10.11.2022, La pipa

 Qualcuno ricorda in paese alcuni nonni del Novecento alle prese con il paziente rito del fumo della pipa che consisteva nella cura del braciere, nel sul caricamento e nel lungo assaporare del fumo emesso da quest’attrezzo d’altri tempi. Tra questi c’era Cavich, fratello della Nella Bellidova, il padre di Pierino, il nonno materno di Mabira, solo per citarne alcuni. La pipa è finita nel dimenticatoio in cui l’ha fatta precipitare la post-modernità. L’immagine del nonno con la pipa in bocca davanti a casa o sul ciòk appartiene al passato. Ci sono sempre meno fumatori e l’aroma del tabacco è quasi scomparso dalla memoria dei sensi. Il numero dei detvoti della pipa è diminuito fino a raggiungere una percentuale irrisoria del comparto fumatori [fonte Assotabacco]. C’è stato il sorpasso da parte delle sigarette elettroniche e dei dispositivi a tabacco riscaldato. Tutto questo fa sì che la vecchia pipa in radica sia rimasta indissolubilmente incastrata nell’immaginario del Novecento con testimonial quali Stalin, Eco, Andreatta, Pertini, l’arch. Simonitti e la femminista Virginia Woolf.

 

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