06.07.2022, Noi sì che facciamo la differenza (2/2)

   Il Sindaco a volte brontola per il sacco della differenziata, che da nero è passato a bianco poiché, secondo lui, è proprio lì che si ammassa una percentuale consistente di rifiuti che potrebbero essere smaltiti con più precisione. In FVG si ricicla il doppio rispetto alla Germania che è la prima industria manifatturiera europea. Milano e Vienna sono a pari merito come percentuale. In Friuli si raccolgono ben 60 kg di vetro a testa, con una media di riciclo per questo materiale pari all’85% (fonte Coreve-Consorizio Recupero Vetro FVG). Possiamo fare di più perché una piccola percentuale è dispersa nell’ambiente da incoscienti. Bene anche sul fronte del recupero della carta, pari a circa 75 kg per abitante. I rifiuti destinati ai termovalorizzatori si confezionano in balle  e si conferiscono a uno tra gli impianti più razionali del centro-Europa: Brescia. 

05.07.2022, Noi sì che facciamo la differenza (1/2)

   C’è poco da essere fieri di avere una “capitale”, Roma, che è la città più sporca d’Europa, Un pelino meglio del Cairo o di Calcutta, con gente che indossa mutande anche da 200 euro e passeggia indisturbata tra cumuli di immondizia con fetori che invitano virus quali il colera e il tifo, com’è avvenuto nella città di Napoli negli anni ’70. Due Italie, separate anche nella gestione delle immondizie con l’aggravante di un detto che si sente spesso in giro: “Capitale sporca, nazione infetta”. Un detto che, grazie al cielo, non ci riguarda. I simpatici romani sgranano gli occhi quando sentono che nel Friuli occidentale, laddove non c’è ancora il servizio di raccolta porta-a-porta, il vetro è inserito nella campana a seconda del colore, risparmiando così sull’energia per la fusione e producendo meno scarti. Da noi siamo messi benissimo con il riciclo, anche se si potrebbe fare ancora meglio …

04.07.2022, Ieri al Centro

   Per la prima volta quest’anno la domenica è stata gestita da un trio di giovani, simpatici, coinvolgenti, già esperti in tartine con ingredienti gustosi. Si tratta di Federico e Filippo, che vediamo nella “Foto della settimana” e Gianluca. Subito si è notata la presenza di altri giovani, loro amici. Una domenica vivace, dove tutto ha funzionato alla perfezione. La Pro Loco ringrazia ed è riconoscente ai tre ragazzi che hanno dato una mano. L’argomento del giorno è stato il gran caldo che sta attanagliando da settimane la nostra regione. Ieri abbiamo raggiunto i 35,6°C alle 15:48: si tratta della temperatura massima registrata in paese da quando esiste la Pro Loco. La giornata si è trasformata in disagio pomeridiano, serale e notturno. Le nostre case sono autentici forni e il disagio soprattutto per le persone più anziane è tangibile: c’è affaticamento, sensazione di insufficienza respiratoria, accelerazione cardiaca. C’è preoccupazione per quest’ondata di calore che dovrebbe durare ancora oggi per poi assestarsi su temperature sempre elevate, ma più accettabili. Sabato prossimo di svolgerà al Mulino il 7° Torneo “Natison Volley”: non tutto è pronto, ma entro dopodomani l’area sarà a posto. Per noi sarà una settimana di lavoro per sistemare l’accoglienza di atleti e tifosi. Buone vacanze per chi lo è e buona attesa per chi sta per andare.

03.07.2022, Scambio di persone

   Un bambino del paese agli inizi degli anni ’60 aveva ben in mente la figura della Skofòuka, una signora vestita di nero che abitava in borgo Fulla, nella casa dei Golles, oggi proprietà di Giacinto Iussa. Un giorno la Skofòuka mori, sarà stato il 1960 o 1961. Il funerale della signora si svolse un lunedì o martedì. Dopo alcuni giorni il bambino si recò a messa accompagnato dalla mamma e da altre persone che si e fermarono un attimo dalla Sèsa Brulìnkna, anche lei vestita di nero e somigliante alla Skofòuka. Il bambino, nella sua innocenza, si rivolse alla Sesa dicendole: «Sei tornata?», scambiandola evidentemente con la persona deceduta da pochi giorni.

