovo parcheggio con 12 stalli. foto di E. Cencig

29.5.2026 Come la trama di un film.

(Articolo di Gianni Battistig)

Quest’anno, durante la mia vacanza in Thailandia, ho avuto l’occasione di fare la conoscenza del signor Isidoro, ex arbitro regionale dell’Emilia Romagna; chiacchierando tra di noi è nato, casualmente, lo spunto di premiare Luca Zufferli con il premio nazionale “Cesare Marani”, della Associazione Nazionale Arbitri di Cesena. Il 27 maggio si è concretizzato l’evento e Luca è stato premiato come miglio arbitro di serie A per la stagione 2025/ 2026. E’ stata una serata molto bella ed emozionante; tutti sono stati molto soddisfatti e anche un po’ meravigliati dopo aver sentito come è nata l’idea di premiare, con il giusto riconoscimento, il “nostro” Zufferli…tanto che qualcuno ha detto:” Sembra la trama di un film!”. (Foto di Gianni B.)

Luca Zufferli con il premio (a sinistra) e Gianni Battistig

Luca e Gianni con il Presidente della sezione di Cesena (al centro)

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Luca e Gianni con il signor Isidoro (a sinistra)

28.5.2026  Rifiuti nei boschi: un’inciviltà che costa a tutti.

Il bosco non è una discarica. Eppure ancora oggi, in FVG e non solo, capita di trovare rifiuti, anche ingombranti, abbandonati tra i sentieri. Purtroppo è successo anche a Ponteacco nei boschi sotto Mezzana. Un gesto incivile e inspiegabile ai giorni nostri, documentato da un assiduo visitatore dei nostri boschi, che li ha trovati e raccolti, con grande sdegno. La pulizia non la fa nessuno gratis e sono i Comuni, quindi noi con le tasse, a pagare squadre, mezzi e smaltimento. Nel 2024 in Italia sono state oltre 16.000 le discariche abusive bonificate. Tra le altre cose i rifiuti sono un pericolo per i boschi, sono innesco facile per incendi; una bottiglia di vetro lasciata al sole può fare da lente e bruciare ettari. Gli animali li scambiano per cibo e si intossicano o si feriscono. L’olio esausto e le batterie avvelenano il terreno e le falde. La regola è vecchia quanto le gite fuori porta: “quello che porti, te lo riporti”. Segnalate situazioni simili al Comune o ai Carabinieri Forestali con foto e posizione GPS. Molti comuni hanno app per le segnalazioni. E soprattutto: dare il buon esempio. Un bosco pulito lo difendono prima di tutto chi lo frequenta. Il bosco ci dà ombra, aria, funghi, legna, silenzio. L’unico “rifiuto” che dovrebbe restare sono le foglie secche. Foto di alcuni dei rifiuti trovati

27.5.2026 Centralia: la città che brucia da 60 anni

C’è un posto in Pennsylvania, USA, dove il fuoco non si è mai spento. Si chiama Centralia ed è una città fantasma sotterranea.  Nel 1962 i vigili del fuoco bruciarono una discarica in una vecchia miniera a cielo aperto per pulirla. Il fuoco però entrò in una vena di carbone sotto la città e non uscì più. Il sottosuolo di Centralia è una miniera di antracite. Il carbone ha preso fuoco e da allora sta bruciando a 540°C, sotto le case, le strade, i cimiteri. Gli abitanti nel 1980 erano 1000, oggi sono solo 5. Lo Stato ha espropriato quasi tutte le case nel 1992 perché il terreno cedeva e uscivano fumi tossici. Dalla Route 61, la “Graffiti Highway”, sale fumo dalle crepe nell’asfalto e d’inverno la neve si scioglie sopra i punti più caldi; ci sono voragini che si aprono all’improvviso. Nel 1981 un ragazzino è caduto in un cratere con monossido di carbonio, ma si è salvato. Gli scienziati dicono che il fuoco potrebbe andare avanti per altri 250 anni. Centralia è diventata meta di urbex, fotografi e appassionati di storie post-apocalittiche.  Nel 2009 hanno chiuso la parte principale della Route 61 e l’hanno ricoperta di graffiti; oggi è una tela a cielo aperto. Centralia è una strana citta che non è morta per una bomba o un disastro, è morta perché il fuoco ha deciso di non spegnersi più. Foto da Facebook.

25 maggio 2026 Racconto di Evelino.

Riproponiamo parte di un articolo scritto da Evelino Mattelig il 22 dicembre 2014. Racconto di “naja” in cui, alla Scuola Militare Alpina di Aosta, viene punito per aver fatto uno scherzo, insieme a dei compagni, ad altri commilitoni.

La sera, puntuali, dal comandante. Questi, che purtroppo durante il servizio prematuramente è “andato avanti” (così indicato in gergo alpino chi ha dovuto lasciare la vita terrena) e di cui serbo un indimenticabile ricordo per le sue alte qualità di lealtà, umanità oltre che professionali, dopo l’inevitabile ramanzina, ci punì, non CPS o CPR (celle di rigore ove si veniva rinchiusi, rispettivamente, o nelle ore di libera uscita o durante tutto il giorno e che avrebbe dovuto pregiudicare la nostra valutazione a fine corso), ma con 10 giri di corsa del perimetro della caserma (che era molto estesa!), sotto il controllo dell’ufficiale di picchetto. Inoltre, per una settimana non ci fu concessa la libera uscita, rimpiazzata dalla lavaggio delle marmitte (grandi pentoloni) e dei vassoi che venivano utilizzati per il rancio. Stavamo uscendo dall’ufficio di maggiorità dopo aver salutato, come da regolamento, il comandante, le cui origini non erano né delle Valli del Natisone né del Friuli, quando questi disse: ”Allievo ufficiale Mattellig Evelino”; prontamente mi girai, sbattei i tacchi, mi misi sull’attenti e con tono fermo e deciso risposi: “Comandi!”. E lui:” Tu, con questo cognome che termina con la “g”, non puoi essere originario che delle Valli del Natisone, in Friuli. “Signorsì!”, risposi. Lui continuò:” ma di che paese?”, con fermezza ed orgoglio ribattei:” di Ponteacco”. Lui aggiunse: ”Ponteacco, Ponteacco…ma di che borgo? Petrina, Corene o altro?” Stupito e meravigliato della domanda, guardandolo fisso negli occhi, sempre sull’attenti, prontamente risposi (alla scuola militare alpina non saper rispondere significava altri giri di corsa della caserma e non era proprio il caso!), inventando al momento, senza alcuna esitazione pronunciai:” di borgo Buttiga (negozio)”; e lui, con un sorriso appena abbozzato:” ma va là, va là….vai a correre con i tuoi amici per farvi passare i bollenti spiriti e poi divertitevi in cucina a lavare marmitte e vassoi! Il capitano era il friulano Zuzzi (conoscitore dei nostri paesi).

24.5.2026 Il caldo di maggio: poesia comica.

A maggio c’è il sole che s’è svegliato presto, 

e già alle dieci sudi pure se stai fermo.  

Metti la maglietta “leggera” e dopo un gesto  

diventi un arrosto, ma senza rosmarino.

Il condizionatore? L’hai acceso a gennaio,  

perché in Friuli si sa: si gela e si cuoce.  

Vai a fare la spesa e il gelato ti chiama,  

“Comprami, comprami” dice dal freezer.  

Arrivi a casa e hai in sporta una pozzanghera:  

bevanda, cono, e dignità: tutto per terra.

La sera dici “finalmente tira vento”,  

apri la finestra, entra un alito di forno.  

La zanzara ti fa il giro d’onore, contenta:  

“Benvenuto in estate, con anticipo di un giorno!”

Maggio, che dovevi essere primavera,  

ma qui sembri agosto con la carta d’identità.  

Metto i calzini corti e la canotta leggera:  

e sudo pure quando scrivo questa verità.

23.5.2026 Eventi da non mancare.

Notte al Museo: il Museo Archeologico Nazionale di Cividale apre le sue porte di sera; infatti, sabato 23 maggio, l’apertura straordinaria serale servirà a promuovere il patrimonio culturale europeo che ha come  tema “Musei che uniscono un mondo diviso”. Saranno tre i turni per entrare con le visite guidate: alle 19.00, alle 20.00 e alle 21.00; il biglietto d’ingresso è di solo 1 €. Una bella esperienza, approfittatene!  Per gli amanti dell’olio: Oleis, lo dice il nome, è il paese degli ulivi e del buon olio. Dal 21 fino al 24 maggio una serie di eventi si svolgeranno tra Oleis e l’Abbazia di Rosazzo; si potranno seguire convegni, corsi di potatura, laboratori anche per bambini e assaggi. Concerto di campane: sabato 23, a Gorizia, concerto speciale di campane organizzato dall’artista spagnolo Llorenç  Barber che farà suonare tutte le campane delle chiese del centro dalle ore 12.00 alle 12.45, creando una suggestiva armonia di suoni. Dimore storiche: domenica 24 maggio, per la giornata nazionale organizzata dall’Associazione dimore storiche italiane, si potranno visitare ville, palazzi e dimore storiche anche in provincia di Udine; ad esempio Villa Florio Maseri a Pavia di Udine o Palazzo Orgnani a Udine.