02.07.2022, Breve storia delle osterie del paese: la Gorìza (3/3)

   La gestione della nuova sede dell’osteria proseguì per un certo tempo con la signora Diana per poi passare di mano a vari gestori. A Diana subentrò la famiglia Venturini (Zeje e Fanny). Nella saletta a destra la signora aveva installato un laboratorio di maglieria dove produceva maglioni e magliette in lana o cotone. Il locale era grande, spazioso, con giardino all’esterno. Seguì la gestione di Valentino (di Clenia?) e poco dopo quella di Jole originaria di Calla e Patrizia, originaria di Montemaggiore. Due ragazze bellissime che diedero un notevole impulso all’attività. Comparvero il juke-box e i gelati. La simpatia delle due giovani fu motivo di richiamo di un gran numero di ragazzi e di compagnie provenienti da varie parti del Friuli. Seguì la gestione di Bruna e Benito Crucil, quindi di Iris e Boris Balbi, di Silvana e Rino ed infine di Ada. Con Ada è calato definitivamente sulla storica osteria del paese. L’adeguamento alle normative di sicurezza è stato un’ostacolo insormontabile per la proprietà e per i nuovi potenziali gestori. Si chiuse così una lunga storia, di locali semplici dove si svolvero importanti pagine della vita dei nostri paesani.

01.07.2022, Breve storia delle osterie del paese: la Gorìza (2/3)

    La seconda parte della sala dell’osteria era forse la più bella, la privilegiata perché le due finestre si aprivano sulla piazza e si poteva osservare tutto il movimento che avveniva in paese. I due tavolini vicino alle finestre erano strategici. L’osteria aveva un odore tipico, che mai più si è ripetuto, un misto di varechina e un mix di fumo di tabacchi. Durante i mesi estivi dal soffitto pendevano due strisce cattura-mosche ricoperte di un adesivo appiccicoso che tratteneva gli insetti. Diana era coadiuvata da Bepo Onesti, persona corretta e rispettata, che la difendeva a spada tratta da ubriachi o provocatori. Il WC dell’osteria era nel caseggiato di fronte all’ingresso, a sinistra. Appariva come un lungo corridoio con in fondo un buco centrale, due mattoni pieni cementati dove appoggiare i piedi e alla parete a sinistra un chiodo con i fogli di giornale, antesignani di ciò che oggi sono i 10 piani di morbidezza. Verso la fine gli anni ’60 l’osteria di trasferì nella grande casa di Emaz e della Gemma, acquistata da Mon di Montefosca …

30.06.2022, Breve storia delle osterie del paese: Gorìza (1/3)

   Chiamiamola così per definizione storica, non per un nome consolidato nel tempo. Il locale dove per decenni si è svolta l’attività di somministrazione, oggi appartiene alla famiglia Santo. Ci siamo occupati anche in passato di quest’osteria, ma con il trascorrere del tempo ci giungono aggiornamenti che vale la pena integrare. Il primo gestore dell’osteria, che oramai in pochissimi oggi ricordano, fu una signora del paese molto avanti con gli anni. La ricordano come vecchissima e chissà se avrà avuto sì e no 60 anni. Negli anni della II Guerra mondiale l’attività passò alla Ilva, poi per molto tempo a Diana, fino al trasferimento dell’attività nella grande casa che divenne la sede fissa dell’osteria del paese. Il locale gestito da Diana era costituito da una sala d’ingresso con un bel banco ad angolo circolare in pietra. C’era la macchina del caffè, varie bibite esposte e una specie di tabernacolo dov’erano custodite le sigarette “n” (Nazionali, pacchetto bianco con la lettera di colore blu su rettangolo azzurro), le Alfa (pacchetto rosso con triangolo isoscele bianco e la scritta “Alfa”), le nazionali da esportazione (pacchetto verde con ovale bianco e una nave con vele spiegate e la scritta “esportazione”), le Peer e le Diana (pacchetto bianco con righine orizzontali) che per i bambini del tempo costituivano una divertente coincidenza: Diana le sigarette, Diana la signora che le vendeva. Anche sciolte …

29.06.2022, Breve storia delle osterie del paese: il CRAL (2/2)

   Il CRAL di casa Cornelio ha lasciato una traccia profonda nella storia del paese. Per anni è stato un luogo di ritrovo alternativo alla vecchia osteria della Gorìza. Era gestito da Amelia, mamma di Roberto e Giuliano. Anche in questo caso si trattava di un luogo piuttosto austero ed essenziale. Era collocato a sinistra dell’ingresso, in una grande sala con due finestre a ovest, due a sud e due porte, una per gli avventori e una di servizio, quasi comunicante con la cantina. C’erano almeno dieci tavolini per una quarantina di sedie in totale.  L’ambiente aveva un aspetto “soffuso”, molto fresco d’estate considerato che l’edificio è in pietra; in fondo alla sala c’era il banco dotato di acquaio e alla parete un orologio a pendolo. La scelta di bevande, viste le migliorate condizioni economiche, era sempre più ampia. Oltre al vino e alla birra, c’erano l’aranciata, la spuma e negli ultimi tempi anche la “gazzosa” o l’acqua brillante. Il CRAL della famiglia Cornelio chiuse l’attività agli inizi degli anni ’60. Stava per concretizzarsi il futuro di un’importante impresa di autotrasporti che richiedeva maggiori spazi nello svolgimento del lavoro. L’edificio dell’attuale proprietario, Marcello, ancor oggi dalla maggior parte dei paesani è identificato come “Cral”.

28.06.2022, Breve storia delle osterie del paese: il CRAL (1/2)

   I CRAL hanno fatto la loro storia. Istituiti dopo la II Guerra mondiale, avevano lo scopo di fungere da polo ricreativo per i lavoratori. In quegli anni la cava di marna di Ponteacco assicurava ancora numerosi posti di lavoro e, considerato il regime fiscale particolarmente agevolato e semplificato, anche in paese fu aperto un CRAL, Circolo ricreativo assistenziale lavoratori. La caratteristica di questi luoghi di svago era data dalla sobrietà dei locali, dall’essenzialità del servizio. Il primo CRAL del paese fu aperto in casa Tuzzi, gestito dalla Pina Tùzuka, quando il marito era emigrato per un certo periodo in Francia. All’ingresso, a destra, c’era l’unica stanza destinata al circolo. Appariva dotata di due finestre, aveva il pavimento in cemento con piccoli buchetti quadrati, così come si usava in quei tempi. C’erano sei tavolini e 24 sedie, alle pareti una foto di Bepic da giovane, il calendario dei f.lli Piccoli di Cividale e il calendario con i numeri “a rotellina” della birra Moretti. Non c’era il banco e il servizio avveniva su ordinazione e con breve attesa al tavolino. Il CRAL era assai frequentato la domenica, quando si svolgevano lunghe partite e campionati di bocce. Successivamente l’attività ricreativa su ceduta alla famiglia Cornelio, casa a fianco, che ancor oggi è conosciuta con il nome “CRAL”.

27.06.2022, Ieri al Centro

   Quella di ieri non è stata la domenica dei record, ma di un discreto via-vai di soci. Il turno di Marzia e Tonino è sempre gestito con cura e simpatia. La calda domenica ha favorito l’esodo e il paese era insolitamente più che tranquillo. Ci sono alcune persone in vacanza, altre invece sono tornate dalla vacanza. L’attrazione della giornata festiva di ieri è stato il Natisone con la presenza di molta gente al Muz, al Mulino, a Biarzo e in altri punti di richiamo. La settimana che inizia oggi ci porta in luglio. Saranno giorni caldi, forse con un acquazzone domani pomeriggio-sera. Salutiamo le lettrici e i lettori, con l’augurio di belle giornate di serenità.